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La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile (1971)

[La dame dans l'auto avec les lunettes et un fusil, Francia 1971, Giallo, durata 103']   Regia di Anatole Litvak
Con Samantha Eggar, Oliver Reed



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile: assente
Ritmo ritmo in La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile: assente
Impegno impegno in La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile: assente
Tensione tensione in La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile: assente
Erotismo erotismo in La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile (voti: 1 media: 4,00) 1

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locandina di La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile

La trama

Danny scopre un cadavere nell'auto lasciatale dal suo principale. Gli indizi contro di lei si accumulano in modo preoccupante e lei inizia a dubitare delle proprie facoltà mentali, poi scopre la macchinazione. Il robusto thrilling purtroppo declina nella seconda metà del film. E' l'ultimo film di Litvak. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 2011-09-09 07:20:03 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

Si può dire quel che si vuole, ma l’ultimo film di Anatole Litvak è un autentico old timer della settima arte. Una pellicola che, senza volerlo, ha saputo catturare in pieno l’atmosfera degli anni sessanta/settanta, tanto da poterla far respirare ai posteri. E che, dentro il classico barattolo di vetro, ci consegna un concentrato di  suggestioni d’epoca, ancora vivissime nei colori, nei suoni, nel contenuto ideale. Fin dalle prime immagini ci si ritrova immersi nella moda, nella musica, nella fotografia di quel tempo, e, in quella scenografia da museo della modernità, si ritrovano i miti di allora, dalla liberazione della donna alla rivoluzione sessuale, dall’automobile alla televisione. Il viaggio in auto, da Parigi alla Costa Azzurra, intrapreso dalla giovane protagonista – con la minigonna, gli occhialoni scuri e una fascia sui lunghi capelli sciolti – è una rassegna del come eravamo, o meglio del come sognavamo d’essere. In questo giallo on the road, Danielle Lang, una segretaria ventiseienne al volante di una Ford decappottabile,  che il suo principale le ha prestato per il weekend, dà segno di aver perso la memoria; mentre noi, paradossalmente, recuperiamo un ricordo ormai lontano, vedendo sfilare, insieme alla fresca e spregiudicata femminilità della ragazza, quell’eleganza ammiccante e sbarazzina che riempiva i rotocalchi. Quell’aspetto indipendente, stanco ed inquieto che un uomo di passaggio nota in Danielle, fa di lei la perfetta icona delle battaglie d’emancipazione, combattute su più fronti, sul piano sociale come su quello individuale,  nel tenace impegno per la realizzazione professionale, nella continua rincorsa di una felicità di stampo alternativo,   e nella strenua ricerca di un’identità autonoma. In questo thriller il mistero è una presenza che, solo a tratti, emerge, insieme al dolore, dal cupo doppiofondo di una vita allegramente spericolata: una vita, che, in superficie, è una bella avventura, vissuta con spavalda noncuranza, e rigorosamente alla luce del sole. Il problema che Danielle si trova a dover affrontare è un grosso guaio capitato nel bel mezzo della voglia di festa e di mondanità:  si tratta della scoperta di un cadavere nascosto nel portabagagli, un evento che decisamente stona, in piena estate, sul lungomare di una cittadina rivierasca, tra i tavolini dei caffè all’aperto, il passeggio dei bagnanti e la sfilata di una banda musicale. Molto efficace, sul piano cinematografico, è l’idea di organizzare la narrazione su due livelli – un contesto predominante ed una trama nascosta – e di intrecciarli sul filo di un itinerario, in cui ad, ogni tappa, un nuovo elemento affiora dal fondo, un ulteriore tassello va ad aggiungersi all’enigmatico mosaico. Tutto intorno, la gente è in strada a celebrare il 14 luglio, mentre Danielle, nel disperato tentativo di uscire da una situazione che si fa sempre più intricata, è costretta a muoversi nell’ombra, in un mondo sotterraneo fatto di stazioni di servizio, motel e garage. ESPANDI +
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SI

Opinioni su La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile


2011-09-09 07:20:03 Opinione di OGM su "La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile"
OGM

Si può dire quel che si vuole, ma l’ultimo film di Anatole Litvak è un autentico old timer della settima arte. Una pellicola che, senza volerlo, ha saputo catturare in pieno l’atmosfera degli anni sessanta/settanta, tanto da poterla far respirare ai posteri. E che, dentro il classico barattolo di vetro, ci consegna un concentrato di  suggestioni d’epoca, ancora vivissime nei colori, nei suoni, nel contenuto ideale. Fin dalle prime immagini ci si...

voto al film: OGM assegna il voto buono a La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile (1971)

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