Sindrome cinese (1979)
Con Jane Fonda, Michael Douglas, Jack Lemmon, James Hampton
La trama
Una Chernobyl di fantasia sette anni prima di quella vera.
Kimberly Wells (Fonda), giornalista televisiva, e il suo operatore Richards Adams (Douglas) stanno effettuando un servizio sulla centrale nuleare di Ventana, in California. Proprio durante la loro visita aviene un incidente. Richards, contravvenendo alle disposizioni, filma tutto l'accaduto. Il direttore della rete televisiva però si rifiuta di mandare in onda il filmato. Kimberly si mette allora in contatto con Jack Godell (Lemmon), il tecnico che ha condotto le operazioni durante l'incidente, mentre Richard trafuga il filmato. Godell, resosi conto dell'effettiva pericolosità dell'impianto, si barrica nella centrale operativa facendosi intervistare dalla televisione.
"Sindrome cinese" è l'espressione gergale che indica il massimo rischio radioattivo. Solo dieci giorni dopo la sua uscita si verificò l'incidente alla centrale di Three Miles Island. Condotto abilmente dal regista James Bridges, si avvale di un ottimo cast di attori, tra cui spicca Lemmon in un ruolo drammatico che gli frutto la Palma d'oro a Cannes.
L'opinione più votata
Di tinodeluca scritta il 09/06/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
«Hanno avuto problemi con il livello dell’acqua del reattore. I segnalatori per i quali sembrano preoccupati sono quelli dell’acqua nel nocciolo. Forse possono avere corso il rischio di scoprire il nocciolo».
«Se è andata così, siamo stati molto vicini ad arrivare alla sindrome cinese, allora».
«A cosa?».
«Se il nocciolo è scoperto, per qualsiasi ragione, l’uranio si riscalda oltre i limiti di tolleranza in pochissimi minuti. E niente riesce a fermarlo. E fonde attraverso la base della centrale, in teoria arrivando fino alla Cina. Ma naturalmente, appena incontra una falda sotterranea, esplode nell’atmosfera, creando nuvole radioattive. Il numero di persone uccise dipenderebbe dalla direzione del vento, rendendo un’area grande quanto la Pennsylvania perennemente inabitabile. Per non parlare dei casi di cancro che si avrebbero in seguito». Ecco, questa è la Sindrome cinese, mica uno scherzo. Ne parla James Bridges nel suo profetico film del 1979.
Eppure l’energia è vita e si lega indissolubilmente all’esistenza dell’uomo: attraverso il carbone o la potenza dei fiumi e dei venti, la dobbiamo produrre per fare funzionare gli ospedali, i trasporti, l’illuminazione, il riscaldamento, il raffreddamento e tutti i servizi dei quali l’uomo si serve.
In rete ci sono molti siti dove documentarsi a proposito della produzione di energia elettrica. Le centrali termoelettriche usano il cosiddetto ciclo del vapore. In poche parole si usa del vapor acqueo surriscaldato ottenuto da acqua opportunamente trattata e purificata per preservare meglio gli impianti della centrale. Il vapore viene immesso in una turbina e trasforma la propria energia termica in energia meccanica di movimento. Il moto della turbina attiva un alternatore che genera energia elettrica che può essere immessa all’interno della rete di consumo. ESPANDI +
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9 giugno 2011 Opinione di tinodeluca su "Sindrome cinese"
La sindrome cinese non è una malattia rara né un virus asiatico, ma una conseguenza delle capacità umane di trasformare l’opera compiuta dalle mani di Dio in disastro e desolazione. Kimberly Wells (Jane Fonda) e Richard Adams (Michael Douglas) sono rispettivamente una giornalista e un cameraman di un’emittente televisiva degli Stati Uniti e stanno realizzando un servizio su un incidente verificatosi nella centrale nucleare di Ventana. Le riprese ...
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24 maggio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Sindrome cinese"
Film non particolarmente riuscito sul piano tecnico ma che comunque si salva per le buone interpretazioni ed un ritmo sostenuto. Più dedicato all'intrattenimento che all'impegno politico, affronta di striscio tematiche scottanti e rende in maniera blanda il sentimento di terrore e paura che il nucleare suscitò in quegli anni; per molti versi sembra più suggerire l'idea di centrali sicure che il contrario. In tal senso mi pare inappropriata la sua collocazione all'interno...
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17 maggio 2011 Opinione di slim spaccabecco su "Sindrome cinese"
I film di una volta non si fanno più! Dire che questo sia stato profetico è un eufemismo. A parte la storia, gli attori sono in gran forma, e poi a me piace guardare i film un po' datati...ma di grande spessore. Certamente non una pietra miliare del cinema, ma magari ce ne fossero altri al giorno d'oggi di film come questo!
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25 aprile 2011 Opinione di tafo su "Sindrome cinese"
Prima di Chernobyl e dopo il Giappone. Prima della inefficienza della vecchia unione sovietica e dopo la tragedia nipponica che ha reso tutto possibile. L'incidente nucleare è potenziale nella fiction, concreto nella realtà, gia visto anche se non rappresentato. Filmato senza autorizzazioni dal giornalista nella centrale nucleare della California del sud, ripresa per un servizio che ne spieghi il funzionamento. I due giornalisti non capiscono, non possono capire quello...
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23 aprile 2011 Opinione di erpiccoletto su "Sindrome cinese"
Non è il film più entusiasmante che abbia visto, ma è comunque un bel film.
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15 marzo 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Sindrome cinese"
"Sindrome cinese" è una pellicola d'impegno civile, realizzata come un thriller mozzafiato ed avvincente, capace di tenere col fiato sospeso lo spettatore dall'inizio alla fine. Il messaggio che manda è contro la potenza distruttiva dell'energia nucleare, ma soprattutto contro la cieca bramosia di guadagno dell'uomo. Si può senza dubbio affermare che il film è uno dei più riusciti nel suo genere. Ineguagliabile l'interpretazione di Lemmon. Tabellino dei...
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24 gennaio 2011 Opinione di michel su "Sindrome cinese"
SEGUE DIBATTITO Forse ancora utile per qualche ricerca scolastica di fine anno, “Sindrome cinese” è, come si dice, “un film che fa riflettere”. Il regista racconta il pericolo nuclerae con diligenza e dimostra persino una certa abilità nel creare suspence ma il suo film è troppo infarcito di luoghi comuni narrativi per riuscire realmente a spaventarci.
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12 febbraio 2010 Opinione di jonas su "Sindrome cinese"
Durante un servizio in una centrale nucleare, una giornalista e il suo operatore riprendono per caso le immagini di un incidente sfiorato; le autorità fanno di tutto per tenere nascosta la cosa, anche giocando sporco. Film d’impegno civile come usava negli anni ’70, un po’ a tesi ma riscattato da una grande interpretazione: la Fonda è sopra le righe, Douglas (anche produttore) addirittura grottesco, però il buon vecchio Lemmon regge da solo per tutta la...
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11 gennaio 2010 Opinione di riverworld su "Sindrome cinese"
La narrazione si alterna tra descrizioni di una tecnologia sconosciuta ai più (almeno all'epoca) ed il coinvolgimento ed intreccio umano/sociale/politico dei protagonisti. Alcuni meccanismi sono prevedibili, come la battaglia quasi Don Chisciottesca dei protagonisti nonchè l'uccisione dell'elemento deviante, alias Jack Lemmon, ma fanno parte del gioco di denuncia del film (denuncia sia dell'uso della tecnologia nucleare sia della mancanza di limiti morali ed etici per...
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29 novembre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Sindrome cinese"
Film di parte e che troppo spesso affonda nel didascalismo per poter essere di alto livello (si tende un po' troppo ad ingigantire il tutto e poi scene come il finale ed altre sparse per il film dovevano essere alleggerite), ma che è dotato di un' ottima dose di tensione che riesce a rispecchiare egregiamente il senso di claustrofobia che si ha maneggiando i meccanismi di una tale potenza distruttiva quale l' energia atomica, e con un protagonista superbo (mi riferismo ovviamente a...
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