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Opinione di jonas su I sogni nel cassetto





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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27/06/2009 voto al film: voto ottimo

Sul film

“Regola n° 1: Mario ha sempre ragione. Regola n° 2: Lucia anche”. Mario e Lucia hanno capito il segreto della vita di coppia: vedere sempre e comunque le ragioni dell’altro, far tacere il proprio egoismo, rendersi conto che non si è due ma uno solo. Mario e Lucia sono due studenti universitari a Pavia (lui medicina, lei chimica): si conoscono, nasce una simpatia, un’amicizia, un amore (inizialmente non preventivato). Decidono di sposarsi, ma per i genitori di lei è ancora presto; allora forzano le cose, adducendo al prete motivi d’urgenza (e quando il prete interpreta questi motivi nel modo più scontato, lei reagisce: se davvero aspettasse un bambino, eviterebbe apposta di sposarsi in chiesa come una borghesuccia). I soliti genitori raccomandano di non avere subito figli, ma come si fa? la guerra è finita da pochi anni, la voglia di vita è tanta. Nei primi tempi lei pensa ancora di laurearsi, perché “una moglie deve essere una compagna, non una schiava” (frase di sorprendente modernità): non capisce sua madre, che vorrebbe farle cucire il corredo e preparare le fasce per il bambino; poi però, a malincuore, deve rinunciare all’idea e limitarsi a fare la casalinga. Mario e Lucia sono due personaggi meravigliosi, per i quali si fa ferocemente il tifo: due giovinezze all’inizio un po’ incoscienti che sono cresciute insieme, hanno imparato ad assumersi le proprie responsabilità e si sono sacrificate per costruire un progetto comune. Fino a 10’ dalla fine il film mantiene una leggerezza incantevole; poi una svolta brusca, senza la minima preparazione, porta all’esito tragico. La coppia si separa senza neanche potersi dire addio: resta la fatica immane di continuare da soli una vita che era stata pensata in due. Castellani è, insieme a Pietrangeli, il più sottovalutato dei registi italiani; questo film, ispirato alla vicenda del fratello, contende a Due soldi di speranza il titolo di sua opera migliore. Un’osservazione sul titolo: la frase riportata dal Mereghetti (“Ormai siamo grandi e dobbiamo mettere i sogni nel cassetto”) è senz’altro suggestiva, ma a quanto ricordo non viene pronunciata da nessuno dei personaggi.


SI

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