Opinione di jonas su I sogni nel cassetto
Con Lea Massari, Enrico Pagani, Lilla Brignone, Sergio Tofano
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Sul film
“Regola n° 1: Mario ha sempre ragione. Regola n° 2: Lucia anche”. Mario e Lucia hanno capito il segreto della vita di coppia: vedere sempre e comunque le ragioni dell’altro, far tacere il proprio egoismo, rendersi conto che non si è due ma uno solo. Mario e Lucia sono due studenti universitari a Pavia (lui medicina, lei chimica): si conoscono, nasce una simpatia, un’amicizia, un amore (inizialmente non preventivato). Decidono di sposarsi, ma per i genitori di lei è ancora presto; allora forzano le cose, adducendo al prete motivi d’urgenza (e quando il prete interpreta questi motivi nel modo più scontato, lei reagisce: se davvero aspettasse un bambino, eviterebbe apposta di sposarsi in chiesa come una borghesuccia). I soliti genitori raccomandano di non avere subito figli, ma come si fa? la guerra è finita da pochi anni, la voglia di vita è tanta. Nei primi tempi lei pensa ancora di laurearsi, perché “una moglie deve essere una compagna, non una schiava” (frase di sorprendente modernità): non capisce sua madre, che vorrebbe farle cucire il corredo e preparare le fasce per il bambino; poi però, a malincuore, deve rinunciare all’idea e limitarsi a fare la casalinga. Mario e Lucia sono due personaggi meravigliosi, per i quali si fa ferocemente il tifo: due giovinezze all’inizio un po’ incoscienti che sono cresciute insieme, hanno imparato ad assumersi le proprie responsabilità e si sono sacrificate per costruire un progetto comune. Fino a 10’ dalla fine il film mantiene una leggerezza incantevole; poi una svolta brusca, senza la minima preparazione, porta all’esito tragico. La coppia si separa senza neanche potersi dire addio: resta la fatica immane di continuare da soli una vita che era stata pensata in due. Castellani è, insieme a Pietrangeli, il più sottovalutato dei registi italiani; questo film, ispirato alla vicenda del fratello, contende a Due soldi di speranza il titolo di sua opera migliore. Un’osservazione sul titolo: la frase riportata dal Mereghetti (“Ormai siamo grandi e dobbiamo mettere i sogni nel cassetto”) è senz’altro suggestiva, ma a quanto ricordo non viene pronunciata da nessuno dei personaggi.
Commenti
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23 febbraio 2011, 12:11 di Tarabas
Bel commento. Essendo pavese (acquisito) amo questo film che mostra una Pavia che in gran parte non esiste più. Ho vissuto cinque anni praticamente nello stesso posto dove si trova la latteria nella quale i protagonisti si incontrano di nascosto.
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23 febbraio 2011, 20:37 di jonas
Per me questo è un piccolo gioiello. Ed è impressionante riconoscere in un film i posti che si sono frequentati in passato.
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