Opinione di Lina su Lo specchio della vita
Con Lana Turner, John Gavin, Juanita Moore, Sandra Dee, Robert Alda, Susan Kohner
- negative [3]
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Sul film
Un capolavoro del cinema degli anni sessanta, ricco d'intensità e di spunti drammatici che hanno tutti una loro morale. Come remake si rivela anche migliore del film omonimo di John M. Stahl, perchè ha uno stile più elegante ed incisivo. La trama racconta in parallelo le storie di due donne di classi sociali differenti che un giorno per caso trovano un punto d'incontro affezionandosi molto l'una all'altra. La prima è Lora Meredith, un'aspirante attrice, madre sola di una bambina un tantino viziata e la seconda è Annie Johnson, una donna di colore povera che Lora assume come domestica e che ha avuto una figlia dalla pelle abbastanza bianca perchè concepita con un uomo bianco. E' il tempo che man mano che trascorre, mostra le diverse problematiche di vita dei due casi opposti. Sia la figlia di Lora, Susy, che la figlia di Annie, Sarah Jane, una volta superati i sedici anni, sono infelici. Susy perchè si sente non capita e trascurata da sua madre che dedica la maggior parte del suo tempo al lavoro di attrice e Sarah Jane perchè si vergogna delle origini di sua madre celandole sia al fidanzato che alla gente dei locali notturni in cui va a lavorare. Naturalmente Annie, una donna profondamente buona, integerrima e religiosa, non approva questo suo modo di fare e la rimprovera più volte facendo spesso scoprire agli altri la verità ed alla fine, Sarah Jane, stanca di così tanto controllo, fugge di casa e si rifà una vita altrove, dove nessuno la conosce e può quindi fingere di essere di origini completamente bianche. Nonostante tutto però un giorno la madre riesce a trovarla e decide di andarle a fare visita. L'abbraccia, la rincuora e le promette di non invadere più le sue scelte di vita perchè le basta sapere di vederla felice e soddisfatta, poi va via ed entrambe non si rincontrano mai più perchè dopo qualche tempo, Annie muore a causa di una malattia. Naturalmente solo allora che è troppo tardi per chiederle scusa per averla spesso trattata male, Sarah Jane si sente pentita e riesce ad apprezzare il valore di sua madre. Partecipa disperata ed in lacrime al suo funerale, che proprio nell'epilogo, si rivela la parte più incisiva del film, grazie anche ad uno straziante e commovente coro gospel che insieme a Mahalia Jackson canta: "Troubles of the World".
La morale di tutto questo è a triplo senso, perchè sottolinea l'importanza di essere una buona madre (caso in cui aveva un po' fallito Lora), ma anche l'importanza di essere una buona e rispettosa figlia (cosa che non era riuscita a fare Sarah Jane perchè disprezzava le origini di nera di sua madre) ed infine sottolinea la gravità e l'iniquità dell'intolleranza, dei pregiudizi, dell'egoismo e delle menzogne. Il film fa capire che la vita è davvero come uno specchio che riflette le conseguenze delle proprie azioni, perchè ognuno miete sul serio quello che semina. Se male si fa, prima o poi male si riceve. Questo melodramma tutto al femminile con le sue tematiche, mi ha toccato nel profondo del cuore ogni volta che l'ho visto. Si rivela struggente, malinconico, impegnativo, efficace e mai banale.
Sulla regia di Douglas Sirk
Ha fatto un lavoro eccellente.
Sull'interpretazione di Lana Turner
Brava ed intensa nel ruolo dell'ambiziosa attrice Lara.
Sull'interpretazione di John Gavin
Gradevole e simpatico nel ruolo dell'uomo ambito sia da Lora che da sua figlia Susy.
Sull'interpretazione di Juanita Moore
Eccezionale, molto intensa e del tutto convincente nel ruolo di una donna di colore che ne passa davvero tante nella vita senza comunque mai perdere la sua fede. Mi meraviglia sapere che non sia riuscita a vincere anche lei il Golden Globe.
Sull'interpretazione di Sandra Dee
Abbastanza brava nel ruolo della viziata, ma fragile Susy.
Sull'interpretazione di Susan Kohner
Incisiva e convincente nel ruolo della cinica ed egoista Sarah Jane. Il Golden Globe che vinse lo meritò senza dubbio.
Sulla colonna sonora
Ottima, avvincente.
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