Spettacolo di varietà (1953)
Con Fred Astaire, Cyd Charisse, Jack Buchanan, Oscar Levant, Lew Ayres
La trama
Rivista musicale di alta classe per la coppia Fred Astaire-Cyd Charisse
Tony Hunter, un tempo ballerino di successo e ora dimenticato, ottiene un ruolo in una commedia musicale. Cerca di dare i suoi consigli, ma nessuno lo sta a sentire. Il pubblico però fischia proprio le parti che Tony aveva contestato sicché gli viene affidata la regia dello spettacolo.
Uno dei vertici del musical americano; una geniale summa teorica scritta da Betty Comden e Adolph Green, che si prende beffe degli intellettualismi e propone una forma raffinata e cosciente di spettacolo popolare. L'accoppiata Astaire/ Charysse è un concentrato di levità incorporea e colorata sensualità: indimenticabile in lungo numero "Girl Hunt", parodia del noir alla Spillane con la Charysse fasciata di rosso.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 30/09/2010 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
the stage is a world of entertainment.
That's entertainment!
That's entertainment!
[dal testo di That's Entertainment!, parole di Howard Dietz e musica di Arthur Schwartz]
Una coppia di sceneggiatori, Lester Marton (Oscar Levant) e sua moglie Lily (Nanette Fabray), propone a Tony Hunter (Fred Astaire), divo della rivista ormai sul viale del tramonto, un copione per un nuovo musical che lo rilancerebbe sui palcoscenici di Broadway. Ne discutono durante una meravigliosa sequenza in cui passeggiano tra le mille luci della Quarantaduesima strada:
"Il teatro è cambiato, sai? Come tante altre cose".
"Sì, tante altre cose... basta guardare la Quarantaduesima strada oggi: io non credo più ai miei occhi, non riesco più a raccapezzarmi. Era la strada dei più famosi teatri di New York: il New Amsterdam, lì ebbi il mio più grande successo, un anno e mezzo di repliche. Noel Coward e Gertie erano qui al Selwyn con 'Private Lives', un pubblico di letterati e milionari, spettacoli di classe. Presi parte alla mia prima rivista all'Eltinge e quello scommetto che non esiste più...".
Jeffrey Cordova (Jack Buchanan), il regista di grido a cui si rivolgono per allestire il musical, decide, però, di trasformarlo in una versione moderna del Faust:
"Il teatro che cos'è?", spiega al diffidente Tony Hunter, "commedie e null'altro. Non c'è differenza tra il magico ritmo dei celebri piedi di Gene Kelly e... Gene Kelly che cosa fa? Danza su per le scale e io ho interpretato Edipo sulle stesse scale: che differenza c'è? È tutto teatro..." (dialogo modificato, come altri nel film, dal doppiaggio della versione italiana: in originale il riferimento non è a Gene Kelly ma al re del tip tap Bill Robinson). Manca soltanto la star femminile: reclutano la diva del momento, Gabrielle Gerard (Cyd Charisse), anch'essa, però, riluttante ad imbarcarsi nell'impresa perchè non convinta del suo partner maschile, lo "stagionato" Tony:
"Che cosa c'entro io con lui? Lui è un famoso divo dello schermo, si può dire che sia un personaggio storico, ormai: danzare con lui è come danzare con una statua di George Washington...". Ma lo show, naturalmente, si rivelerà un clamoroso flop: sarà Tony, allora, a riprendere in mano le redini dello spettacolo e a condurlo ad uno straordinario trionfo. Scritto da Adolph Green e Betty Comden, freschi reduci dal successo di Cantando sotto la pioggia, sulla base dell'omonima rivista musicale di Howard Dietz e Arthur Schwartz con Fred Astaire e sua sorella Adele (aprì al New Amsterdam a Broadway a giugno del 1931 per 260 repliche), Spettacolo di varietà costituisce ancora oggi uno dei capolavori assoluti della storia del musical, al pari degli altri tre gioielli realizzati da Minnelli durante gli anni Cinquanta (Un americano a Parigi, Brigadoon e Gigi), testimonianza tra le più sontuose e sfrenate di ogni sguardo cinematografico "dietro le quinte", venato di atmosfere nostalgiche ed elegiache che via via si colorano di quella spumeggiante vitalità che la grazia del cinema di Minnelli lascia esplodere sullo schermo con leggerezza e guizzi inebrianti. ESPANDI +
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30 settembre 2010 Opinione di FABIO1971 su "Spettacolo di varietà"
The world is a stage, the stage is a world of entertainment. That's entertainment! That's entertainment! [dal testo di That's Entertainment!, parole di Howard Dietz e musica di Arthur Schwartz] Una coppia di sceneggiatori, Lester Marton (Oscar Levant) e sua moglie Lily (Nanette Fabray), propone a Tony Hunter (Fred Astaire), divo della rivista ormai sul viale del tramonto, un copione per un nuovo musical che lo rilancerebbe sui palcoscenici di Broadway. Ne discutono...
voto al film: 
15 luglio 2010 Opinione di jonas su "Spettacolo di varietà"
Si sta allestendo un musical, che un regista estroso e genialoide decide di trasformare in una versione contemporanea di Faust. La prima è un fiasco, così si torna alla versione originale che diventa un successo. Il film è diviso in due parti, corrispondenti alle due forme assunte dallo spettacolo: meglio la prima, dominata dalla simpatica megalomania di Jack Buchanan (che poi decide di farsi da parte per il bene comune); la seconda procede in modo più scontato,...
voto al film: 
18 giugno 2010 Opinione di michel su "Spettacolo di varietà"
FAUSTO FIASCO Un regista drammatico convinto che non esistano confini tra “il magico ritmo dei versi di Shakespeare e il magico ritmo dei piedi di G. Kelly” coinvolge un ballerino al tramonto in un’improbabile volgarizzazione del Faust. Il fiasco artistico è foriero di nuovi successi professionali e sentimentali. Un copione di classe, attori perfetti, memorabili numeri musicali per uno dei più riusciti e commossi omaggi al mondo dello spettacolo.
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24 settembre 2008 Opinione di teaestefano su "Spettacolo di varietà"
Grande musical di Minelli, tra i migliori in assoluto. Veloce, vivace, frizzante, pieno di idee ed inventiva (il numero dei tre "bambinelli" che cantano e ballano è semplicemnte geniale). Vi è pure la giusta dose di commedia e di recitazione, pure condotte con mano felice dal regista. Fred Astaire dà un'ulteriore prova di essere anche ottimo attore, oltre che ballerino. Il film critica anche - e giustamente - una certa idea di teatro futuristico (visioario, roboante, intellettualoide,...
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3 giugno 2008 Opinione di Dalton su "Spettacolo di varietà"
Il trionfo del folklore sullo snobismo e quello della gioia di vivere sullo show-business. Una vecchia gloria viene riportata in auge per celebrare il genere che lo ha reso celebre e Minnelli non dirige tale operazione con il consueto senso di nostalgia, bensì con lo stesso entusiasmo (se non maggiore) che animava tale genere nei suoi periodi d'oro. Forse non meritava il voto ottimo ma non sfigura affatto accanto all'analogo CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA.
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25 agosto 2007 Opinione di kurosawa su "Spettacolo di varietà"
Una delle vette del musical hollywoodiano, che segna il passaggio definitivo di Astaire dalle cornici dorate dei sofisticati musical di Sandrich a quelli proletari e kitsch dal technicolor sfavillante. Ataire in gran spolvero interpreta ironicamente se stesso(vecchia Star in disarmo) in coppia con una Cyd Charisse (autentica bomba sexy). Parecchi i numeri indimenticabili: da quello iniziale del lustrascarpe alla rilettura dei topoi noir(compreso quello del trio di neonati). voto: 10
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25 febbraio 2007 Opinione di BobtheHeat su "Spettacolo di varietà"
V. Minnelli mette la parola fine al musical classico, grazie anche a uno struggente ed impagabile F. Astaire, qui in coppia con la bravissima Cyd Charisse. Insieme fanno scintille nei numeri "Dancing in the dark" e "Girl hunt".
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10 gennaio 2007 Opinione di Bellociuffo su "Spettacolo di varietà"
Bellissimo musical di Minnelli che può contare più che di una grande storia, di alcuni numeri e canzoni davvero straordinari, non che benissimo assemblati. Tutti i balli musicali sono dei gioelli e anche il "film nel film" finale(un pò come in "Un Americano a Parigi") è davvero superlativo. Non sono un grande conoscitore del cinema di Minnelli ma una cosa che mi ha colpito nei pochi film che ho guardato è inoltre la grande capacità di far risaltare in modo ottimo i comprimari e i...
voto al film: 
17 agosto 2006 Opinione di emmepi8 su "Spettacolo di varietà"
Un Minnelli che fa diventare sempre oro quello che tocca, il film proviene da uno spettacolo teatrale, in un certo quaomodo anche ovvio, ma eppure sa mettere in evidenza certi spunti e riattualizzare un Astaire troppo sfruttato (ormai siamo nel 1953)e qui rivitalizzato. L'ironia dell'attore che ha perso terreno è perfetta, la parte musicale eccelle con in testa la chicca di That's eintertainer, che rimarrà nella storia del film musicale e non solo; una vivacità ed una leggerezza che fa...
voto al film: 
4 agosto 2006 Opinione di ed wood su "Spettacolo di varietà"
Summa del Minnelli-pensiero, tra coreografie rutilanti e disincantata riflessione sul genere. Grandissimo Astaire.
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- sufficienti [1]
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