Opinione di steno79 su Splendore nell'erba
Con Natalie Wood, Warren Beatty, Pat Hingle, Barbara Loden
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [19]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Straziante è la parola più adatta per descrivere questo bellissimo melodramma. E' un film di forte intensità emotiva, ma la sua visione fa male, fa soffrire, come provoca sofferenza qualsiasi costrizione esercitata su una persona nella sfera dei sentimenti. La descrizione fiammeggiante del primo amore cede gradualmente il posto a quella della disperazione per l'ostilità di un puritanesimo familiare e sociale ottuso e crudele, fino a un finale di profonda malinconia e di struggente riconciliazione. Kazan orchestra da maestro la pellicola e non ha paura di rischiare su un soggetto delicato, che non scade mai nel ricatto emotivo o nel compiacimento (il merito è anche della sceneggiatura del drammaturgo William Inge). E la direzione degli attori è eccellente, con Natalie Wood nel ruolo della sua vita (ed è davvero un peccato che non abbia vinto l'Oscar, perchè lo avrebbe meritato in pieno) e un buon esordio di Warren Beatty, ma anche ottime interpretazioni di Pat Hingle, Audrey Christie e Barbara Loden, futura moglie del regista, nel controverso personaggio di Ginny. Da citare anche la fotografia di Boris Kaufman, ricchissima di tonalità e potentemente evocativa. Oltre al finale straziante, memorabile la scena in cui la Wood in lacrime spiega alla professoressa il significato della poesia citata nel titolo. Comunque, la lezione più preziosa che ci viene da questo film è che la vita, nonostante i dolori e i fallimenti, va avanti, e bisogna sempre trovare il coraggio di affrontarla e di ricostruirla : questo sembra aver compreso nel finale Deanie, e il suo sguardo si placa in una ritrovata serenità. voto 9/10
Commenti
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10 ottobre 2009, 17:51 di Inside man
Un Kazan smagliante. Rivisto dopo molti anni, lo valuto (8/10) in una posizione intermedia fra i condivisibili elogi della tua bella recensione Steno, ed i difetti segnalati con acume da Mr.Klein in precedenza. Il personaggio più debole (anche come resa dell'interprete) mi pare quello di Ginny, plasmato sulla falsariga della straordinaria Dorothy Malone di Come le foglie al vento, ed eliminata improvvisamente dal racconto in una maniera alquanto discutibile. Al contrario l'insopportabile madre di Deanie, sotto la patina understatement dei toni, è magnificamente odiosa e provoca davvero sofferenza in noi spettatori. Splendidamente in parte i due giovani protagonisti.
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10 ottobre 2009, 19:06 di jonas
Il film d'amore più bello che abbia mai visto. quando a suo tempo ne scriverò, lo definirò così.
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12 ottobre 2009, 20:02 di steno79
Ciao inside, capisco perfettamente le tue osservazioni sul personaggio di Ginny, probabilmente veritiere, mentre condivido meno quelle di Mr. Klein. Ginny è un personaggio un pò troppo sopra le righe per come è stato scritto, ma credo che sia comunque necessario al senso della vicenda. Questo film mi sembra uno dei più belli di Kazan e anche uno dei più credibili e commoventi; devo dire però che, nel complesso, ritengo l'opera di Kazan piuttosto sopravvalutata, anche dagli Oscar, poichè non regge il confronto con quella degli altri grandi maestri di Hollywood come Hitchcock, Ford, Hawks, Wilder ecc... Tra i suoi film, ho una certa difficoltà a trovare capolavori : forse solo questo film e Un tram che si chiama desiderio, mentre altri candidati non mi sembrano all'altezza : non Fronte del porto (per motivi ideologici che tu hai già chiarito bene nella tua recensione), non Un volto nella folla (ritenuto da molti critici troppo demagogico e "di parte"), non Il ribelle dell'Anatolia (da me visionato recentemente, e l'ho trovato un pò discontinuo e prolisso). Forse Fango sulle stelle, che non ho visto? Ti sarò grato se vorrai dire la tua su questi film o sull'autore.
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14 ottobre 2009, 03:18 di orsoaudace
Splendida recensione. E sono d'accordo con Jonas
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14 ottobre 2009, 20:28 di Inside man
Concordo Steno, Kazan è stato sicuramente un autore molto importante (ne avevamo già parlato a margine dell'opinione su Fronte del porto), ma fra le sue opere (Fango sulle stelle però mi manca) nessuna raggiunge i vertici dei capolavori degli artisti che citi, a cui aggiungerei Sirk per l'attinenza con il genere (assai frequentato da Kazan) e l'indubbio ascendente verso questa pellicola.. comunque "bellissima" anche per me!
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