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Gli spostati (1960)

[The Misfits, USA 1960, Drammatico, durata 125', b/n]   Regia di John Huston
Con Marilyn Monroe, Clark Gable, Montgomery Clift, Eli Wallach



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gli spostati: assente
Ritmo ritmo in Gli spostati: presente
Impegno impegno in Gli spostati: minimo
Tensione tensione in Gli spostati: presente
Erotismo erotismo in Gli spostati: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Gli spostati

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Gli spostati (voti: 30 media: 3,87) 30

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La trama

Roslyn (Monroe) è a Reno per divorziare. Perce (Clift), Guido (Wallach) e Gay (Gable) invece a Reno ci vivono, catturando cavalli selvaggi e partecipando a rodei. Tutti e tre sono attratti dalla bella Roslyn. Durante una caccia ai mustang, Perce si fa male e Roslyn ne è sconvolta: quel mondo duro e violento le fa vedere sotto un diverso aspetto Gay. Così quando Guido e Gay partecipano ad una nuova caccia a un branco di cavalli selvaggi, aiutata da Perce, la donna libera l'animale che i due hanno con tanta fatica catturato. Gay allora lo ricattura, per liberarlo però a sua volta, in omaggio a Roslyn. Un film "maledetto": dei suoi protagonisti tutti i principali morirono in breve tempo. E su tutto il film si sente quasi gravare il presentimento della morte e della dissoluzione, anche se il film vale per i grandi confronti tra gli attori e per il senso hustoniano dello spazio che per lo script piuttosto pesante di Arthur Miller. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 13/06/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il far west di Arthur Miller è l’indistinto orizzonte dei desideri, la landa sconfinata dove ogni cosa sembra possibile, per il semplice fatto che tutto vi appare indefinito. I traguardi personali si sostituiscono alle leggi collettive, l’impulsività dell’istinto alla costanza dell’impegno a lungo termine.  È  l’altrove nel quale trovano rifugio coloro che non hanno dimora nel mondo normale, perché in quest'ultimo nulla è a misura delle loro capacità e delle loro aspirazioni. Non è la terra che si conquista, bensì il luogo a cui si approda, per lasciarsi cullare da quella selvaggia assenza di punti di riferimento.  Per viverci non occorre sapere né saper fare alcunché, perché l’unico principio vigente è quello dell’abbandono alle bizzarrie di una natura primitiva, tra le quali ogni creatura, anche la più disorientata e stravagante, può agevolmente confondersi. È l’habitat del cowboy, un uomo senza arte né parte, un avventuriero senza avventura, che si dedica alla caccia di cavalli e di ragazze come ad un’anacronistica pratica di sopravvivenza, come al triste retaggio di un passato glorioso e romantico: gli stalloni non interessano più nessuno se non come carne da macello, e le donne non sono più fatte per essere mogli e madri. Le leggende sono ormai tramontate e ciò che resta è solo il male incurabile della solitudine. Il Nevada, la regione in cui nessuno porta l’orologio e in cui tutto si perde, fa da sfondo ad una storia con pochissimi personaggi in cui, ad incontrarsi per caso, sono essenzialmente le loro rispettive voglie di fuggire, di dimenticare il passato (un divorzio, un lutto, un tradimento, un incidente) per tuffarsi a capofitto in un futuro che abbia l’inebriante inconsistenza dell’oblio. Il teatro ideale, per questo gioco d’azzardo col destino, è proprio quel posto in cui a decidere della vita e della morte può essere la disponibilità di una ruota di scorta; e tutto, nel desolato ambiente circostante, richiama al principio del just live!, della rinuncia ad ogni decisione, perché quando non si sa cosa fare è meglio restare fermi, e nascondersi mentre il tempo scorre via. Scegliendo di affidarsi alla prossima cosa che accade, l’esistenza appare così affrancata dagli affanni della coerenza, benché non veramente libera, perché rozzamente ancorata alla concretezza dell’istante, e, soprattutto, mutilata dell’eterea appendice del superfluo. A svilirla è la visione che non la ritiene degna di fregiarsi di un bene voluttuario come la fantasia. Il senso della decadenza, che è il tema principale delle opere di Arthur Miller, non riguarda qui tanto la morale della società o il valore dei suoi miti, quanto la stessa capacità di sognare, di riempire la mente con immagini fittizie e  proiezioni che disegnino un universo migliore e alternativo rispetto a quello reale. Non c’è prospettiva di salvezza, ma solo uno sfogo affidato un po’ alla rabbia, un po’ al divertimento. E, per i protagonisti maschili di questo viaggio alla deriva, è terribilmente amaro rendersi conto che, in quel vuoto di pensieri e di sentimenti, l’unica occupazione che riempie i giorni è la ricerca di stupide conferme che li facciano sentire ancora uomini. The Misfits è un capolavoro di realismo poetico, di disincanto che ammalia, uno struggente racconto del silenzio che riesce a parlare e della mancanza di senso che arriva a spiegare le proprie ragioni; e, di fronte a questo straordinario gioco di opposti,  la nostra mente vaga ad inseguire il perché di ogni smarrimento.
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SI

Opinioni su Gli spostati


24 dicembre 2011 Opinione di sasso67 su "Gli spostati"
sasso67

Film secondo me non perfettamente riuscito: la sceneggiatura di Arthur Miller risulta piuttosto verbosa ed in alcuni snodi (perché i tre cowboys portano Roslyn all'ultima caccia?) anche poco giustificata. E tuttavia Gli spostati contiene alcune tra le pagine più belle di Huston, come, per l'appunto, l'ultima cacciata ai cavalli selvaggi, dove il regista ritrova il piglio della sua lettura del Moby Dick, in particolare nella lotta feroce tra il vecchio cowboy Gay Langland (un ottimo Clark...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Gli spostati (1960)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

29 ottobre 2011 Opinione di emmepi8 su "Gli spostati"
emmepi8

Un film molto travagliato per una serie di eventi e per gli artisti presenti; deve essere stato un calvario per il produttore Frank E.  Taylor, al suo ultimo film, per tutte le vicissitudini che capitarono. Arthur Miller scrisse il film,  quando l’operazione era sulla carta la Monroe era effettivamente sua moglie, ma all’inizio del film il loro rapporto era apertamente in crisi, tradimenti, gelosie lo avevano distrutto. Miller fu costretto a riscrivere scene, anche direttamente sul...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Gli spostati (1960)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


13 giugno 2011 Opinione di OGM su "Gli spostati"
OGM

Il far west di Arthur Miller è l’indistinto orizzonte dei desideri, la landa sconfinata dove ogni cosa sembra possibile, per il semplice fatto che tutto vi appare indefinito. I traguardi personali si sostituiscono alle leggi collettive, l’impulsività dell’istinto alla costanza dell’impegno a lungo termine.  È  l’altrove nel quale trovano rifugio coloro che non hanno dimora nel mondo normale, perché in...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Gli spostati (1960)

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[utile per 9 utenti]

15 giugno 2010 Opinione di hallorann su "Gli spostati"
hallorann

Ecco uno di quei film che vedi una volta e non scordi più, lo rivedi e il mito si rafforza. THE MISFITS – GLI SPOSTATI, storia di tre uomini, una donna e tanti cavalli. Dalla penna del drammaturgo Arthur Miller (UNO SGUARDO DAL PONTE) nasce un copione scritto per la moglie Marilyn Monroe, per lei reduce da riusciti ruoli brillanti fu l’occasione per affermarsi anche come attrice drammatica. Nel cast la affiancano Clark Gable, Montgomery Clift, Eli Wallach e Thelma Ritter....

voto al film: hallorann assegna il voto ottimo a Gli spostati (1960)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


19 ottobre 2009 Opinione di luisasalvi su "Gli spostati"
luisasalvi

Huston ripete con la Monroe di sera sullo sfondo della pianura l'immagine della Ekberg nella fontana ne La dolce vita, immagine che quell'anno aveva fatto il giro del mondo; la Monroe non più brava della Ekberg (né più bella), in un unico momento deve essere drammatica, quando si indigna per i cavalli, si ribella e insulta; Huston molto opportunamente la osserva da lontano, per non dover proporre il suo volto inespressivo; ma anche il corpo si muove ancheggiando...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a Gli spostati (1960)

1 commento

16 novembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Gli spostati"
bradipo68

probabilmente questo film è famoso per la ragione sbagliata:la morte di Clark Gable il giorno dopo la fine delle riprese e anche quella della Monroe circa un anno dopo.E questa oscura aria di morte rischia di nascondere gli indubbi meriti del film.E'un tardo western ambientato a Reno nel Nevada dove arriva una donna,Roslyn, per divorziare.Qui incontra tre amici che vivono nella cittadina e che sono attratti da lei(e ci credo).In comune hanno la caratterisitica di vivere ai margini ,un...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Gli spostati (1960)



24 febbraio 2008 Opinione di PP su "Gli spostati"
PP

Voto 5. Noioso costrutto di derivazione Milleriana, che si compiace ad elaborare una sceneggiatura che imprigiona la (allora moglie) Monroe nel più piatto e ritrito stereotipo della ipersensibile erotizzata semi isterica… Tutto già visto, prevedibile e nell’insieme, molto stucchevole. Innegabile che il film abbia un alone cult, a prescindere dal suo vero, e secondo me limitato, valore artistico. [17.02.2008]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Gli spostati (1960)


15 gennaio 2008 Opinione di teaestefano su "Gli spostati"
teaestefano

Non un capolavoro, ma un film degno di un gran regista, con un bravissimo Gable e una Monroe che dà prova di doti interpretative che vanno oltre il suo personaggio della ragazza fru-fru. Mi chiedo come mai Kevin McCarthy (l'eroe de "L'invasione degli ultracorpi") abbia accettato di fare una particina di pochi secondi. Quel capolavoro non deve avergli dato la fama che meritava. Il tema centrale del film è comunque la dissoluzione della famiglia, processo osservato non con cinismo o...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Gli spostati (1960)



3 ottobre 2005 Opinione di maxcalifornia su "Gli spostati"
maxcalifornia

Un buon film sul mondo del west. Ultima film del grande Gable che morirà dopo due settimane alla fine delle riprese a causa degli sforzi eccessivi. Ottimi anche la Monroe e Montgomery

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a Gli spostati (1960)


31 marzo 2005 Opinione di rosario su "Gli spostati"
rosario

bellissimo e doloroso...il film e' a tratti fortemente biografico...le interpretazioni dei tre immensi monroe,clift e gable...quasi l epilogo delle loro vite e delle loro strepitose carriere....su tutto e su tutti lo script importante dell allora marito di marilyn,artur miller....un film speciale...specialissimo.

voto al film: rosario assegna il voto buono a Gli spostati (1960)




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