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Abbasso la ricchezza! (1946)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Abbasso la ricchezza!: presente
Ritmo ritmo in Abbasso la ricchezza!: presente
Impegno impegno in Abbasso la ricchezza!: minimo
Tensione tensione in Abbasso la ricchezza!: assente
Erotismo erotismo in Abbasso la ricchezza!: assente

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FilmTV assegna il voto mediocre a Abbasso la ricchezza!

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Abbasso la ricchezza! (voti: 7 media: 3,14) 7

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La trama

Gioconda Perfetti è una modesta fruttivendola che si è arricchita durante la guerra con la borsa nera. Ora che ha racimolato un bel gruzzolo non sa però come investirlo al meglio e comincia, anzi, a sperperare i soldi per dimostrare il suo nuovo status sociale. L'improvviso benessere la rende facile preda di personaggi che vogliono solo truffarle il denaro: tornerà, di nuovo povera, alla sua botteguccia.  

Gennaro Righelli tenta di bissare il successo di "Abbasso la miseria", ma nonostante la presenza della Magnani l'operazione non gli riesce. La morale è sin troppo schematica. I personaggi pure.

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L'opinione più recente

Di FABIO1971 scritta il 17/02/2010

Voto al film: voto sufficiente

Gennaro Righelli, regista, attore, sceneggiatore e montatore, nonno di Sergio e Luciano Martino, rappresenta uno dei più popolari autori del cinema italiano tra le due guerre, abile artigiano della macchina da presa sempre attento alle aspettative e ai gusti del suo pubblico, che gratificò (venendone abbondantemente ripagato in termini di successi e incassi), dall'esordio nel 1910 (Andreuccio da Perugia) alla sua ultima regia nel 1947 (Il corriere del re), con oltre un centinaio di film tra commedie, drammi storici e melodrammi, venendo addirittura preferito ad Alessandro Blasetti dai produttori della Cines per dirigere La canzone dell'amore, il primo film sonoro italiano. Abbasso la ricchezza!, sua penultima fatica, segue di un anno il più riuscito e frizzante Abbasso la miseria!, di cui ripropone molti membri del cast (oltre ad Anna Magnani, vi appaiono anche Virgilio Riento, Lauro Gazzolo, Checco Durante, Giuseppe Pierozzi, Vittorio Mottini e il piccolo Vito Chiari) e l'identico approccio leggero, intriso di quel bonario populismo che, prendendo le distanze dal Neorealismo e assestandosi su posizioni politiche centriste, auspicava il raggiungimento di quel benessere sociale, un miraggio durante il periodo bellico, che ora, a guerra finita, pur tra la desolazione delle macerie, la povertà e la fame, iniziava ad apparire come l'anticamera di quel desiderio di rinascita e di quella corsa consumistica che esploderanno nel decennio successivo. La vicenda della popolana Gioconda (Anna Magnani), fruttivendola di Trastevere, infatti, ne simboleggia proprio questo nuovo percorso: arricchitasi con il mercato nero, la donna ambisce adesso ad entrare nell'alta società borghese dell'epoca. Si appropria della villa, confiscata durante l'occupazione nazista, di un conte in disgrazia (un ottimo Vittorio De Sica, che firma anche la sceneggiatura, in collaborazione con Righelli, Mario Monicelli, Fabrizio Sarazani, Pietro Solari, Nicola Fausto Neroni e Vittorio Calvino), ma nella sua sfrenata ostentazione della ricchezza e del lusso attirerà le attenzioni di alcuni imbroglioni e truffatori, che approfitteranno della sua ingenuità per derubarla impunemente, costringendola a tornare mestamente alla sua frutteria di Trastevere. Salutato dal successo di pubblico, trascinato dall'estro dirompente (anche troppo) di Anna Magnani e dallo charme di De Sica, Abbasso la ricchezza! si rivela, però, un'operina eccessivamente intrisa di luoghi comuni e stereotipi moralistici, che finiscono per annacquare anche gli spunti maggiormente satirici del copione (gli americani salvatori della Patria, i "nuovi" ricchi partoriti dalla guerra), smarrendosi spesso tra esaltazioni troppo schematiche (il personaggio del conte, impeccabile, intelligente, colto, che combatte una guerra persa in partenza contro l'ignoranza dei popolani) e sconfinamenti nel bozzettismo. Restano, comunque, la notevole vivacità dell'insieme, uno sguardo in certi momenti pungente e sarcastico sulle miserie umane, la fotografia di Aldo Tonti, i duetti scoppiettanti tra don Nicola e il cavalier Bonifazio (Virgilio Riento e Giuseppe Porelli), Alberto Sordi che doppia Vittorio Mottini (il fruttivendolo Nino), Anna Magnani che balla il boogie e canta superbamente Quanto sei bella Roma e, soprattutto, il travolgente e dispettoso bambino Tranquillo, interpretato dal piccolo Vito Chiari ("Signor conte, io so' partigiano: al tempo de li tedeschi, io e Gigi er nespola, er fijo der calzolaro, mettevamo li chiodi a Testaccio per faje buca' le gomme!").
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SI

Opinioni su Abbasso la ricchezza!


17 febbraio 2010 Opinione di FABIO1971 su "Abbasso la ricchezza!"
FABIO1971

Gennaro Righelli, regista, attore, sceneggiatore e montatore, nonno di Sergio e Luciano Martino, rappresenta uno dei più popolari autori del cinema italiano tra le due guerre, abile artigiano della macchina da presa sempre attento alle aspettative e ai gusti del suo pubblico, che gratificò (venendone abbondantemente ripagato in termini di successi e incassi), dall'esordio nel 1910 (Andreuccio da Perugia) alla sua ultima regia nel 1947 (Il corriere...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto sufficiente a Abbasso la ricchezza! (1946)


2 marzo 2009 Opinione di giorgiopilastro su "Abbasso la ricchezza!"
giorgiopilastro

Una delle prime commedie dei tempi nuovi: modesta, ma del tutto rinnovata nel fondo e negli sfondi, rispetto a quelle degli anni precedenti. Disincantata e ironica dove il facile populismo della trama viene riscattata da un'interpretazione superlativa della Magnani, volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca, irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di "Quanto sei bella Roma".

voto al film: giorgiopilastro assegna il voto sufficiente a Abbasso la ricchezza! (1946)



23 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Abbasso la ricchezza!"
sasso67

Nelle intenzioni una satira dei "nuovi ricchi" cresciuti con la guerra e i suoi affari poco puliti (accaparramento, borsa nera ecc.). Nella sostanza una commedia moraleggiante, tutta poggiante sulle robuste spalle della Magnani. Senza infamia e senza lode.

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Abbasso la ricchezza! (1946)


14 gennaio 2006 Opinione di emmepi8 su "Abbasso la ricchezza!"
emmepi8

Continuo del già non esaltaltante Abbasso la miseria, che ebbe un certo successo. Sceneggiato a più mani fra cui anche De Sica, fotografato da Aldo Tonti, intepreti ottimi, ma il film è un po' desolante e artificioso. La Magnani è sempre una grande attrice, ma ci vuole un regista che la sappia contenere e capire, qui è a ruota libera, con una trama scontatissima e vengono fuori tutti gli stereotipi del caso, che alla fine ci fanno stupire, perl'insulsezza e la noia.

voto al film: emmepi8 assegna il voto mediocre a Abbasso la ricchezza! (1946)




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