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La stregoneria attraverso i secoli (1922)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La stregoneria attraverso i secoli: minimo
Ritmo ritmo in La stregoneria attraverso i secoli: forte
Impegno impegno in La stregoneria attraverso i secoli: presente
Tensione tensione in La stregoneria attraverso i secoli: presente
Erotismo erotismo in La stregoneria attraverso i secoli: minimo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La stregoneria attraverso i secoli (voti: 6 media: 3,67) 6

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La trama

Una strega del XV secolo, un diavolo accolto nel letto da una giovane sposa, una famelica mendicante che viene accusata di stregoneria, ecco alcuni protagonisti di questa singolare pellicola. A metà fra documentario e fiction, il film fece molto scandalo al suo apparire per le celebri immagini del sabba, ispirate alla pittura medievale fiamminga. 

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 17/03/2010 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

Inquietante e visionario docu-drama realizzato nel 1922, dopo due anni di ricerche e riprese, dal danese Benjamin Christensen, attore, regista, cantante lirico (impressionò per le sue abilità canore addirittura Enrico Caruso): girato negli studi di Christensen in Danimarca nonostante sia stato finanziato interamente con capitali svedesi, La stregoneria attraverso i secoli ricostruisce con una sorprendente varietà di stili e tecniche (dall'approccio didattico all'inchiesta storica, sino alla fiction vera e propria) la storia dell'adorazione per il diavolo, i malefici, la possessione, le persecuzioni e i processi alle streghe, dalla Persia e l'antico Egitto fino al ventesimo secolo. In realtà l'accuratezza e l'attendibilità dell'apporto storiografico all'argomento, che pesca a piene mani da uno dei testi fondamentali utilizzati dagli inquisitori, quel Martello delle streghe (o Malleus Maleficarum) scritto nel 1486 dai teologi domenicani Heinrich I. Krämer e Jacob Sprenger con la benedizione del papa Innocenzo VIII e dell'imperatore Massimiliano I d'Austria e contenente un vero e proprio manuale su streghe, malefici, metodi di riconoscimento e di interrogatorio con relative pratiche di tortura, non costituisce il principale motivo di interesse del film, trattandosi comunque di una personale rielaborazione operata dall'autore sugli aspetti e l'aneddotica più comunemente noti sulla stregoneria: assai più rilevante, invece, risulta il decòr visivo in cui è immerso il film, che, grazie all'apporto fondamentale delle suggestive scenografie curate da Richard Louw e delle atmosfere da incubo evocate dalla fotografia spettrale firmata da Johan Ankerstjerne, trasfigura l'iconografia popolare sull'argomento in un delirante e vorticoso incubo ad occhi aperti, un oscuro ed abominevole universo devastato da lussuria, perversioni, torture, roghi, sacrifici umani, flagellazioni e mutilazioni, sabba scatenati, visioni apocalittiche e disperazione. Crudo, profondamente anticlericale (tanto da scatenare una vera e propria crociata di "benpensanti" che ne impedì la circolazione negli Stati Uniti per decenni), formalmente smagliante nelle sue oniriche movenze, sospeso tra echi e suggestioni della pittura fiamminga (da Jan Van Eyck e Rogier Van Der Weyden fino a Pieter Bruegel e Hieronymus Bosch) e macabri scarti umoristici (con Christensen che si ritaglia anche una doppia apparizione, prima nei panni del diavolo e poi di Cristo) a stemperarne le atmosfere gotiche ed allucinate, il film giunge a conclusione trasportando lo spettatore nel ventesimo secolo e collegando le superstizioni del passato con le malattie del presente ed equiparando l'isteria e lo squilibrio psichico alla possessione diabolica medievale. Non completamente soddisfatto dei toni di quest'ultima parte (che in effetti smarrisce linearità e congruenza paragonando inizialmente lo psicanalista a Satana per poi considerarlo come unica fonte di salvezza), lo stesso Christensen, in occasione della riedizione del film nel 1941 in Danimarca, meditò, salvo poi desistere dal proposito, di sforbiciarne le sequenze ambientate nel presente (ma la versione sonorizzata approntata a fine anni Sessanta, che si avvalse, tra l'altro, in luogo delle didascalie, del commento di William S. Burroughs, risulterà accorciata di quasi mezz'ora). "Il diavolo è ovunque e assume qualsiasi forma. Appare come un incubo, come un demone furioso, un seduttore, un amante, un cavaliere. La compagna del diavolo può essere giovane e bellissima, ma è più spesso vecchia, povera e miserabile. È per l'eterna paura del rogo che ti ubriachi ogni notte, povera vecchia donna del Medioevo?".
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SI

Opinioni su La stregoneria attraverso i secoli


17 marzo 2010 Opinione di FABIO1971 su "La stregoneria attraverso i secoli"
FABIO1971

Inquietante e visionario docu-drama realizzato nel 1922, dopo due anni di ricerche e riprese, dal danese Benjamin Christensen, attore, regista, cantante lirico (impressionò per le sue abilità canore addirittura Enrico Caruso): girato negli studi di Christensen in Danimarca nonostante sia stato finanziato interamente con capitali svedesi, La stregoneria attraverso i secoli ricostruisce con una sorprendente varietà di stili e tecniche...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a La stregoneria attraverso i secoli (1922)

3 commenti
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22 novembre 2008 Opinione di sasso67 su "La stregoneria attraverso i secoli"
sasso67

Sull'assurdità, l'immoralità, l'ingiustizia e la pericolosità della tortura hanno scritto pagine indelebili intellettuali come il Verri, il Beccaria e il Manzoni della "Storia della colonna infame". Anche Christensen si scaglia, con questo film grottesco, contro l'assurdo metodo per estorcere confessioni e accuse, spesso usato anche dalla cara Santa Madre Chiesa o dal braccio secolare cui affidava gli accusati. Non è il caso delle (presunte) streghe, va detto, contro le quali si è...

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18 marzo 2004 Opinione di crazydiamond39 su "La stregoneria attraverso i secoli"
crazydiamond39

Grande film a metà tra documentario e finzione, con la descrizione mai noiosa e incalzante, a tratti divertente, spesso cruda, dell'usanza della stregoneria, della figura di Satana, delle torture e delle ingiustizie dei tribunali religiosi.Vero e proprio documento storico per chi volesse informarsi riguardo il fenomeno. Allusive accuse alla religione e difesa pietosa della donna. Personaggio di Satana, interpretato dallo stesso regista, più che terrorizzante, provocatorio e burlone. Nel...

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