Telefon (1977)
Con Charles Bronson, Lee Remick, Patrick Magee, Donald Pleasence
La trama
Con una telefonata alcuni innocui cittadini si trasformano in feroci terroristi.
In gergo si chiamano "sleeper". Sono agenti russi mandati in Usa con lo scopo di mischiarsi alla popolazione e condizionati in maniera da non ricordare neppure di essere delle spie. Vivono in una cinquantina di città americane; sono in preda a un "sonno mentale", ma pronti a risvegliarsi non appena sentiranno una sorta di parola d'ordine. E al loro risveglio sono stati predisposti a puntare alla distruzione di importanti obiettivi strategici e quindi a suicidarsi.
Il soggetto deriva da un grande libro di Walter Wager e Don Siegel ne fa uno spy-movie quasi metafisico, tutto sospeso in una malinconia autunnale e scandito da una ballata di Robert Frost.
L'opinione più votata
Di will kane scritta il 26/12/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
26 dicembre 2011 Opinione di will kane su "Telefon"
Alcuni splendidi versi di Robert Frost vengono recitati al telefono,e chi li riceve si innesca,letteralmente,e diviene un kamikaze:da un romanzo giallo intitolato "Pronto?Qui KGB" di Robert Wager,Don Siegel dirige un thriller d'azione con Charles Bronson (con il quale pare ci sia stato qualche diverbio sul set),rimpiazzando Peter Hyams.L'idea,di un certo impatto è notevole,anche se il metodo con cui Bronson e Remick,inviati da funzionari del servizio segreto sovietico per coprire una...
voto al film: 
11 giugno 2009 Opinione di bradipo68 su "Telefon"
Spie dormienti richiamate in azione dall'ultimo verso di una poesia di Robert Frost....Un film basato su una trovata parecchio ingegnosa che è una sorta di doccia gelata a chi credeva che la guerra fredda fosse finita(un gruppo di una 50 di persone in realtà sono agenti russi inconsapevoli,sottoposti ad ipnosi,selezionati per fare attentati in America,dove vivono sotto falso nome e si riattivano con una frase di una poesia unita al loro nome russo).Il KGB manda un maggiore che ha un...
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11 dicembre 2008 Opinione di bubuwest su "Telefon"
Un thriller d'alta classe, ricco di tensione, duro come Bronson e gelido come la Remick. Anche se il finale è scontato, la regia di Siegel non ha sbavature e adotta soluzioni originali come i fermi immagine a mo' di foto scattate al protagonista. Nel ruolo del cattivo, Pleasence è davvero luciferino.
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15 dicembre 2007 Opinione di emmepi8 su "Telefon"
Siegel non ha preso un romanzo qualsiasi, ma già aver scelto uno di Wager è un dato di partenza non qualunque; in più la sceneggiatura è dell'appassionato al genere Peter Hyams ( con il discontinuo Stirling Silliphant) che ci ha regalato i più interresanti film di fantascienza e di suspense degli anni 70/80, come regista. Siegel ha completato il cerchio, con la sua maestria di sempre e di più; forse, ha nuociuto un po' ingiustamente, la scelta di Bronson che ha fatto pensare al...
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14 dicembre 2007 Opinione di teaestefano su "Telefon"
Grandissimo film. Fin dalle prime immagini - come accade con le grandi opere - capiamo di trovarci davanti a un capolavoro. Siegel narra una vicenda di spionaggio senza prendere la parte di nessuno (se non - come sempre - quella degli esseri umani), ma mostrando un mondo disumano di doppi giochi e tradimenti, dove la vita non ha alcun valore. "Meglio ucciderlo, non si sa mai", "Uccidilo, così faremo un piacere anche ai russi", "Finita le missione uccidilo - o suicidati", ecc. A vedere...
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29 ottobre 2004 Opinione di quintjaws su "Telefon"
Bellissimo spy-movie firmato da uno dei registi piu'bravi e piu'importanti della Hollywood degli anni'70.Sceneggiato benissimo,e con una regia da brividi, che regala piu'di una sequenza davvero memorabile,con un ritmo decisamente perfetto.Il cast poi e'notevole,con i tre protagonisti in testa.A partire da un inquietante Donald Pleaseance,in uno dei suoi ruoli piu'belli in assoluto.Buono
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21 luglio 2003 Opinione di degoffro su "Telefon"
Spy story secca, a tutto ritmo e a tratti inquietante, diretta dal sempre pimpante Don Siegel. Certo non siamo all'altezza dei suoi più celebri capolavori, ma di fronte agli action rumorosi, stupidi e infantili che tanto piacciono oggi, questo Siegel minore è un vero spasso, tanto è coinvolgente, appassionante, teso e sorprendente. Basterebbe la violenta resa dei conti finale con il gioco di sguardi tra il maggiore Bronson e l'anziano agente del Kgb Donald Pleasance, fanatico stalinista,...
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