Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Tempi moderni (1936)

[Modern Times, USA 1936, Commedia, durata 83', b/n]   Regia di Charles Chaplin
Con Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Bergman



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tempi moderni: molto forte
Ritmo ritmo in Tempi moderni: forte
Impegno impegno in Tempi moderni: forte
Tensione tensione in Tempi moderni: minimo
Erotismo erotismo in Tempi moderni: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Tempi moderni

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Tempi moderni (voti: 143 media: 4,56) 143

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Tempi moderni

Acquista Tempi moderni

Scegli tra i formati disponibili

Tempi moderni disponibile in DvdTempi moderni non disponibile in Blu-RayTempi moderni non disponibile in Umd

La trama

Un gregge di pecore va al pascolo, una folla di operai va in fabbrica. Così inizia la storia di Charlot operaio, addetto all’avvitamento dei bulloni. Dopo essere usato come cavia per la dimostrazione di un meccanismo da usare per evitare la pausa pranzo dei lavoratori, torna alla catena di montaggio. Lì perde il tempo e si ritrova ingoiato dalle macchine. Licenziato, inizia una serie di lavori occasionali, poi conosce una ragazza e... 

Un grande Chaplin contro la civiltà dei consumi, in anticipo di mezzo secolo sulla realtà. Un film quasi muto in piena epoca del sonoro, ma dove i rumori aggiungono significato alle immagini e le voci provengono solo da macchine e altoparlanti.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 23/02/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto ottimo

L’umanità che va al lavoro è un gregge istintivo, disordinato, ma che arriva sempre in orario. Una massa indistinta che si trova in gruppo e condivide gli stessi scopi. Perché così comanda l’economia di mercato. Il tempo che passa è già un elemento basilare di questo vento occidentale, e viene misurato al secondo con orologi giganti e timbrature che paiono incubi ciclici. Prendendo il via da una congettura irrealizzabile, almeno per l’epoca in cui il film è stato girato, Chaplin ipotizza come già in voga schermi-spia parlanti in stile Grande Fratello. Tutti elementi utili a chiosare oggi la nostra attualità. L’intervallo per il pranzo è insidiato da curiosi marchingegni elettronici che imboccano l’operaio senza “costringerlo” alla sosta, tutto in nome di una maggiore produttività che condurrà a un inevitabile epilogo comico e crudele allo stesso tempo.
 
All’interno di questo complesso mostro produttivo infatti, agisce qualcuno che non stringe i dadi come dovrebbe, distratto da pruriti ascellari e baruffe con insetti giganti. L’esaurimento nervoso (irresistibile la degenerazione da normalità/assuefazione a follia/libertà) dell’operaio Charlot è un rifugio necessario, dato che la catena di montaggio ha il sopravvento sull’uomo. Quest’ultimo diventa un pezzo insostituibile della prima: i suoi tic nervosi esplodono quando il nastro che scorre sotto di lui si ferma. L’omino con i baffi, come un drogato in astinenza, non è più in grado di agire da solo, abbandonato da un sistema del quale non può più fare a meno. Chaplin aggira e rovescia questo immenso senso di angoscia ricorrendo al farsesco. Prima agendo su leve e manovelle dei macchinari principali e poi rincorrendo qualsiasi cosa che gli ricordi un bullone: e quindi giù a spaventare i colleghi di lavoro, la segretaria del capo, e perfino una tronfia signora di passaggio sul marciapiede attiguo alla fabbrica. I segni della pazzia in realtà hanno già condannato anche chi si trova al comando dell’intera industria: il Presidente muove annoiato tra puzzle, giornali e bicchieri d’acqua per compresse da mandar giù metodicamente.
In prigione vigono le medesime rigide regole, e l’assunzione di cibo è di nuovo un problema. L’uomo è oramai identificato con un numero: dalla linea n. 5 della fabbrica al carcerato n. 7. La detenzione non è altro che il tentativo di allontanare colui il quale viene considerato come inutilizzabile, e pertanto non idoneo a reggere il peso della schizofrenia  necessaria a creare empatia col Capitale. Malattia dalla quale Charlot esce facendo ricorso alla droga, artificio impazzito e casuale che si segnala come rimedio fortuito quanto necessario. ESPANDI +
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Tempi moderni


18 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Tempi moderni"
MrPostman

Denuncia sociale assolutamente riuscita da parte di Chaplin, il quale, in questo film, si erge a sommo apologeta dell'uomo e della sua inalienabilità terrena ed eterea.

voto al film: MrPostman assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)


31 dicembre 2011 Opinione di armonica1996 su "Tempi moderni"
armonica1996

Altro gran capolavoro del cinema muto con un chaplin in forma smagliante.

voto al film: armonica1996 assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)



26 novembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Tempi moderni"
marcopolo30

Quasi una versione cinematografica (in chiave comica) del “Mondo Nuovo” di Huxley. Geniale analisi di Chaplin di quella che era (e sfortunatamente ancora è) la società industriale contemporanea. Solite eccezionali gag visive di un genio del muto.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)


7 giugno 2011 Opinione di Cannella su "Tempi moderni"
Cannella

Semplicemente alla sommità delle mie preferenze !

voto al film: Cannella assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)



23 febbraio 2011 Opinione di PompiereFI su "Tempi moderni"
PompiereFI

L’umanità che va al lavoro è un gregge istintivo, disordinato, ma che arriva sempre in orario. Una massa indistinta che si trova in gruppo e condivide gli stessi scopi. Perché così comanda l’economia di mercato. Il tempo che passa è già un elemento basilare di questo vento occidentale, e viene misurato al secondo con orologi giganti e timbrature che paiono incubi ciclici. Prendendo il via da una congettura irrealizzabile, almeno per...

voto al film: PompiereFI assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)

nessun commento
[utile per 12 utenti]

26 novembre 2010 Opinione di Mattyman su "Tempi moderni"
Mattyman

Nell'anno 1936, durante il quale ormai il cinema sonoro si era ben consolidato, Charlie Chaplin stupì tutti dirigendo un film (quasi) muto, dove gli unici rumori sono di macchine ed effetti sonori, che aggiungono quel tocco in più agli schetch, senza dimenticare sempre le musiche composte direttamente da Chaplin stesso. Che dire? Ormai non ci si stupisce quasi più, il celeberrimo attore e regista sforna l'ennesimo Capolavoro, stavolta con una critica sociale non...

voto al film: Mattyman assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)



10 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Tempi moderni"
Luke Vacant

Solo la parte della fabbrica vale tutto il film, ma è sempre dir poco ad una pellicola come questa dove il genio di Chaplin anticipa il mondo di 50 anni e lui se ne fa beffe, con tocchi di classe comici inimmaginabili. Ed insieme alla Goddard forma una coppia bellissima.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Tempi moderni (1936)


28 agosto 2010 Opinione di bradipo68 su "Tempi moderni"
bradipo68

"Modern times".a story of industry of industrial enterprise--- humanity crusading in the pursuit of happiness. (Tempi moderni.Una storia di industria di impresa individuale--- l'umanità che si batte alla ricerca della felicità). Queste sono le parole di introduzione al film:da una parte hanno il sapore della consapevolezza che i tempi sono cambiati ,dall'altra ancora una volta vediamo il Chaplin burlone che riesce a sorprendere il suo pubblico.Tempi moderni è un...

voto al film: bradipo68 assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)

6 commenti
[utile per 9 utenti]


24 agosto 2010 Opinione di bellahenry su "Tempi moderni"
bellahenry

un genio assoluto,un comico,artista,musicista,stuntman,regista e studoso della società unico.

voto al film: bellahenry assegna il voto ottimo a Tempi moderni (1936)


13 agosto 2010 Opinione di XANDER su "Tempi moderni"
XANDER

Il bello dei film di Chaplin è che sono commedie surreali, ma allo stesso tempo reali comunicandoci i problemi della vita attraverso situazioni buffe. Direi molto divertente la scena della macchina per il pranzo. Inoltre in ogni film di Chaplin abbiamo una parte comica e l'altra sentimentale, attraverso l'ìnnamoramento con una donna.

voto al film: XANDER assegna il voto buono a Tempi moderni (1936)




scrivi la tua opinione su Tempi moderni


Voti a Tempi moderni



login

hai dimenticato la password?