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L'australiano (1978)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'australiano: assente
Ritmo ritmo in L'australiano: presente
Impegno impegno in L'australiano: presente
Tensione tensione in L'australiano: forte
Erotismo erotismo in L'australiano: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'australiano

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'australiano (voti: 35 media: 3,86) 35

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La trama

Un uomo vissuto in Australia ha imparato a emettere un urlo micidiale

Durante una partita di cricket tra la squadra di Lampton e i ragazzi del manicomio, Charles Crossley, internato nella casa di cura, racconta la sua storia. Charles ha vissuto diciotto anni in Australia e ha appreso da uno stregone aborigeno una tecnica particolare e micidiale: un urlo capace di uccidere. Entrato nella vita dei coniugi Anthony e Rachel, sconvolge la loro esistenza, arrivando a indurre la donna all’adulterio... 

La regia di Skolimowski è il valore aggiunto di un film affascinante, a metà tra la magia e la malattia di mente, che vinse il Premio speciale della giuria a Cannes. Nel ruolo del “matto barbaro”, Alan Bates è davvero eccezionale.

L'opinione più votata

Di pazuzu scritta il 25/07/2011 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto buono

«Ogni parola di ciò che sto per dirle è vera, solo che io la potrei dire diversamente: è sempre la medesima storia, ma io vario la sequenza degli eventi e vario il momento culminante di quel tanto che basta a far sì che sia viva.»

Charles Crossley è un uomo colto ed intelligente con un problema: è convinto che la sua anima sia sminuzzata in quattro pezzi. Per questa ragione è ricoverato in una clinica psichiatrica a Lampton, nella campagna inglese: qui, nel corso di una partita di cricket, si trova a parlare ad un soggetto esterno di come egli sconvolse la vita di coppia del musicista e tecnico del suono Anthony Fielding (un altro degli attuali pazienti) e della consorte Rachel quando, autoinvitatosi in casa loro dopo aver abbordato lui con un pretesto, rivelò ai due di aver passato diciotto anni tra gli aborigeni australiani, di aver ucciso lì i propri figli appena nati come permesso dalle leggi del posto, e di aver assistito a diversi episodi di stregoneria, confidando poi all'uomo di essere altresì in grado di emettere un urlo talmente terrificante da poter uccidere chiunque lo ascolti, e giungendo in men che non si dica all'obiettivo che si era preposto fin dall'inizio: sedurre e concupire la donna ricorrendo alle arti magiche.
Tratto da un romanzo breve di Robert Graves (il cui nome torna, nel film, per impersonare il ragazzo che ascolta il resoconto di Charles Crossley) e sceneggiato da Michael Austin insieme al regista Jerzy Skolimowski, The Shout è la messa in scena dello scontro tra il mondo borghese rassicurante ma monotono ed artefatto dei coniugi Fielding e quello esuberante e selvaggio di Charles Crossley (un Alan Bates mefistofelico e sinistro), sganciato dalla morale comune e causa dell'abbandono di ogni pudore sessuale da parte di Rachel (una Susannah York affascinante e disinibita) e del conseguente delirio paranoico di Anthony (un John Hurt dall'aria costantemente sconvolta); ma The Shout è, prima di tutto, il racconto disordinato di un pazzo, e gli eventi sono narrati assecondandone lo sguardo alterato ed instabile.
Tutto ruota attorno a due individui palesemente antitetici, entrambi attratti dalle illimitate potenzialità del Suono, dalla sua origine e dai suoi effetti, ma spinti da interessi e scopi quantomai distanti tra loro: Charles ha messo a punto il suo urlo tonante ed assassino apprendendo una tecnica che gli permette di trasformare la rabbia e le pulsioni più recondite e violente in un estremo atto di furia animalesca, mentre Anthony genera musica campionando i rumori più disparati (il battito d'ali di un'ape chiusa in un barattolo di vetro, un contenitore di latta rotto strofinato dall'archetto di un violino) ed utilizzando un metronomo per dargli un ritmo, disciplinarli, normalizzarli.
Fantasia contro razionalità, istinto contro ragione, sono le architravi su cui monta la guerra psicologica che Charles Crossley muove al suo negativo, e trovano sublimazione nella scelta dell'autore di accogliere per sé la medesima sfida (e la medesima follia), producendo un crescendo di situazioni assurde ed affidando al piglio evocativo e delirante delle immagini fotografate da Mike Molloy, al gran lavoro sul sonoro di Alan Bell (unito al commento musicale atmosferico e spettrale di Anthony Banks e Michael Rutherford, rispettivamente organista e chitarrista dei Genesis), e ai sapienti incastri del montaggio di Barrie Vince, il compito di mescolare indizi e depistaggi oltre che di imporre un costante senso di minaccia incombente, creando un'opera sinceramente anarchica e orgogliosamente imperfetta, un'opera urgente ed eccessiva, che suggerisce metafore e pulsa cinema, un'opera irruenta passionale ed ambigua che sfida la logica, che al calcolo preferisce l'azzardo, e alle certezze l'immaginazione.
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SI

Opinioni su L'australiano


4 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "L'australiano"
alfatocoferolo

Di suo, a mio avviso, il film sarebbe da tre stelle ma occorre dargli due valori aggiunti importanti: l'originalità di fondo ed i dialoghi a volte davvero notevoli. L'impatto sullo spettatore è comunque pregno di significati e denso di immagini ed è inevitabile incuriosirsi e cercare di trovare il bandolo di un'intricata matassa, contorta quanto può esserlo la mente di un pazzo. Di fatto non tutti i tasselli troveranno una collocazione ma non è un problema perché il richiamo alla...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a L'australiano (1978)

nessun commento
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8 novembre 2011 Opinione di maso su "L'australiano"
maso

Un Alan Bates stratosferico è il protagonista memorabile di questa storia di magia nera, pazzia e suoni in libertà tra cui spicca l'urlo terrifico che lo stregone vagabondo, interpretato dal formidabile e compianto attore britannico, emetterà nella scena rivelatrice che per costruzione, luce e suggestione rappresenta un vero e proprio gioiello incastonato in un anello d'oro a 24 carati che è il film nella sua interezza. Skolimowski ha avuto la mano felicissima nell'adattare il romanzo...

voto al film: maso assegna il voto ottimo a L'australiano (1978)

2 commenti
[utile per 11 utenti]


25 luglio 2011 Opinione di pazuzu su "L'australiano"
pazuzu

«Ogni parola di ciò che sto per dirle è vera, solo che io la potrei dire diversamente: è sempre la medesima storia, ma io vario la sequenza degli eventi e vario il momento culminante di quel tanto che basta a far sì che sia viva.» Charles Crossley è un uomo colto ed intelligente con un problema: è convinto che la sua anima sia sminuzzata in quattro pezzi. Per questa ragione è ricoverato in una clinica psichiatrica a Lampton, nella...

voto al film: pazuzu assegna il voto buono a L'australiano (1978)

3 commenti
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7 novembre 2010 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "L'australiano"
Grace Margaret Mulligan

Un urlo può essere inteso come molte cose; inteso come diverse dimostrazioni di innumerevoli stati d'animo: urlo di gioia, di piacere, di dolore, di entusiasmo. Ma quello che Charles Crossley fa con il suo urlo “terrifico” va al di là di ogni immaginazione. Dopo aver trascorso 18 anni insieme agli aborigeni australiani, Crossely diventa da uomo vecchio in una terra nuova (l'Australia) a uomo nuovo in una terra vecchia, che cambia drammaticamente la vita dei coniugi...

voto al film: Grace Margaret Mulligan assegna il voto buono a L'australiano (1978)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


5 ottobre 2010 Opinione di jonas su "L'australiano"
jonas

Durante una partita di cricket nel giardino di una clinica psichiatrica, uno dei due uomini che tiene il punteggio racconta all’altro la storia di un musicista, di sua moglie e del loro strano ospite, che ha vissuto a lungo con gli aborigeni in Australia. Il tema dell’“irrazionale che irrompe nella normalità borghese” (Mereghetti) viene svolto in modo molto particolare, con toni sinistri ma anche con qualche parentesi divertita e con un’ambiguità...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a L'australiano (1978)

1 commento
[utile per 3 utenti]

21 settembre 2010 Opinione di Baliverna su "L'australiano"
Baliverna

Buon film dell'esule polacco in Inghilterra, anche se la vicenda mantiene il suo lato oscuro e di mistero. Il protagonista non ha niente di simpatico e niente che si possa compatire: è solo un minaccioso e viscido individuo che ha scoperto il modo di fare degli altri quello che vuole, anche unccidendoli, se gli gira. La presenza di John Hurt non ha potuto mancare di farmi pensare ad "Alien", che tra l'altro è dello stesso anno. Ho pensato anche che in fondo la trama non...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a L'australiano (1978)



18 settembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "L'australiano"
Peppe Comune

Charles Crossley (Alan Bates) è internato in una clinica psichiatrica in Inghilterra e dal dottore che lo tiene in cura (Robert Stephens) viene descritto come un uomo coltissimo con una intelligenza molto al di sopra della media. Durante una partita a cricket tra la squadra locale e una rappresentativa della clinica, Charles si mette a raccontare la storia della sua vita a Robert (Tim Curry) mentre insieme stanno tenendo il punteggio della partita. Che è quella di un uomo che...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a L'australiano (1978)

nessun commento
[utile per 14 utenti]

9 settembre 2010 Opinione di bradipo68 su "L'australiano"
bradipo68

Ci sono stregoni in Australia che possono uccidere con un urlo.Urlo terrifico lo chiama Charles,internato in un manicomio,quando racconta la sua storia a Robert,che non è ricoverato,mentre stanno tenendo il punteggio nella partita a cricket tra la squadra locale e quella del manicomio.E in flashback che si intervallano a improvvisi ritorni al presente si svolge il film d Skolimowski,un 'opera di fascinoso mistero ricca di riferimenti a un mondo arcano totalmente alieno...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a L'australiano (1978)

4 commenti
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8 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "L'australiano"
chribio1

film abbastanza lento,trovata particolare ma alquanto noioso.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a L'australiano (1978)


8 settembre 2010 Opinione di wang yu su "L'australiano"
wang yu

Non un grande thriller, ma un film piccolo e sottile, strisciante e atmosferico,soggetto intrigante ma i ritmi sono medio bassi. Alan Bates È Alan Bates a sostenere il film dando al suo personaggio carismatico mistero.

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a L'australiano (1978)




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