Opinione di luisasalvi su Tootsie
Con Dustin Hoffman, Jessica Lange, Teri Garr, Charles Durning
- positive [36]
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Sul film
Michael (Hoffman), insegnante di recitazione in un gruppo di amici e attore bravo ma di difficile carattere, intollerante di compromessi e di imposizioni, per colpa del suo carattere perde posti di lavoro e ormai non ne trova più; per non farsi riconoscere partecipa travestito da donna con il nome di Dorothy a un provino per un ruolo in una soap opera e vince il posto perché dà al personaggio una certa aggressività mascolina; d’altra parte questa volta conserva il posto perché come donna reagisce alle imposizioni di regia con diplomatica femminilità anziché con la violenza che userebbe come uomo. Ovvi equivoci e difficoltà derivanti dalla situazione, come già in A qualcuno piace caldo; ma mentre in questo la comicità nasce dal modo goffo con cui cercano di comportarsi da donna i due protagonisti, che del resto non sono attori e non devono recitare, la comicità di Hoffman nasce proprio dalla sua attenta capacità di agire sempre come una donna anche nei minimi dettagli, sia sulla scena che nella vita (quando non riprende i panni maschili che gli competono), tanto da far innamorare di sé vari maschi… ma anche, ambiguamente, la sua collega Julie (Lange), di cui a sua volta si sta innamorando. La comicità così è sottesa da tematiche molto serie, sull’arte dell’attore, sul fatto di recitare anche nella vita e sulla compresenza nell’essere umano di componenti di entrambi i sessi, per cui il maschio impara a crescere e maturare come maschio proprio mimando e sviluppando anche le sue componenti femminili.
Bravissimo Hoffman in entrambi i ruoli; avrebbe meritato il doppio oscar, come miglior attore e come migliore attrice (bel colpo da parte dell’Accademia); invece l’ha ricevuto, come attrice non protagonista, Lange, brava, ma non eccezionale, come tutti gli altri (compreso Pollack nella parte dell’agente di Michael). Il film ha qualche lungaggine in episodi un po’ facili o scontati, come la festa di compleanno, ma eccelle soprattutto grazie alla grande bravura di Hoffman.
Tootsie è il nome con cui il regista si ostina a chiamare Dorothy, che se ne irrita e lo corregge invano; ma non ne ho compreso il motivo, né se c’è sotto qualche scherzo o gioco di parole. Ho letto solo che “era il nomignolo del cane della madre di Hoffman”.
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