Opinione di degoffro su Topkapi
Con Melina Mercouri, Peter Ustinov, Maximilian Schell
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Sul film
Tre sono le regole fondamentali per realizzare il colpo perfetto: 1) organizzare il tutto minuziosamente; 2) eseguire con cura; 3) non farsi prendere prima, durante o dopo. La mossa più intelligente poi è quella di formare una banda di dilettanti nel campo delle rapine, "gigli di innocenza": per rubare lo splendido pugnale del sultano, il cangiarro, impreziosito da quattro meravigliosi smeraldi e custodito nell'impenetrabile museo Topkapi di Istanbul, la polizia sospetterà innanzitutto della elite della delinquenza e mai verrà a cercare tra la marmaglia, o tra incensurati. Idea geniale quella di Walter (un divertito e spassoso Maximilian Schell), mente diabolica e organizzatrice di un colpo d'alta classe, stuzzicato dal magnetismo della sua vecchia fiamma Elizabeth (una sensuale e fatale Melina Mercouri), avidamente desiderosa di impossessarsi di quel pugnale. Il reclutamento dei compagni d'avventura è la parte più divertente e riuscita del film: c'è Cedric Page, novello Archimede Pitagorico, ingaggiato per le sue straordinarie ed incredibili invenzioni, tra cui un pappagallo automatico; Arthur Simpson (irresistibile Peter Ustinov, premiato con l'Oscar come migliore non protagonista), classico truffatore di mezza tacca, pasticcione e perennemente impaurito, "un foruncolo sul deretano dell'umanità", che entra a far parte della banda quasi per caso (all'inizio è una spia per conto del controspionaggio turco) e poi gioco forza viene coinvolto nel colpo; infine ci sono due artisti da circo. Jules Dassin realizza un film che non riesce ad evitare i canoni tipici del film di rapina: il reclutamento, la preparazione, il colpo. Certe soluzioni narrative sono comunque simpatiche (l'incipit quasi sognante con la protagonista che si rivolge al pubblico, l'esotica e suggestiva ambientazione turca, il modo con cui Simpson comunica, attraverso pacchetti di sigarette vuoti, con il controspionaggio turco, il fascino suadente di Melina Mercuri, che, con i suoi modi ammiccanti, le sue parole dolci e i suoi baci appassionati, riesce sempre ad avere ai suoi piedi tutti gli uomini della banda, completamente paralizzati dalla sua presenza, la corsa sul tetto del museo con Simpson terrorizzato dalle vertigini, il finale inaspettato e molto ironico: "me l'ha detto un uccellino" dice il capo della polizia ai nostri, increduli e basiti), però a volte il ritmo si allenta, la sequenza del colpo è troppo lunga e decisamente improbabile (d'accordo che è un film, ma ci vuole pur sempre un minimo di credibilità), il modo con cui i protagonisti gabbano, alla manifestazione di lotta libera, il controspionaggio è esilarante, ma decisamente semplicistico e piuttosto superficiale (e certo i turchi non emergono come particolarmente brillanti e/o intelligenti!!). Un film moderatamente divertente, sorretto da un cast affiatato e allegro, discontinuo e a tratti faticoso, ma simpatico e leggero, perfetto per passare due ore rilassanti e spensierate. Voto: 6 e mezzo.
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