Opinione di teaestefano su Tormento
Con Amedeo Nazzari, Yvonne Sanson, Ernesto Murolo, Tina Lattanzi, Giuditta Rissone
- sufficienti [4]
- positive [4]
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Sul film
Chissà, forse la ricetta veniva pensata a tavolino, o forse sgorgava dal cuore di regista e sceneggiatori, fatto sta che essa è cucinata benissimo. Il film è molto coinvolgente e ci fa seguire con il cuore in mano le disavventure dei due sfortunati protagonisti, riuscendo a tratti creare una specie di suspense da melodramma, e non naturalmente da giallo o da film d'azione. Non mi stupisco che allora questi film riempissero le sale, e devo aggiungere che oggi non hanno perso il loro fascino. E' vero che vi si vede ritratta la società dell'Italia che fu, fortemente intrisa del nostro glorioso cattolicesimo, con valori e usi che per la maggior parte possiamo rimpiangere, e che quindi non sono né ridicoli né da guardare con sufficienza (come molti insinuano). Ciò che non si rimpiange è un certo perbenismo e una certa ipocrisia striscianti, che però si manifestano anche oggi, benché su altri versanti. La Sanson finisce questa volta - bisogna ammetterlo - per rubare il film al pur bravo Nazzari, offrendoci un'interpretazione di grande intensità. Brava anche l'attrice che interpreta quella davvero odiosa matrigna. Si dovrebbe riflettere sul fatto che molta gente continua fare del male solo perché gli altri, succubi, per quieto vivere, o nell'illusione che la persona cambi da sola, lasciano fare. Il risultato è che le cose peggiorano sempre più, finché i pavidi e i vigliacchi non scoppiano come pentole a pressione, con conseguenze imprevedibili. Qui l'omicidio, che avrebbe riportato Nazzari di filato in galera, viene evitato solo per una fortunata circostanza. La bambina, poi, è carina senza esagerare, e per fortuna non è zuccherosa, e belli sono anche l'interpretazione e il personaggio di Roberto Murolo. Non poteva mancare l'attore che in "Catene" aveva fatto il seduttore, che qui interpreta con efficacia un personaggio simile: il classico direttore di locale che abborda le belle dipendenti col "o ci stai, o te ne vai". Oggi non ci sono più registi e attori che ci "incatenano" e ci "tormentano" come questi.
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