Torna! (1954)
Con Amedeo Nazzari, Yvonne Sanson, Franco Fabrizi, Aldo Silvani
La trama
L'odio mortale di un parente mette a rischio la felicità di due sposi.
Roberto Varesi (Nazzari) ama la cugina Susanna (Sanson). I due devono dividere l'eredità di uno zio con Giacomo, che è solito frequentare le case da gioco ed è a sua volta innamorato di Susanna. Lei però sposa Roberto, da cui ha una figlia; allora Giacomo, per vendicarsi, fa credere a Roberto di essere l'amante di Susanna nonché il vero padre della piccola.
Il successo di "Catene" aveva spinto Matarazzo a riproporre la coppia Nazzari-Sanson in altri ottimi melodrammi. La novità in questo caso è il colore.
L'opinione più votata
Di LorCio scritta il 30/10/2008 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [4]
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18 marzo 2011 Opinione di emmepi8 su "Torna!"
Siamo nel pieno del melodramma targato Matarazzo, con sempre a disposizione la coppia sicura Nazzari Sanson, diciamo che qui l'acceleratore è stato pigiato al massimo, mettendo nella storia le situazioni più incredibili che un melodramma può assorbire, e la sfida raggiunge anche un po' il sorriso dello spettatore, che alla fine non resiste più al vortice ( altro titolo dello stesso Matarazzo, con altra coppia di attori!!) delle situazioni più...
voto al film: 
29 giugno 2009 Opinione di jonas su "Torna!"
Fino a oltre metà il film ricalca senza fantasia l’intreccio di Catene: il solito bellimbusto impomatato (a Franco Fabrizi, poveraccio, toccavano sempre questi ruoli) ricatta la sua ex che ha sposato un brav’uomo e gli ha tenuto nascosto il proprio passato (e che sarà mai questo passato, giusto qualche bacio e qualche lettera compromettente). Poi perde ogni senso della misura, inanella in serie situazioni caricate all’eccesso e, fra credulità bambinesca...
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2 giugno 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Torna!"
Il gioco comincia a mostrare un po’ la corda. Ormai non ci si ripete solamente a grandi linee ma anche nei singoli elementi ed episodi della storia, che è sempre stata una sola fin dal principio della saga, inutile negarlo nonostante le leggere variazioni di trama. I personaggi ricalcano sé stessi con imbarazzante ripetitività, e gli attori possono far poco per rimediare viste le carenze di sceneggiatura. Il pubblico è sempre lì a portata di mano;...
voto al film: 
11 maggio 2009 Opinione di teaestefano su "Torna!"
Ecco uno dei migliori melodrammi dell'esperto Matarazzo, di quelli che ti incatenano alla poltrona e ti fanno soffrire coi personaggi ed emozionarti assieme a loro. La trama è un concentrato di avvenimenti, (tragiche) coincidenze, e scene forti. L'insieme (nel senso di tutto ciò assieme) è, se vogliamo, un po' improbabile, ma il film è diretto e recitato così bene che a questo non si pensa neppure. Tra l'altro compare un tema tipico di questo regista e della vita: il nascondere (come fa...
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4 maggio 2009 Opinione di OGM su "Torna!"
Un semplice ma diabolico intreccio di gelosia e rivalità si stringe come un nodo intorno ai due protagonisti, stritolandone la felicità. L'impianto è quello classico, costruito intorno al terzo incomodo che porta lo scompiglio, ma che qui non volge in commedia, bensì dà luogo ad una storia dolorosa, dai risvolti pesanti e meschini. L'equivoco, creato ad arte o voluto dal destino, è il vero motore del racconto: è l'elemento che scatena la tragedia, mettendo in crisi i rapporti...
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19 dicembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Torna!"
I filgi di nessuno e le catene dell'eredità.Credo che questo Torna! rappresenti l'assoluta iperbole di tutto l'universo matarazziano appena ingentilito da uno stinto colore che è l'unica novità stilistica di questo melodramma rispetto ai precedenti.Come detto qui tutto è iperbolizzato:l'eredità,l'amore,il cattivo cugino ex di lei che ordisce tutto perchè non vuole che lei stia con l'altro.E poi partners tradite,corna millantate e paternità disconosciute.C'è tutto l'armamentario...
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30 ottobre 2008 Opinione di LorCio su "Torna!"
Chi ama il genere non può schivare “Torna”. Strano a dirsi, ma è un film che al contempo riesce ad essere furbo ed ingenuo: ha tutti i pregi e tutti difetti del melodrammone popolare di matrice matarazziana. A Raffaello, Yvonne Sanson ed Amedeo Nazzari il merito di aver creato un genere che incarnava i sentimenti più ricattatori, la pancia di un paese in via di sviluppo eppure ancora profondamente arroccato nelle sue tradizioni un po’ bigotte e un po’ sempliciotte. La storiella è...
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