Totò a colori (1952)
Con Totò, Luigi Pavese, Isa Barzizza, Mario Castellani, Virgilio Riento
La trama
Dal paesello alla metropoli per imporre il proprio genio musicale incompreso.
Il maestro Scannagatti, genio musicale incompreso, vive nel paese di Caianello. Per convincerlo a dirigere una banda musicale gli promettono un incontro con l'editore Tiscordi. Scannagatti si reca a Milano per portare all'editore le sue composizioni. Viene creduto pazzo e cacciato. Il primo lungometraggio italiano a colori è in pratica una raccolta di sketch del repertorio di Totò, dal vagone letto al numero del direttore d'orchestra a quello della marionetta. Momenti sublimi, da mandare a memoria.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 06/07/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
"Trombetta?"
"Sì"
"Trombetta, Trombetta: questo nome non mi è nuovo..."
"Beh, l'avrete letto sul giornale, è vero?"
"Io ho conosciuto anche suo padre, sa?"
"Sì? Beh, non mi stupisce, mio padre è talmente conosciuto..."
"Eh, chi è che non conosce quel trombone di suo padre? Bravo, bravo..."
"No, no, ma che trombone!"
"Bravo..."
"Ma, scusate..."
"Stia comodo..."
"No, state comodo voi"
"Comodo, comodo..."
"Ma siete in equivoco, signore: avete detto Trombone. Scusate, se io faccio Trombetta è chiaro che anche mio padre faccia Trombetta"
"Lo so, ma alle volte, sa..."
"No, no, per carità, no, no: Trombetta è padre e Trombetta è figlio!"
"Beh, a prescindere..."
"Viceversa, mia sorella..."
"Fa Trombone!"
"Ecco, fa Trombone... Ma no!"
"Sì, fa Trombone..."
"No, no, mi avete fatto confondere"
"Su, sua sorella fa Trombone"
"No, vi garantisco, non fa Trombone"
"Si faccia servire da me..."
"Cosa ne volete sapere, voi?"
"Io lo so, sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo, vi basti questo..."
"Ma mia sorella non è mai stata a Cuneo!"
"Ma non vuol dire, fa Trombone"
"Ma no, fa Trombetta"
"Glielo dico io, non insista..."
"Ma che dite voi, non vorrete mica conoscere mia sorella meglio di me?"
"Vabbè, vabbè, vabbè..."
"Vi garantisco che fa Trombetta"
"Sissignore, fa Trombetta"
"Sissignore!"
"Vabbè, vabbè..."
"Per meglio dire, faceva Trombetta..."
"Oh, ci siamo, ci siete cascato!"
"Ma no!"
"È come dico io, fa Trombone"
"State fermo, non mi posso sentir toccare"
"Tre anni a Cuneo..."
"Sì, per cortesia, lasciate che vi spieghi: faceva Trombetta da signorina, adesso che ha sposato un Bocca fa Trombetta in Bocca..."
"Oh bella, e per forza..."
"Perchè per forza?"
"Perchè la trombetta si mette in bocca: dove la vuol mettere, lei, la trombetta?"
"Ma cosa avete capito?"
"Ha visto mai qualcuno con la trombetta in un altro posto?"
"Non è che mia sorella si mette la trombetta in bocca..."
"Se la mette..."
"Ma nossignore!"
"Si lasci servire da me, se la mette... Anche a Cuneo i trombettieri si mettevano la trombetta in bocca, glielo dico io, sono un uomo di mondo..."
"Ma per piacere..."
"Se la mette e non si fa vedere da lei..."
"Ma come?"
"Sì, per casa, tetterettetè, davanti allo specchio, drin, la porta, chi è? Mio fratello, oddio, e si nasconde la trombetta dietro..."
"Andiamo, via, e cercate di capire: Bocca è il cognome di mio cognato, no?"
[Totò e Mario Castellani nello scompartimento del treno]
L'illustre Joe Pellecchia (Bruno Corelli), gangster in esilio negli Stati Uniti, torna in visita a Caianello, il suo paese natìo: le autorità cittadine si mettono in moto per predisporre una degna accoglienza, ma quando, durante i preparativi, il maestro Tiburzi (Virgilio Riento), direttore della banda musicale, rimane stroncato da una paralisi ad un braccio, si ritrovano costretti ad affidarne la conduzione al maestro Scannagatti (Totò), musicista in cerca di gloria ed in perenne attesa di una convocazione dagli editori Tiscordi e Sozzogno. ESPANDI +
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1 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Totò a colori"
Già dal titolo si evince che la ragion d'esistere del film è il fatto di mostrare il De Curtis a colori. Ne consegue che soggetto e sceneggiatura sono appena abbozzati, e il tutto si tiene a galla solo grazie alla genialità comica di Totò. L'unica scena davvero memorabile resta comunque quella in treno con l'onorevole Trombetta.
voto al film: 
22 agosto 2011 Opinione di scandoniano su "Totò a colori"
Film del 1952 per la regia di Steno, prima pellicola italiana a colori. Oltre ad avere questo merito “Totò a colori” mostra l’Antonio de Curtis più in palla della carriera (quando litiga sul treno con Mario Castellani, si rischia l’incontinenza da risata). La trama è un’accozzaglia di sketch, che tutto sommato reggono anche grazie allo stato di grazia del protagonista, capace di sollevare dalla potenziale apatia alcune scene previste con...
voto al film: 
26 luglio 2011 Opinione di jonas su "Totò a colori"
La ragion d’essere del film è tutta nel titolo: mostrare per la prima volta Totò a colori. Suprema indifferenza per i contenuti: si tratta di un puro e semplice assemblaggio di scenette a sé stanti, collegate talvolta davvero malamente (es. nell’ultima giuntura, con una voce off che informa che Totò è sopravvissuto al tentato omicidio) ma assolutamente irresistibili. Sono giustamente entrati nel mito l’episodio con l’onorevole nel...
voto al film: 
7 marzo 2011 Opinione di picciotto su "Totò a colori"
buon film...il contenuto è perfetto...totò colpisce ancora!
voto al film: 
24 luglio 2010 Opinione di michel su "Totò a colori"
TOTÒ IN SIMILCOLOR Totò è un compositore di dubbio genio e di nessuna fama. Cacciato dal paesello per aver oltraggiato un boss munificente si reca a Capri e poi a Milano in cerca di fortuna presso l’editore Discordi. L’esile filo conduttore tiene assieme alcuni sketch nuovi e non del grande comico. Nell’insieme ci si diverte, naturalmente, e ci sono almeno due momenti straordinari: il Totò marionetta, tecnicamente impressionante e la scena del...
voto al film: 
6 luglio 2010 Opinione di FABIO1971 su "Totò a colori"
"Beh, allora, se mi permettete, io sono l'onorevole Cosimo Trombetta" "Trombetta?" "Sì" "Trombetta, Trombetta: questo nome non mi è nuovo..." "Beh, l'avrete letto sul giornale, è vero?" "Io ho conosciuto anche suo padre, sa?" "Sì? Beh, non mi stupisce, mio padre è talmente conosciuto..." "Eh, chi è che non conosce quel trombone di suo padre? Bravo, bravo..." "No, no, ma che trombone!" "Bravo..." "Ma, scusate..." "Stia comodo..." "No, state comodo...
voto al film: 
21 dicembre 2009 Opinione di leo$ su "Totò a colori"
Il film si affida completamente alla verve di Totò che è in gran forma e non tradisce le aspettative.Ci sono un paio di scene da antologia,su tutte quella del treno con Castellani
voto al film: 
5 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Totò a colori"
Il principale dettaglio positivo del film è l'avvento del colore nelle pellicole italiane. Viene inoltre ricordato come uno dei più validi contenitori del repertorio macchiettistico del grande Totò. Ma i limiti di un film del genere sono pur troppo evidenti: la trama è pretestuosa e disarticolata, l'impostazione stessa delle scene è prettamente teatrale, come si trattasse di un documentario sulla rivista di quegli anni, con al centro ovviamente un solo...
voto al film: 
1 marzo 2008 Opinione di jackNONsquartatore72 su "Totò a colori"
Voto:6. Contenuti: HUMOUR** RITMO*** Il film per il solo fatto di essere il primo girato a colori in Italia merita una segnalazione per il suo valore storico. Il colore mette in risalto uno strano gusto di concepire, all’epoca, l’arredamento e l’abbigliamento, ma anche il modo di impostare la comicità, di derivazione quasi teatrale, non risulta così brillante come si dice. Alcuni momenti sono da ricordare, come l’episodio del treno e della marionetta, ma in diversi sketch si tende...
voto al film: 
3 gennaio 2008 Opinione di LorCio su "Totò a colori"
Primo film italiano girato con il Ferraniacolor, non a caso interpretato dall’indimenticabile principe De Curtis. Probabilmente per evitare un flop del colore si decise di offrire la parte del leone in quest’avventura pioneristica ad uno che sicuramente avrebbe riempito i cinema. E per non scontentare il pubblico fu cucita su misura da Age e Scarpelli una trama basata sulle esperienze teatrali più fortunate di Totò. Perché la storia altro non è che una sequel di gags e siparietti...
voto al film: 
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