I tre giorni del Condor (1975)
Con Robert Redford, Faye Dunaway, Cliff Robertson, Max Von Sydow
La trama
Tutti i componenti di un reparto della Cia vengono misteriosamente eliminati, tranne uno il cui nome in codice è "Condor". Con una personale e rischiosissima indagine, nella quale viene aiutato da una donna, l'agente scopre i loschi segreti che stanno dietro la mattanza.
Redford in uno dei ruoli che ne hanno imposto il mito. Pollack parte da un genere particolarmente spettacolare (il film di spionaggio) per abbozzare un discorso anche politico di vasta portata (l'individuo schiacciato dal Potere). Tensione drammatica, efficace complessità dei personaggi e gran senso dell'azione, fanno del film un classico degli anni Settanta.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 17/12/2010 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Pollack è morto e oramai bisogna rassegnarci, non assaporeremo mai più il suo gusto e il modo di fare cinema che aveva come dono. I suoi sono film spasmodici che riflettono su argomenti fittizzi del nostro cinema, ammalato e degredato a schiere dai soliti film erotici che non servono a un bel niente. Il suo è cinema puro, in grado di far capire i valori della vita salvando, in alcuni suoi film, il personaggio con una classe e una eleganza da vero cineasta che è stato. Secondo me aveva una grande potenzialità che mancava agli altri registi: sapeva fiutare il colpo dell'anno e, prontamente, scriveva una sceneggiatura con i suoi amici. Oltremodo tentava di entrare nel corpo di animali, piante e uomini e trovava un genere che mancava nel loro dizionario da tanto tempo. Lo spionaggio nel film in questione. Quest'ultimo narra dei tre giorni di un agente della CIA, Joe Turner, sfuggito per fortuna a un massacro avvenuto nell'ufficio dove lavorava, semplicemente perchè doveva andare a prendere un panino al suo capo. Tornato a lavoro scappa dalla scena del delitto e scopre successivamente che tutti i sei uomini che lavoravano con lui sono morti e lui è scampato al delitto per il motivo che ho accennato prima. Prende in ostaggio una ragazza, rapita poco prima in un negozio dopo che era uscita, che stava partendo per una vacanza e per lui si prospettano ore davvero difficili.
Il panino è la chiave di tutto. Salva l'uomo protagonista e quest'ultimo, successivamente, lo getta a terra e preferisce un suo "simile". Questo è l'elemento sfottente prevalente in tutti i film del grande regista statunitense. Mangiare, mangiare e (ri)mangiare liberando la propria arguzia e diffidenza su una semplice prostitua con poco fisico e abbastanza piatta.
L'amore già provato e riprovato aiuta a levarsi le idee dal cervello, mantenendo stabile il proprio pensiero di solitudine post-sesso, tralasciando le idee che proponi alla tua amata lasciandola, magari, anche in dolce attesa.
Solitudine e riscatto perenni e a vita, maciullate da un pensiero liberale e congiunti dal dissacrante pensiero di sopravvivvere. Perchè il suo è un delirio da tutti i punti di vista: da quello psicologico a quello di spia, fino ad arrivare al classico esperimento da strafottente che costa la vita a tante persone nella comunità di oggi.
Fino al classico serial killer in ascensore che non ti vuole uccidere perchè studia i comportamenti della gente malata, secondo lui, che non può vivere in una società pura. Ti pedina, gioca con te come se giocasse la finale di coppa del mondo a scacchi, dove tu sei la pedina e lui il re, supremo e avvincente fino all'inaspettata morte che, oltretutto, non avviene da nessuna delle due parti e così, dopo tanti tentativi, Pollack riesce a far congiungere il tutto alla figura dello spettatore che finalmente sa per chi parteggiare: per la società malata e non pura come pensa il killer, malato di mente fino al collo. ESPANDI +
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [38]
- leggi tutte le opinioni
5 marzo 2012 Opinione di alfatocoferolo su "I tre giorni del Condor"
Punto di riferimento del genere, ha tutti gli ingredienti necessari. Ottima tensione, ritmo alle stelle, complotti ovunque ed una trama che si svela al ritmo delle indagini del protagonista; contorta quanto basta per tenere viva l'attenzione dello spettatore ma non abbastanza da confonderlo. Dulcis in fundo una storia d'amore accennata con una bellissima e bravissima Faye Dunaway nel ruolo di malata della sindrome di Stoccolma. Ma del resto con un carnefice come Robert Redfod, difficile...
voto al film: 
21 gennaio 2012 Opinione di nickoftime su "I tre giorni del Condor"
Quando iniziano a girare “I tre giorni del condor” (1975) Robert Redford e Sidney Pollack si trovano probabilmente nel momento migliore delle loro rispettive carriere perché agli onori di un successo ottenuto con comunità d’intenti, da “Corvo rosso non avrai il mio scalpo” del 1972 a “Il grande Gatsby” del 1974, uniscono la visione di un cinema capace di mettere in discussione gli uomini e le loro storie, utilizzando gli strumenti dell’intrattenimento e ...
voto al film: 
9 settembre 2011 Opinione di renfield su "I tre giorni del Condor"
grande tensione lungo tutto il film, dovuta più a regia e all'interpretazione di robert redford più che alla trama in sé. di certo è uno di quei film che per essere capiti vanno visti con molta attenzione, o più di una volta, o entrambe le cose (meglio). mi è piaciuta un sacco l'atmosfera anni '70
voto al film: 
11 agosto 2011 Opinione di ultrapaz su "I tre giorni del Condor"
Un grande classico dei film di spionaggio con un mitico Robert Redford..tensione sempre palpabile, imprevedibilità e atmosferte pazzesche caratterizzano questa pellicola davvero molto bella e affascinante! Il discorso del sicario nel finale vale da solo una visione di questo film!!!
voto al film: 
11 marzo 2011 Opinione di Tarabas su "I tre giorni del Condor"
Ho visto il film con grandi aspettative, ampiamente deluse. La storia dell'impiegato della CIA che si trasforma, accidentalmente, in agente segreto a seguito di un misterioso complotto di una cupola di agenti deviati (o è la stessa Agenzia ad essere deviata?) è raccontata con efficacia ed interpretata bene da Redford. Ma la storia parallela con la Dunaway è del tutto inverosimile e la retorica complottarda su cui si basa il film, tipica del periodo, è...
voto al film: 
17 dicembre 2010 Opinione di stanley kubrick su "I tre giorni del Condor"
SPIONAGGIO QUALITATIVO AL SERVIZIO DI UN GRANDE REGISTA. Pollack è morto e oramai bisogna rassegnarci, non assaporeremo mai più il suo gusto e il modo di fare cinema che aveva come dono. I suoi sono film spasmodici che riflettono su argomenti fittizzi del nostro cinema, ammalato e degredato a schiere dai soliti film erotici che non servono a un bel niente. Il suo è cinema puro, in grado di far capire i valori della vita salvando, in alcuni suoi film, il personaggio con...
voto al film: 
25 settembre 2010 Opinione di wang yu su "I tre giorni del Condor"
L'atmosfera costantemente molto eccitante e il carisma degli attori principali lascia in secondo piano qualche inverosimilità.
voto al film: 
25 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "I tre giorni del Condor"
ultimamente mi sto' interessando a guardare pellicole a sfondo spionistico-noir-giallo e qualcuna di queste le trovo insipide altre molto buone. Quest'ultima fa parte di quelle buone,anzi direi proprio fatte con i contro fiocchi nel senso che ci troviamo dentro un bel pourpourri di spionaggio a tensione ottima con variabili molto importanti (la Cia,il mondo in generale,affari petroliferi),poi una vena sentimentale con la storiella d'amore fra i due protagonisti principali,anche se la stessa...
voto al film: 
30 luglio 2009 Opinione di Axeroth su "I tre giorni del Condor"
Un film bellissimo, una trama mozzafiato tratta da un romanzo, un Pollack alla regia molto bravo e un grandissimo Redford.
voto al film: 
27 marzo 2009 Opinione di Spielbergman su "I tre giorni del Condor"
Ci sono film che sono frammenti di epoche (non troppo) remote che sono diventati qualcosa di più che semplici classici, sono simboli di uno stile, di un modo di fare cinema, di un’altra Hollywood. “I Tre Giorni del Condor”, con la sua struttura pulp anni ’70 e la sua sceneggiatura ansiogena, che imprime nella memoria dello spettatore figure leggendarie come quelle di Von Sydow e Redford, è uno di quei film. Teso fra teorie del complotto, paranoia da Guerra Fredda e i romanzi di...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [38]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:



























