L'ultimo Apache (1954)
Con Burt Lancaster, Jean Peters, Charles Buchinsky, Ian McDonald
La trama
Nel 1886 le truppe americane del colonnello Beck sconfiggono definitivamente gli indiani di Geronimo, che verranno deportati in una riserva. Uno di loro, Massai, decide di continuare la lotta. Catturato, fugge e trova rifugio nella fattoria di un indiano cherokee che lo esorta a desistere. Denunciato dal rinnegato Hondo, Massai viene ripreso ma fugge di nuovo e con la sua compagna Nanline si rifugia sulle montagne, dove la donna darà alla luce un figlio.Aldrich avrebbe voluto un finale meno consolatorio: Hondo doveva sparare nella schiena a Massai nel momento in cui questo si voltava sentendo il pianto del figlio, ma esigenze produttive fecero andare le cose diversamente. Nascono comunque con questo film, il tipico eroe aldrichiano, e un filone di cinema più favorevole alle tematiche indiane.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 25/01/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Regia robusta, virtuosistica e scattante. L'attore Charles Buchinsky è C. Bronson. 7 1/2
5 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "L'ultimo Apache"
Altro bel film con uno degli attori classici del tempo.
voto al film: 
25 gennaio 2011 Opinione di kotrab su "L'ultimo Apache"
Terzo lungometraggio e primo western di R. Aldrich, Apache focalizza con equilibrio l'attenzione sulla decadenza di un popolo, il rapporto ambiguo con l'uomo bianco, la perdita delle radici e dell'orgoglio affogati nell'alcool. Da questa decadenza si staglia Massai (B. Lancaster), un eroe statuario, un guerriero selvaggio e idealista, capace di maltrattare brutalmente una donna (J. Peters), creduta traditrice, e poi di accudirla teneramente. Si tratta però di una guerra...
voto al film: 
5 marzo 2010 Opinione di ed wood su "L'ultimo Apache"
Non ho proprio senso definire "L'ultimo Apache" un western "filo-indiano". L'ideologia aldrich-iana, qui già pienamente dispiegata, è di estrema ambiguità: gli eroi di Aldrich sono fieri individualisti, ostili ad ogni forma di compromesso, tanto perseguitati dal Sistema quando feroci e terroristi, un po' come quelli di Milius e Cimino. Sono "anarchici di destra", per dirla con un paradosso. In questo post-western, le Indian Wars sono quasi terminate, Geronimo si è...
voto al film: 
27 febbraio 2010 Opinione di emmepi8 su "L'ultimo Apache"
Allora Lancaster per avere una sua autonomia ed una scelta più accurata produceva da solo molta parte dei suoi film e questo è un caso. La scelta di raccontare dalla parte, fino ad allora, avversa la storia degli indiani d'America, meritava anche la possibile edulcorazione dei ruoli, dato Lancaster fa la il ruolo di indiano; lo star system, allora più che mai aveva le proprie regole e quindi qualche compromesso ci doveva essere, l'importante è aver trovato...
voto al film: 
30 maggio 2009 Opinione di mr gimmick su "L'ultimo Apache"
Western dai toni nuovi: minor epica,mito;ma con uno studio efficace ed essenziale del conflitto razziale tra bianchi e indiani.Un film che non ha paura di insinuarsi tra le due società per determinarne le evidenti diversità (vedi piano sequenza della città agli occhi di Massai) che le separano inevitabilmente per sempre; anche se Massai sembra poi l'unico del suo popolo a capire che una convivenza sarebbe possibile.Finale appiccicato.Lancaster in gran forma. voto 8
voto al film: 
18 febbraio 2009 Opinione di chen kuan tai su "L'ultimo Apache"
per me è un discreto film western avventuroso dove primeggiano le doti atletiche di burt lancaster-ma la maggioranza lo considera un gran film
voto al film: 
4 dicembre 2008 Opinione di steveun su "L'ultimo Apache"
Un film dalla parte dei nativi americani del grande Aldrich con una interpretazione maiuscola di Lancaster.
voto al film: 
24 marzo 2007 Opinione di scapigliato su "L'ultimo Apache"
Uno dei primissimi film di Robert Aldrich, per non dire il suo primo vero film di una certa fattura e con una certa attenzione da parte di critica e pubblico. Forte della presenza di Burt Lancaster, che è anche co-produttore, il film ha un suo certo appeal, ma rimane ancora un’opera poco aldrichiana, come invece lo sarà in tutto il successivo “Vera Cruz”. Infatti “L’Ultimo Apache” è ancora ancorato ad una certa impostazione hollywoodiana classica che Aldrich poi perderà...
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