L'ultimo safari (1967)
Con Stewart Granger, Kaz Garas, Gabriella Licudi, Johnny Sekka
La trama
Un cacciatore con propositi di vendetta è sulle tracce dell'elefante che ha ucciso un suo amico. Rifiuta un ricco contratto con un milionario che, però, affascinato dall'uomo lo segue instancabilmente fino al safari della verità che si rivelerà il momento più importante nella vita di entrambi. Originale e avvincente film di Henry Hathaway, che punta sul valore esistenziale del rapporto uomo-natura e sull'eccentricità degli sviluppi narrativi.
L'opinione più votata
Di zombi scritta il 04/09/2011 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
4 settembre 2011 Opinione di zombi su "L'ultimo safari"
un continente bello e martoriato e utilizzato come squallida depandance dagli occidentali per i loro capricci di uomini e donne annoiati e abbiamo un vecchio cacciatore disgustato da tutto ciò. abbiamo un brillante e giovane uomo d'affari con la tipica arroganza di chi possiede un sacco di soldi e di chi, a suo dire nessuno è mai riuscito a dirgli di no. il vecchio cacciatore è stanco e slirato ed è intenzionato a ritirarsi, vendendo tutti i suoi cimeli, non prima...
voto al film: 
6 agosto 2011 Opinione di ethan su "L'ultimo safari"
Interessante variazione sul rapporto tra Occidente e Africa, in chiave di sfruttamento colonialista ma anche riflessione sulla tematica cacciatore-preda. Hathaway usa molto bene le splendide location a disposizione per narrare questa vicenda che ha il suo maggior pregio nell'evoluzione del rapporto tra il cacciatore di professione interpretato da Stewart Granger ed il milionario americano reso dallo sconosciuto Kaz Garas. L'unico neo sta nel personaggio femminile (Gabriella Licudi,...
voto al film: 
6 agosto 2011 Opinione di kkk su "L'ultimo safari"
avrei potuto scriverla io la prima recensione di sto film. um film che vidi ormai anni fa, ma che mi lasciò un retrogusto ambiguo.
voto al film: 
23 ottobre 2010 Opinione di emmepi8 su "L'ultimo safari"
Una storia molto interessante che però non ha avuto lo sbocco suo naturale di efficacia, per la scelta del cast e la povertà dei mezzi messi a disposizione. Il regista è un patito del genere e lo ha dimostrato altre volte e qui voleva prendersi una rivincita su un certo cinema catalogato, riuscendoci solo in parte però. John Gay ha fatto anche un'ottima sceneggiatura, ma il regista ha dovuto fare i conti con quello che aveva fra le mani, distribuendolo e...
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