Uno, due, tre! (1961)
Con James Cagney, Horst Buchholz, Pamela Tiffin, Liselotte Pulver
La trama
In piena Guerra Fredda, una corrosiva satira firmata Wilder.
Durante una vacanza a Berlino, Scarlett (Rossella nella versione italiana) - figlia del grande capo della Coca Cola - si innamora di Otto, un giovane della Germania Orientale. MacNamara, il dirigente locale della multinazionale, cerca dapprima di dissuadere la ragazza, poi di convertire lui - comunista ortodosso - alle “gioie” del capitalismo...
Nell’anno in cui nel cuore dell’ex capitale del Reich si apriva la ferita del Muro, Wilder gira un capolavoro di velocità, cattiveria e umorismo che non risparmia nessuno. James Cagney non è mai stato così cinico e non sbaglia un colpo. Il film è tratto da un atto unico di Ferenc Molnár.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 26/03/2011 - utile per 24 utenti
Voto al film: 
La trama è complessa perché ricalca le avventure, sempre in chiave farsesca e dal ritmo diabolico, sia della permanenza di due mesi (in preventivo due settimane) della figlia del capo americano di McNamara, Rossella (Pamela Tiffin), diciassettenne “svampita” che nel periodo di vacanza si sposa segretamente con un giovane “idealista” della Germania Est, Otto Piffl (Horst Bucholtz), sia dei rapporti commerciali con tre componenti russi, vere e proprie macchiette, sia del personale tedesco della ditta, che persevera, per abitudine durante il passato regime, in atteggiamenti di obbedienza cieca, pronta, assoluta nei confronti del capo. All’annuncio dell’arrivo dei genitori di Rossella, McNamara, con breve preavviso, riesce prima ad annullare le nozze, ma venuto a conoscenza dello stato di gravidanza di Rossella, a ripristinarle e trasformare in poche ore il selvatico Otto in un personaggio convinto (obbligatoriamente) a divenire il componente di una nobile famiglia tedesca e convertirlo al “piacere” di far parte della casta dei capitalisti. Complice la porta di Brandenburgo, passaggio di frontiera fra le due Germanie, che nel giugno ’61 è aperto liberamente al transito, ove i poliziotti della Germania Orientale sono “alcuni scortesi e sospettosi, gli altri invece sospettosi e scortesi ” Perfetta e movimentata la recitazione di Cagney, vero mattatore del film, che impersonifica il classico astuto, cinico, imbroglione, prepotente, senza scrupoli ne principi etici sempre pronto a “tamponare” gli imprevisti, sfruttando i convenzionali difetti attribuiti ad un americano della classe imprenditoriale. L’attore gioca con tempismo perfetto il suo ruolo, autorevolmente scaltro, nell’affrontare situazioni stracolme di difficoltà, previste od inattese (perfettamente doppiato da Nando Gazzolo). Fantastici i suoi rapporti ed i colloqui con la delegazione russa, con il giovane Otto, con il capo del personale, con la segretaria, con il suo autista.
Anche se la commedia per alcuni può apparire datata, mantiene viva invece tutta la sua carica di cattiveria. Forse è più godibile da coloro che hanno un’idea precisa della situazione di Berlino nel ’61 (in Agosto la frontiera fu ermeticamente chiusa e cominciò l’erezione del “muro”). Il divertimento è assicurato, sempre che si rinunci a preconcetti politici: fu considerato uno dei dieci miglior film americani per quell’anno ed, a mio avviso una delle migliori ed efficaci commedie di Wilder, oltre che la più divertente prestazione, in chiave umoristica, di Cagney. Voto 8,5
26 marzo 2011 Opinione di dedo su "Uno, due, tre!"
Sin dalla presentazione del film le note vibranti ed esaltanti della Danza delle spade di Khachaturian fanno intuire quale sarà il ritmo imposto da Billy Wilder in questa commedia, di cui è produttore, regista e, assieme a I.A.L. Diamond, sceneggiatore. Wilder, con tono corrosivo e con un ritmo forsennato, presenta un quadro di feroce, graffiante satira sia verso il comunismo sia verso il capitalismo, ironizzando anche sul comportamento dei tedeschi nell’immediato...
voto al film: 
15 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Uno, due, tre!"
VOTO 7,5 IRRIVERENTE Scatenato film wilderiano senza un attimo di tregua, grande prova di Cagney, ma anche di tutti gli altri attori. Satira al vetriolo del comunismo, del capitalismo, dell'efficenza tedesca, dei figli di papà e non solo, in una miniera di gag a dir poco irresistibili (il segretario nazista è geniale). Un film che non sbaglia un colpo e forse il difetto che non lo rende un capolavoro è che il ritmo corre troppo spedito anche utilizzando artifici...
voto al film: 
24 dicembre 2009 Opinione di Axeroth su "Uno, due, tre!"
C A P O L A V O R O! una commedia che è un terremoto d'allegria, ritmo e follìa!
voto al film: 
12 marzo 2009 Opinione di bradipo68 su "Uno, due, tre!"
Tra moglie e marito comunista mai mettere il capitalismo.Un Wilder al culmine della perfidia,questo che insieme al suo fido sceneggiatore trae da una piece teatrale un film talmente veloce e travolgente da far dimenticare che era stato concepito per essere rappresentato su palco.I tempi comici sono perfetti,James Cagney nonostante abbia impersonato anche fior di gangster è cattivo come non mai,ma di quella cattiveria buffa,burbera che fa ridere,la storia pur nella sua caoticità non è mai...
voto al film: 
26 gennaio 2009 Opinione di davide1971 su "Uno, due, tre!"
Una valanga di battute. Un ritmo forsennato. Una cattiveria senza fine. Wilder e Diamond hanno scritto un capolavoro superbo. Questo è cinema.
voto al film: 
27 giugno 2008 Opinione di teaestefano su "Uno, due, tre!"
Può essere certamente annoverato tra i capolavori di Wilder e della commedia in generale. E' un film velocissimo e ricchissimo di idee e di trovate, con dialoghi soppiettanti e frenetici, pieni zeppi di battute e allusioni che è difficile cogliere tutti ad una prima visione. Una scena o due di quest'opera, basterebbe agli svogliati e aridi sceneggiatori moderni ad imbastire svariati filmetti di quelli di oggi. Wilder, che non ha mai nascosto la polvere sotto il tappeto, fa a pezzi il...
voto al film: 
20 giugno 2008 Opinione di OGM su "Uno, due, tre!"
Magistrale commedia, infarcita di trovate originali, azzeccate e mai fuori posto, tutte perfettamente aderenti alla realtà ritratta. Il genio di Billy Wilder si manifesta, oltre che nella capacità di riprodurre efficacemente il contesto storico nel microcosmo familiare e lavorativo che circonda il protagonista, nell'abilità di ridicolizzare al massimo la situazione senza intaccarne la plausibilità e, soprattutto, mantenendo intatta la dignità di tutti i personaggi. Una commedia che, a...
voto al film: 
16 aprile 2008 Opinione di mm40 su "Uno, due, tre!"
Caotico, ma mai sconnesso, frizzante e sempre a tempo, il film è un piccolo capolavoro della commedia satirica. Forte è la critica sociopolitica, che, se non equidistante, per lo meno evita di glorificare l'America: battute al vetriolo sulla disoccupazione, sui debiti e sui presunti successi del capitalismo si susseguono inarrestabili. Satira in tempo quasi reale: nel 1961 si divide Berlino e pochi mesi dopo il film è già fuori: sdrammatizzare la guerra fredda non è mai stato compito...
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25 gennaio 2007 Opinione di Vegeta85 su "Uno, due, tre!"
Un Wilder al vetriolo. Parte un po' in sordina, ma poi la satira non risparmia nessuno. Russi (simpatico il trio di industriali che si invaghisce della bionda sexy), tedeschi, e soprattutto americani (pronti a tutto per fare carriera) non fanno una bella figura. Anche se il film non possiede il magico equilibrio e la sottigliezza di altri capolavori del regista, il ritmo nella seconda parte e travolgente, e la prova di James Cagney memorabile.
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