L'uomo che amava le donne (1977)
Con Charles Denner, Brigitte Fossey, Leslie Caron
La trama
Bertrand Morane, inappuntabile ingegnere di Montpellier, passa il suo tempo libero ad ammirare, cercare, inseguire le donne. Non è un dongiovanni, non è un viveur né uno psicopatico. Lo fa semplicemente perché con le donne si sente a suo agio e, soprattutto, si sente vivo. Un giorno, la vigilia di Natale del 1976, per seguire una donna, attraversa la strada e muore. La lunga teoria delle sue "vedove" sfila sulla sua tomba.
Nonostante la leggerezza del tocco, è un film pieno di senso di morte: più che a Lubitsch, fa pensare al film successivo di Truffaut, "La camera verde". Citazione da ricordare: "Le donne delle gambe sono i compassi che misurano il mondo".
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 2011-08-24 09:37:24 - utile per 28 utenti
Voto al film: 
Questa è la voce, fuori campo, di Genevieve (Brigitte Fossey), che pone l’incipit di questa scintillante opera di Truffaut, una delle più affascinanti e belle, venata di tristezza e di un’aura di morte, del regista dal tocco delicato e geniale, capace di attingere abbondantemente non solo dalla fantasia ma soprattutto alla sua esperienza di vita, sempre portato ad omaggiare il mondo femminile, la gioventù incompresa ed il cinema. E lo fa ricorrendo alla figura dell’ingegnere Bertrand Morane (Charles Denner), un distinto signore di mezza età che “dopo le 18 non lo vedrai mai in compagnia di un uomo”. Bertrand non è un bell’uomo, ma , come lo descrive una delle sua conquiste: “è di statura media, magro, bruno, faccia scavata, aspetto tenebroso, muove la testa come un uccello notturno, quando cammina per la strada ha l’aria assorta, a volte ha uno sguardo di un assassino””credo che sia difficile rifiutarti qualcosa". "Hai tutto un modo particolare di chiedere, come se ne andasse della tua vita”.
E’ ossessionato dalle gambe delle donne, specie se s’innalzano sopra una caviglia robusta. Trovandosi in una sala d’aspetto in aeroporto, piena di uomini d’affari con le loro valigette e gli abiti scuri, la sua fantasia ossessiva gli fa apparire una miriade di gambe femminili, attraenti, inguainate di calze di seta, pudicamente accavallate. Non riesce a vivere da solo, ha il bisogno assoluto di una compagnia femminile, avverte la indispensabile necessità di accompagnarsi ad una donna, dalla quale chiede quell’amore e quella considerazione che da giovane non ha ricevuto dalla madre, tiranna e piena di amanti, e contemporaneamente è disposto a dare il suo affetto, con dolcezza, alla pari, nel rispetto reciproco, senza prevaricazioni ed allo stesso tempo senza prendere impegni duraturi. “Niente è più bello da guardare di una donna con il vestito o la gonna ondeggianti al ritmo dei passi”. “la verità è che loro vogliono ciò che voglio io: l’amore, quello fisico e quello sentimentale”. Ma una delle sue donne precisa “credi di amare l’amore, ma non è vero. Tu ami l’idea dell’amore”. Pensa che d’inverno le donne vadano in ibernazione. ESPANDI +
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2011-08-24 09:37:24 Opinione di dedo su "L'uomo che amava le donne"
“Niente assomiglia ad un funerale più di un altro funerale. Eppure questo ha qualcosa di particolare: non si vede un uomo. Senza dubbio credo che Bertrand avrebbe apprezzato il proprio funerale……..Ecco il momento della verità. Dov’è adesso è ben piazzato per guardare un’ultima volta ciò che più apprezzava in noi. Mi ricordo una frase di Bertrand: “Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo...
voto al film: 
2010-06-14 08:08:17 Opinione di OGM su "L'uomo che amava le donne"
La biografia del cavaleur (donnaiolo) Bertrand Morane, più che un catalogo di conquiste femminili, è un’antologia di piccole storie avvolte nello stesso affascinante, quanto fondamentale, interrogativo. Le avventure sentimentali di quest’uomo, incessantemente desideroso perché eternamente inquieto, sono tante diverse formulazioni di un’unica, inscindibile, coppia di perché: perché l’amore nasce, e perché non...
voto al film: 
2010-05-21 20:50:37 Opinione di sasso67 su "L'uomo che amava le donne"
Avrebbe potuto essere uno stucchevole esercizio di stile – ed in alcuni momenti ne ha le caratteristiche – se Truffaut non avesse salvato il suo film con sapienti e sentite notazioni autobiografiche. Ne è un esempio l’inserzione, nel racconto, di episodi dell’infanzia del protagonista, quando la madre gli impediva qualsiasi attività e qualsiasi rumore, per cui il ragazzo si tuffava nella lettura dei libri. In questo modo, la storia di quest’uomo...
voto al film: 
2010-03-12 23:53:12 Opinione di almodovariana su "L'uomo che amava le donne"
La storia dell'ossessione del protagonista per le donne e per "la sconosciuta" che lo intrighi e che lo faccia sentire cacciatore. Ma anche la storia di un uomo che ha vissuto a modo proprio sfuggendo i legami tradizionali. Da un lato è troppo vigliacco per legarsi a una sola, dall'altro cerca di dare amore a tutte.
voto al film: 
2009-11-03 12:49:31 Opinione di hallorann su "L'uomo che amava le donne"
Francois Truffaut è senz’altro il miglior cineasta espresso dal cinema francese, scomparso troppo presto (nel 1984), ci ha lasciati in eredità una ventina di titoli da scoprire e riscoprire. Ex critico cinematografico molto conosciuto e apprezzato dei “Cahiers du Cinéma”, nel 1959 esordì con lo straordinario I 400 COLPI, autobiografico ritratto di un tredicenne incompreso e non amato dai genitori e dalle istituzioni scolastiche in fuga da loro e...
voto al film: 
2009-10-04 13:48:02 Opinione di bibo su "L'uomo che amava le donne"
Un insignificante e tetro omunculo completamente privo di senso dell'umorismo perseguita splendide donne ammorbandole con la sua vocetta forbita e viscida. Un tombeur de femme completamente svuotato di virilità e continuamente e morbosamente in cerca di relazioni femminine non per mera vanteria intrasessuale (non ha alcun amico uomo) ma semplicemente per compensare, e qui risiede forse l'orrore più grande, l'affetto insufficiente ricevuto dalla mamma. La scopo del...
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2009-04-14 15:12:50 Opinione di mm40 su "L'uomo che amava le donne"
Sarebbe semplicistico ridurre la storia di Bertrand Morane ad un piatto parallelismo con le vicende personali del regista, abbandonato in tenera età dal vero padre, da sempre affascinato dalle donne (ed in particolare dalle loro gambe, come spesso ricorda anche il protagonista del film), avventuroso di carattere eppure scrupoloso professionista sul set come Bertrand fra le mura della sua azienda. No, la degenerazione mentale - una vera fissa maniacale - di Bertrand è molto più che...
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2009-02-21 20:15:32 Opinione di sgubonius su "L'uomo che amava le donne"
Non certo il miglior film di Truffaut, però senza dubbio un bel film, inconfondibilmente nello stile del regista francese, sopratutto del tardo Truffaut, con quella miscela di amore e morte ma nella sospensione spensierata dell'umorismo di François. La trama è semplice, dal funerale di un uomo si risale alla sua vita da playboy, che ha raccontato in un libro, e tutto il film in doppio flashback (dal funerale al momento della scrittura del libro e dalla scrittura al momento dell'evento...
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2008-09-22 14:32:06 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "L'uomo che amava le donne"
Tutta l'ironia di Truffaut in questa commedia amara. Non c'è da ricercarsi un significato profondo nelle azioni di Bertrand, solo la spensieratezza di Truffaut nel ritrarre le relazioni tra uomo e donna. Tutti esagerati nei loro difetti, tutti i personaggi hanno uno scarso equilibrio che li rende adorabili. Truffaut conquista non con la profondità ma con il divertimento e con un certo realismo delle storie raccontate.
voto al film: 
2008-09-15 22:34:59 Opinione di LorCio su "L'uomo che amava le donne"
“Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia”. Per Bertrand Morand le donne sono un’ossessione. Le ama follemente, non può far a meno di loro. I motivi sono svariati, vuoi reconditi, vuoi carnali, vuoi necessari. Come in “Adele H.”, ma con toni più vivaci ed apparentemente brillanti, François Truffaut disegna un altro ritratto di un’ossessione amorosa, e si serve di Bertrand per...
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