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L'uomo che cadde sulla Terra (1976)

[The Man Who Fell to Earth, Gran Bretagna 1976, Fantascienza, durata 115']   Regia di Nicolas Roeg
Con David Bowie, Candy Clark, Rip Torn, Buck Henry, Bernie Casey



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'uomo che cadde sulla Terra: assente
Ritmo ritmo in L'uomo che cadde sulla Terra: presente
Impegno impegno in L'uomo che cadde sulla Terra: presente
Tensione tensione in L'uomo che cadde sulla Terra: presente
Erotismo erotismo in L'uomo che cadde sulla Terra: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'uomo che cadde sulla Terra

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'uomo che cadde sulla Terra (voti: 33 media: 3,67) 33

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La trama

Tom Newton, apparenza umana, in realtà è un alieno caduto sulla terra che diventa un magnate industriale. Al culmine della ricchezza viene tradito dal suo più fedele collaboratore che lo consegna al governo. Bella regia di Roeg e grande Bowie quando si toglie le lenti a contatto e rivela i suoi occhi da alieno. Da un romanzo di Walter Tevis, un film di fantascienza esistenziale molto anni '70 nello stile e nel pessimismo sociologico, con un grande e smarrito Bowie.  

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L'opinione più votata

Di spopola scritta il 18/12/2010 - utile per 30 utenti

Voto al film: voto buono

Il romanzo di Waler Tevis dal quale è tratto il film, denuncia con straordinario tempismo, tutto il marciume e l’ipocrisia razzista che un mondo corrotto e corruttibile come il nostro, può mostrare a chi venga da un “altrove” qualsiasi, ma può essere benissimo letto anche come un saggio che anticipa e illustra i conflitti e i problemi che emergono quando ci si deve confrontare con una “diversità” e soprattutto quanto sia davvero difficile farci i conti ed accettarla senza temerla ed avversarla.
In effetti, in quegli anni la fantascienza era spesso usata non solo per raccontare, esorcizzandole un poco, le nostre paure, ma anche per anticipare problematiche ancora embrionali indirizzate verso il sociale, e metterci in guardia contro i pericoli di un degrado ambientale che poteva alla lunga mettere in discussione la sopravvivenza della specie, senza una adeguata difesa conservativa  delle risorse naturali necessarie al mantenimento della vita (l’altro tema indirettamente presente nella storia).
E’ dunque un discorso importante ed ecologicamente corretto quello di Tevis, una specie di piccolo insegnamento “etico” (del resto è  atteggiamento tipico del genere fantascientifico “fare la morale”, quel tentare cioè  di chiarire – denunciandoli - i rischi a cui va incontro il reale, utilizzando esemplificazioni che, proprio al fine di essere più incisive, si sviluppano necessariamente sul versante del “catastrofico” ipotetico, come appunto nel caso un questione).
Il film ne riprende con fedeltà  le tematiche, ma più che amplificarle con l’efficacia esplicativa delle immagini, le rende dinamiche dotandole di un fascino ambiguo, dono “spontaneo” della presenza carismatica di David Bowie.
E David Bowie è davvero la chiave di volta di tutto il film, l’elemento “fondamentale” per caratterizzarlo davvero e rendere “credibile” ciò che racconta, e farlo diventare così più reale del vero (il film è del 1976, e siamo quindi ancora attigui come datazione alla folgorante esplosione delle ambiguità  straordinarie del glam rock, colorata corrente musicale della quale Bowie oltre che nome di punta,  fu anche pioniere e profeta con l’androginìa delle forme e gli atteggiamenti fortemente provocatori tendenti ad evidenziare una personalità quasi aliena: il suo Ziggy Stardust,disco basilare per la definizione della mitologia del “trasformismo” canoro/visivo della sua arte, è del 1972). E dunque, il suo corpo, la sua voce, le sue polivalenze sessuali, i suoi aforismi, i suoi amori, le sue stesse canzoni, fanno gioco  al film e lo fanno crescere e lievitare (oggi probabilmente questo rapporto empatico fra attore e personaggio si avverte un po’ meno, ha una minore presa emotiva, ma allora posso assicurarvi che fu determinante, costituì la base prioritaria per fare della pellicola quel piccolo cult osannato e venerato che è stato e per assicurargli un grande successo di incassi e di visibilità). ESPANDI +
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Opinioni su L'uomo che cadde sulla Terra


5 marzo 2012 Opinione di chribio1 su "L'uomo che cadde sulla Terra"
chribio1

Nel 1975 usci' un LP di un famosissimo artista Tedesco (paragonabile in Germania come fama al nostro Vasco Rossi),un certo Udo Lindenberg dal titolo "Galaxo Gang" che,come cover,ricalca leggermente certe fattezze di Alieni come in questa strana pellicola Inglese,comunque LP dell'artista Tedesco alla fine,usci' anche quella nel 1976,perche' finito di remixare nel mese prima dell'inizio del nuovo anno. Oltre questa piccola chicca,si vede che negli anni '70 il tema "Fantascienza" colorata ed un...

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)


13 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "L'uomo che cadde sulla Terra"
alfatocoferolo

Film imperfetto sotto parecchi punti di vista, eccessivamente lungo e con parecchie pause morte di troppo, esteticamente non impeccabile e con una colonna sonora disomogenea ed a tratti disturbante. Bowie è tagliato per il ruolo, la sua naturale sembianza androgina conferisce al personaggio un taglio molto vivo e caratteristico ed alcune scene sono di grande impatto (la rimozione dell'occhio artificiale è da antologia) mentre altre non sortiscono l'effetto desiderato ma è pur vero che...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)



24 agosto 2011 Opinione di toni60 su "L'uomo che cadde sulla Terra"
toni60

Del vero, grande cinema Roeg trasferisce una bellissima e complessa storia di fantascienza sullo scermo senza alcuna difficoltà L'interpretazione di un Bowie giovane e sensibile, dona sfumature che solo "Ziggy" poteva creare Un film praticamente perfetto: a voler trovare un limite, eccessivamente minimalista la presentazione del "mondo alieno" da cui parte Bowie, ma è un aspetto talmente minore rispetto ad una realizzazione così bella e ben realizzata, da poter essere...

voto al film: toni60 assegna il voto ottimo a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)


17 luglio 2011 Opinione di SaintlySinner su "L'uomo che cadde sulla Terra"
SaintlySinner

L'interpretazione di David Bowie, il fascino del suo personaggio e l'indimenticabile scena in cui si mostra per quello che è sono le cose che più mi hanno colpito del film. Un racconto solo in apparenza di fantascienza perchè fondamentalmente è una storia esistenziale e drammatica che trasmette un forte senso di solitudine. Molto bella la fotografia.

voto al film: SaintlySinner assegna il voto buono a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)

nessun commento
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17 giugno 2011 Opinione di Luke Vacant su "L'uomo che cadde sulla Terra"
Luke Vacant

L'unica pecca (che poi pecca non è mai) è la lunghezza. Ma per il resto un signor film, originale nella sua struttura narrativa e ricco di grande fascino. A comincare da Bowie perfettamente calato nella parte.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)


18 dicembre 2010 Opinione di spopola su "L'uomo che cadde sulla Terra"
spopola

Il romanzo di Waler Tevis dal quale è tratto il film, denuncia con straordinario tempismo, tutto il marciume e l’ipocrisia razzista che un mondo corrotto e corruttibile come il nostro, può mostrare a chi venga da un “altrove” qualsiasi, ma può essere benissimo letto anche come un saggio che anticipa e illustra i conflitti e i problemi che emergono quando ci si deve confrontare con una “diversità” e soprattutto quanto sia davvero...

voto al film: spopola assegna il voto buono a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)

8 commenti
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4 dicembre 2010 Opinione di hallorann su "L'uomo che cadde sulla Terra"
hallorann

Nel 1975 David Bowie era all’apice della sua carriera di musicista e cantante. Poco prima di trasferirsi a Berlino, per incidere la famosa trilogia “Low-Heroes-Lodger”, venne scelto dal regista inglese Nicholas Roeg per la parte dell’alieno in L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA dopo averlo visto nel documentario CRACKED ACTOR.  Thomas Jerome Newton arriva sulla terra da un pianeta imprecisato con sembianze umane, un passaporto inglese e nove brevetti...

voto al film: hallorann assegna il voto sufficiente a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)

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9 aprile 2010 Opinione di Gabriel Winter su "L'uomo che cadde sulla Terra"
Gabriel Winter

Meraviglioso . Trama complessa , ci vuole una altissimo livello culturale per capirne tutte le sfumatura..

voto al film: Gabriel Winter assegna il voto ottimo a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)



31 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "L'uomo che cadde sulla Terra"
mm40

Una bella interpretazione di Bowie (anche autore di alcuni brani della colonna sonora) per una regia immaginifica e 'musicale' (nervosa, ritmata) come quella di Roeg, già avvezzo a trattare una rockstar nel ruolo di protagonista (Sadismo, 1970, con Mick Jagger - e nel prossimo Il lenzuolo viola avrà a sua disposizione Art Garfunkel). Siamo in piena fantascienza, con tocco finale polemico, se si vuole misantropo, nel dipingere un'umanità insensibile alle necessità...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)

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28 luglio 2009 Opinione di rebis su "L'uomo che cadde sulla Terra"
rebis

Jerome Newton, imprenditore di origine aliena, scoprirà a sue spese le conseguenze della forza gravitazionale… Lo stile lisergico di Roeg, fatto di montaggi incrociati, ralenti e immagini subliminali - per quanto datato – fa faville su soggetti ad hoc. Qui restituisce le percezioni di un extraterrestre cui Bowie ha donato il suo corpo anodino e androgino. L’approccio alla fantascienza è adulto, con velleità sociali e psicologiche non proprio di prima...

voto al film: rebis assegna il voto buono a L'uomo che cadde sulla Terra (1976)

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