L'uomo che visse nel futuro (1960)
Con Rod Taylor, Alan Young, Yvette Mimieux, Whit Bissell
La trama
George è da sempre affascinato dal fattore "tempo" e dopo molti tentativi, è riuscito a mettere a punto un sofisticato marchingegno in grado di farlo viaggiare nel futuro. La sera del 31 dicembre 1899 si pone ai comandi della macchina e in un attimo si ritrova nel 1917. Ma il suo fantastico viaggio non si esaurisce con questa tappa. George visita infatti il 1940, il 1959 e il 1966. Poi, con un balzo prodigioso nel futuro, si ritrova addirittura nel 802.701...
Il romanzo di Herbert G. Wells da cui la pellicola è stata tratta ne esce un po' malconcio, ma gli effetti speciali (Oscar nel 1960) sono tuttora godibili.
L'opinione più votata
Di Neve Che Vola scritta il 18/04/2010 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Riprendo cose scritte cinque o sei anni fa...
Siamo in Inghilterra, il 5 Gennaio 1900. Lo scienziato George (Rod Taylor), invita a cena in casa sua gli amici scienziati, ma è in ritardo all'appuntamento. Questi si spazientiscono, ma ricevono dalla domestica un biglietto dello stesso scienziato, che li avverte di iniziare la cena senza di lui. Quando compare, è ridotto piuttosto male, e comincia a parlare agli amici dell'incontro avuto con loro cinque giorni prima, la notte di Capodanno, l'ultima del XIX secolo. Inizia qui il racconto vero e proprio, proprio la sera del 31 Dicembre 1899, quando tentò di illustrare la sua ultima trovata, la macchina del tempo.
Nessuno gli credette, e quando se ne andarono gli altri, George si mise alla guida della sua invenzione. A parte qualche "stazione" intermedia nel futuro più prossimo, arriva in un futuro davvero lontano, e trova che gli esseri umani sono ridotti allo stato quasi vegetativo di una vita passata lasciandosi vivere passivamente, senza alcuna iniziativa o desiderio. Questo è il popolo chiamato "Eloi", che funge come cibo per i "Morlock", il popolo che vive sottoterra. Fra gli Eloi conosce Weena (Yvette Mimieux), e se ne innamora. Tutto fra gli Eloi testimonia di una completa indifferenza per tutto ciò in cui George ha sempre creduto, i libri delle biblioteche cadono in pezzi, nessuno sa leggere. Ed ogni tanto qualcuno degli Eloi deve andare dai Morlock, per non fare mai più ritorno.......
Un capolavoro del cinema di fantascienza.
In certo qual modo, la struttura è simile a quella de L'esperimento del dottor K., non per il contenuto del racconto in sè stesso, ma per la coesistenza di due temi simultanei che si incrociano. Il film è tratto dal famoso romanzo di H.G.Wells, uno scrittore che poneva spesso la ricerca dell'identità al posto d'onore nei suoi libri. Ne "L'uomo invisibile" il protagonista è un giovane divorato dalla propria disperazione, nessuno lo vede, eppure ha inventato il modo di essere invisibili.
Mi sembra molto chiaro come in queste storie esista un forte conflitto fra l'io sociale e l'io esistenziale.
Quando George tenta di farsi credere riguardo alla sua scoperta, viene deriso, non lo si vuole riconoscere per il valente scienziato che è. Per un artista, per uno scienziato, questo mancato riconoscimento è quasi sempre fonte di disperazione senza fine.
Goethe diceva
"Solo quando canto la vita torna ad esser vita".
Spesso artisti e scienziati vedono più in là degli esseri umani ordinari, e proprio per questo incontrano enormi difficoltà ad uscire dal loro isolamento. Essere riconosciuti come artisti o scienziati è per loro una questione di vita o di morte, disconoscerli significa condannarli a sofferenze senza fine. Se per esempio un macellaio non viene riconosciuto come tale, e le persone badano poco alla sua identità di macellaio, solitamente non ne risente troppo, perchè è grande la discrepanza fra il suo io sociale e quello esistenziale (probabilmente poco gli importa del suo lavoro se non ai fini del proprio sostentamento). ESPANDI +
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25 novembre 2011 Opinione di Tarabas su "L'uomo che visse nel futuro"
Un inventore scopre il viaggio nel tempo e raggiunge un futuro lontanissimo, in cui le guerre hanno quasi distrutto l'umanità, divisa tra schiavi trattati come bambini e mostri cannibali che li allevano come carne da macello. Classico della fantascienza tratto da un famosissimo racconto, soffre della pesante sovrastruttura ideologica del libro di Wells, socialista umanitario convinto della necessità pedagogica della letteratura e dell'inevitabilità del progresso umano. Oggi...
voto al film: 
16 agosto 2011 Opinione di wyxyx su "L'uomo che visse nel futuro"
Come non ammettere che semplicemente segna l'alba di un'intero filone sui films sui viaggi nel tempo. Malinconico e lungimirante con una bellissima Yvette Mimieux.
voto al film: 
18 aprile 2010 Opinione di Neve Che Vola su "L'uomo che visse nel futuro"
Riprendo cose scritte cinque o sei anni fa... Siamo in Inghilterra, il 5 Gennaio 1900. Lo scienziato George (Rod Taylor), invita a cena in casa sua gli amici scienziati, ma è in ritardo all'appuntamento. Questi si spazientiscono, ma ricevono dalla domestica un biglietto dello stesso scienziato, che li avverte di iniziare la cena senza di lui. Quando compare, è ridotto piuttosto male, e comincia a parlare agli amici dell'incontro avuto con loro cinque giorni prima, la ...
voto al film: 
22 novembre 2009 Opinione di fornarolo su "L'uomo che visse nel futuro"
Abbastanza piacevole e ricco di effetti, che oggi appaiono fatalmente ingenui. Senza un briciolo di profondità.
voto al film: 
19 giugno 2009 Opinione di PP su "L'uomo che visse nel futuro"
Voto 5. Idea divertente e piacevole, ma film datatissimo che dimostra il doppio dei suoi anni. Non solo per gli effetti speciali che oggi fanno sorridere, ma anche per una certa eccessiva semplificazione del girato, che lascia una sensazione di artigianato d’epoca. Anche il messaggio di positivismo razionale oggi è un po’ stantio. [14.06.2009]
voto al film: 
25 maggio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "L'uomo che visse nel futuro"
Le parole di certi libri sono capaci di suscitare un’infinità di immagini; talmente tante e talmente variegate che la pellicola non riuscirà mai a riprodurle tutte nel tempo di un solo film. In questi casi una trasposizione cinematografica non potrà mai risultare valida come la relativa matrice letteraria; è il caso in cui, come si dice, “il libro è superiore al film”. Qui c’è perfino di mezzo un classico intramontabile, quindi bisogna andarci cauti. Pal sembra rendersi conto...
voto al film: 
4 maggio 2009 Opinione di emmepi8 su "L'uomo che visse nel futuro"
I films di Pal sono sempre divertenti nel loro genere qui siamo pienamente nel suo genere. Sceneggiatura semplice, che forse semplica al massimo il romanzo di Wells, ma che rientra nei disegni del regista, senza troppe complicazioni intellettuali. Forse oggi l'Oscar per gli effetti speciali fa un po' sorridere, ma nella loro semplicità sono godibili.
voto al film: 
21 settembre 2008 Opinione di teaestefano su "L'uomo che visse nel futuro"
Bello e coinvolgente, per nulla datato.
voto al film: 
16 settembre 2008 Opinione di Guidobaldo Maria Riccardelli su "L'uomo che visse nel futuro"
Un classico della fantascienza, ottimamente girato, forte di una trama interessante e ben congegnata. La tematica del viaggio nel tempo qui si rivela nella visione più cara al genere: l'esplorazione del futuro come ricerca dell'eden. Numerose intuizioni sceniche ed un finale intelligentemente architettato completano il quadro di un film che si gusta volentieri. Godibile.
voto al film: 
9 settembre 2008 Opinione di dakilove su "L'uomo che visse nel futuro"
Fil ancora molto gradevole..che però sente il peso degli anni..considerando i film di fantascienza di oggi...ottima regia e un buon cast...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [3]
- positive [16]
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