L'uomo dalla croce (1943)
Con Alberto Tavazzi, Roswita Schmidt, Attilio Dottesio
La trama
Nell'estate del 1942 un cappellano al seguito dell'esercito italiano in Russia decide di restare accanto a un ferito intrasportabile anche quando il resto del reparto riceve l'ordine di spostarsi. I due vengono fatti prigionieri.Roberto Rossellini gira il film a Ladispoli con attori non professionisti. La questione è tutt'ora aperta: film di propaganda o impressionante preludio al neorealismo? Probabilmente, tutt'e due.
L'opinione più recente
Di michel scritta il 2011-11-03 22:55:10
Voto al film: 
2011-11-03 22:55:10 Opinione di michel su "L'uomo dalla croce"
Odore di battaglia, metallo urlante, grida di comando ... il maestrino sorridente elargisce saggezza "Chi ha lasciato la finestra aperta?" Troppo tardi: una schietta, non chiamata, sibilante pallottola pone fine alla lezione.
voto al film: 
2010-01-15 20:59:58 Opinione di mm40 su "L'uomo dalla croce"
Esplicitamente girato come lavoro di propaganda fascista, quest'Uomo dalla croce si ispira alla figura di don Reginaldo Giuliani ed è ambientato - sia pure mettendo in scena una storia di fantasia - durante il contemporaneo conflitto, mirando soprattutto a celebrare l'ardito eroismo e l'ineguagliabile abnegazione che dominano gli spiriti delle italiche truppe. Una polpetta non facile a digerirsi, insomma; per lo meno dura solo un'ora e un quarto. E' il terzo film di Rossellini e, bene...
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