L'uomo dalla croce (1943)
Con Alberto Tavazzi, Roswita Schmidt, Attilio Dottesio
La trama
Nell'estate del 1942 un cappellano al seguito dell'esercito italiano in Russia decide di restare accanto a un ferito intrasportabile anche quando il resto del reparto riceve l'ordine di spostarsi. I due vengono fatti prigionieri.Roberto Rossellini gira il film a Ladispoli con attori non professionisti. La questione è tutt'ora aperta: film di propaganda o impressionante preludio al neorealismo? Probabilmente, tutt'e due.
L'opinione più recente
Di michel scritta il 03/11/2011
Voto al film: 
3 novembre 2011 Opinione di michel su "L'uomo dalla croce"
Odore di battaglia, metallo urlante, grida di comando ... il maestrino sorridente elargisce saggezza "Chi ha lasciato la finestra aperta?" Troppo tardi: una schietta, non chiamata, sibilante pallottola pone fine alla lezione.
voto al film: 
15 gennaio 2010 Opinione di mm40 su "L'uomo dalla croce"
Esplicitamente girato come lavoro di propaganda fascista, quest'Uomo dalla croce si ispira alla figura di don Reginaldo Giuliani ed è ambientato - sia pure mettendo in scena una storia di fantasia - durante il contemporaneo conflitto, mirando soprattutto a celebrare l'ardito eroismo e l'ineguagliabile abnegazione che dominano gli spiriti delle italiche truppe. Una polpetta non facile a digerirsi, insomma; per lo meno dura solo un'ora e un quarto. E' il terzo film di Rossellini e, bene...
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