L'urlo della città (1948)
Con Victor Mature, Richard Conte, Shelley Winter
La trama
Martino Roma, dopo una sparatoria durante la quale ha ucciso un poliziotto, viene avvicinato in ospedale da un avvocato che vorrebbe fargli confessare un furto che non ha commesso. Martino fugge, uccide l'avvocato e cerca di ricongiungersi alla fidanzata ma il tenente Candella, suo amico d'infanzia, lo trova ed è costretto a ucciderlo. Si tratta di un ottimo esempio di film noir, dovuto allo specialista Siodmak. In questo caso la mistura di realismo e di elementi che si rifanno alla psicoanalisi dona al lavoro una profondità non comune.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 08/01/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
8 gennaio 2011 Opinione di OGM su "L'urlo della città"
Un noir graziosamente affacciato su un cuore rubato al neorealismo nostrano. Alle indagini del tenente Candella fa da guanciale la semplice e calda accoglienza di una casa di immigrati italiani, che di cognome fanno Rome, e vivono in un appartamento odorante di minestrone (pronunciato all’americana, con la i finale). Siodmak visita idealmente il colore del nostro Paese con la deferenza, un po’ ingenua, ma sinceramente appassionata, del turista d’oltreoceano. Il...
voto al film: 
9 luglio 2010 Opinione di Baliverna su "L'urlo della città"
CONTIENE ANTICIPAZIONI - Grande noir, duro e puro, sicuramente troppo poco noto. Ancora una volta il criminale è un cocco di mamma, che pure non sarebbe una sbandata, anzi, ma viziandolo ha tirato su un uomo che non sa contenere i propri impulsi. La sua giustificazione, quella del grande Richard Conte, è sempre quella: ho dovuto farlo, ho dovuto ucciderlo, e così scivola da crimine in crimine, dal furto all'omicidio, fino a toccare il fondo dell'abisso. Si può...
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