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Il Vangelo secondo Matteo (1964)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il Vangelo secondo Matteo: assente
Ritmo ritmo in Il Vangelo secondo Matteo: presente
Impegno impegno in Il Vangelo secondo Matteo: molto forte
Tensione tensione in Il Vangelo secondo Matteo: forte
Erotismo erotismo in Il Vangelo secondo Matteo: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Il Vangelo secondo Matteo

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Il Vangelo secondo Matteo (voti: 71 media: 3,93) 71

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La trama

Il film ripercorre i momenti salienti del Vangelo: l'annunciazione, i Magi, la fuga in Egitto, la strage degli Innocenti, Gesù nel deserto, la guarigione del lebbroso, il discorso della montagna, la morte del Battista, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, l'ingresso in Gerusalemme, la passione, la resurrezione.  

In anni dominati dall'iconografia cinematografica hollywoodiana e dalle sue ricostruzioni bibliche spettacolari, Pasolini impose questo film straordinario per fedeltà letterale al Vangelo, interpretato da attori non professionisti, girato a Matera e altrove, con una colonna sonora raffinatoissima elaborata insieme a Morricone e un uso della camera sospeso tra rapidità documentaristica e distanza monumentale. Gran premio della giuria a Venezia.

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L'opinione più votata

Di spopola scritta il 02/01/2011 - utile per 35 utenti

Voto al film: voto ottimo

Ho fatto un film epico-lirico in chiave nazional-popolare, in senso gramsciano.  Ho potuto fare il Vangelo così come l’ho fatto proprio perchè non sono cattolico, nel senso restrittivo e condizionante della parola: non ho cioè verso il Vangelo né le inibizioni di un cattolico praticante (inibizioni come scrupolo, come terrore della mancanza di rispetto) né le inibizioni di un cattolico inconscio (che teme il cattolicesimo […] come una ricaduta della condizione conformistica e borghese da lui superata attraverso il marxismo). Così raccontava la sua opera Pier Paolo Pasolini all’indomani della presentazione abbastanza contrastata alla Mostra di Venezia del 1964 (Gran premio della giuria  e sputi dei fascisti in sala).
Indubbiamente è una pellicola importante e fondamentale che rappresenta un po’ la “summa” inevitabile e necessaria  di tutte le esperienze fatte fino a quel momento dal regista in quello che può essere considerato a tutti gli effetti il suo primo periodo cinematografico (inauguratosi magnificamente con Accattone),  e sigla per questo anche la chiusura di un ciclo ormai davvero e definitivamente concluso. Credo però che intenda anche essere una sfida e una “provocazione” per rispondere  “a suo modo”, alle critiche e agli attacchi ideologici e censori che aveva dovuto subire con inusitata violenza in quegli anni.
Non dimentichiamoci infatti che questo Vangelo profondamente religioso, ma tutt’altro che metafisico, viene immediatamente dopo La ricotta (episodio di Ro.Go.Pa.G. – Laviamoci il cervello) che raccontava un’altra passione,  quella del sottoproletario Stracci,  per la quale fu portato addirittura in tribunale (e condannato in prima istanza) con l’infamante accusa del tutto gratuita di “vilipendio della religione”, miopia palese di chi non aveva voluto leggere e capire la sottesa, profonda “umanità” dell’assunto (la salvezza affidata soltanto alla “purezza”, che era tema centrale anche di Accattone) di questa acuta e dolente riflessione in chiave “cristiano-marxista” tutt’altro che blasfema, dove la noia del regista (interpretato dal “vero” Orson Welles intento a dirigere una stanca troupe cinematografica per portare a termine una superproduzione in costume sulla morte di Cristo), la vacuità delle domande dell’intervistatore proteso in ogni modo a ricavare un senso dall’attività “creativa”, venivano  fustigate e contrapposte alla vitalità di un sottoproletario come Stracci - che non ha caso morirà poi quasi dimenticato sulla croce - intento soltanto a soddisfare il bisogno elementare della fame.
E’ pur vero che nei gradi successivi arrivò l’assoluzione,  ma questo non riuscì a ristabilire gli equilibri, né tantomeno a calmare gli animi, anzi fu una decisione che suscitò scalpore e pareri violentemente discordanti, contribuendo semmai ancor di più ad esacerbare gli animi e a consolidare nei suoi confronti l’ostilità del conformismo bigotto e delle recrudescenze fasciste che si respiravano già intorno. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il Vangelo secondo Matteo


29 dicembre 2011 Opinione di ginolollo su "Il Vangelo secondo Matteo"
ginolollo

Che noia, il modo approssimativo e popolare con cui viene trattata la gloriosa immagine del Cristo e francamente di dubbio gusto... quanta povertà di idee e peggio ancora nelle scenografie... inguardabile. Forse chi osanna un film tanto triste e offensivo dovrebbe guardare il Gesù di Zeffireli, vero capolavoro del cinema tutto.

voto al film: ginolollo assegna il voto pessimo a Il Vangelo secondo Matteo (1964)


2 gennaio 2011 Opinione di spopola su "Il Vangelo secondo Matteo"
spopola

Ho fatto un film epico-lirico in chiave nazional-popolare, in senso gramsciano.  Ho potuto fare il Vangelo così come l’ho fatto proprio perchè non sono cattolico, nel senso restrittivo e condizionante della parola: non ho cioè verso il Vangelo né le inibizioni di un cattolico praticante (inibizioni come scrupolo, come terrore della mancanza di rispetto) né le inibizioni di un cattolico inconscio (che teme il cattolicesimo […] come una...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

9 commenti
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26 dicembre 2010 Opinione di agathe67 su "Il Vangelo secondo Matteo"
agathe67

un ragazzo di appena 19 anni giunto dalla Spagna catalana a Roma incontra l'intellettuale Pier Paolo Pasolini x cercare sostegno alla lotta sindacalista contro il regime franchista in Spagna...Pier Paolo lo ascolta, ma poi gli chiede un favore: di interpretare il Cristo in un film che sta preparando dal vangelo secondo san matteo...al ragazzo questa sembra una richiesta quasi blasfema, ma alla fine accetta, convinto anche da Elsa Morante; racconta Ninetto Davoli che quando chiuse la porta...

voto al film: agathe67 assegna il voto ottimo a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

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4 maggio 2010 Opinione di Florian Klose su "Il Vangelo secondo Matteo"
Florian Klose

8,5/10: una parte dell'accompagnamento musicale mi ha fatto pensare ai Portishead. La colonna sonora è la cosa che mi è rimasta di più impressa: completa il film, segue proprio gli attori come un'ombra (meglio tuttavia il gospel del bach, non so perchè ma gli spot me l'hanno reso un filino indigesto). Stranamente, ma neanche troppo, mi è sembrato davvero ben fatto anche il doppiaggio di Salerno, che pure si presentava con un biglietto da visita un po'...

voto al film: Florian Klose assegna il voto buono a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

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8 aprile 2010 Opinione di Baliverna su "Il Vangelo secondo Matteo"
Baliverna

E' sicuramente il miglior film su Gesù mai girato, per di più in assoluta fedeltà al testo evangelico. E' semplice, scarno, emozionante, lirico, intenso. Trovo fuori luogo le letture che vorrebbero una rivisitazione della figura di Cristo da parte di Pasolini, quasi una rifondazione della Sua icona per spogliarlo dalla deformazione che sarebbe stata operata dalla Chiesa. Pasolini avrebbe presentato il Gesù delle origini, poco rivolto verso il cielo e molto verso...

voto al film: Baliverna assegna il voto ottimo a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

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3 marzo 2010 Opinione di Andrea Vincenti su "Il Vangelo secondo Matteo"
Andrea Vincenti

che minchiata ..

voto al film: Andrea Vincenti assegna il voto pessimo a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

6 commenti


30 dicembre 2009 Opinione di CristinaG su "Il Vangelo secondo Matteo"
CristinaG

Questo Gesù dell'ateo Pasolini appare molto più fedele al Vangelo di Gesù del cattolicissimo Zeffirelli. Bella la scelta di attori non professionisti, tra cui Natalia Ginzburg, nel ruolo di Maria di Betania, e la madre del regista Susanna, nel ruolo della Madonna.

voto al film: CristinaG assegna il voto buono a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

2 commenti

27 dicembre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Il Vangelo secondo Matteo"
Utente rimosso (signor joshua)

Cosa serve per raccontare la più grande storia mai raccontata? Semplice: un magnifico testo di partenza, un pugno di attori sconosciuti, delle modeste scenografie, la colonna sonora di due divinità della musica classica, e la regia di un genio. Ciò che ne viene fuori è un racconto sacro, anzi il più sacro, messo in scena da un profano condannato all'Inferno sia dalla Chiesa che da coloro che totalmente si astraggono dal pensiero religioso, e non si fatica a...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto ottimo a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

3 commenti
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22 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Il Vangelo secondo Matteo"
mm40

E' un piccolo gioiellino. Un film che riprende in maniera sostanzialmente fedele il Vangelo di Matteo è un'idea ambiziosa e colossale; Pasolini, manco a dirlo, sembra riuscire a metterla in atto con una facilità ed una naturalità sconfortanti. Quasi un documentario, un documentario sulla vita di Gesù Cristo. Affascinante e per tantissimi motivi: gli attori sono principianti, ma efficaci (e testimoniano ancora una volta le grandi capacità di Pasolini...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

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12 luglio 2009 Opinione di jonas su "Il Vangelo secondo Matteo"
jonas

Trasposizione fedele del Vangelo di Matteo (cioè, non a caso, di quello che allora veniva ritenuto il più aderente al messaggio originario, lontano dalle costruzione teologiche di Giovanni), dall’annunciazione alla resurrezione. In un certo senso Pasolini compie un’operazione opposta a quella dei primi due film: non trasferisce forzatamente elementi cristologici nel mondo dei sottoproletari della periferia romana, ma introduce i suddetti sottoproletari fra le pagine...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Il Vangelo secondo Matteo (1964)

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