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Vertigine (1944)

[Laura, USA 1944, Thriller, durata 88', b/n]   Regia di Otto Preminger
Con Gene Tierney, Dana Andrews, Clifton Webb, Vincent Price



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Vertigine: minimo
Ritmo ritmo in Vertigine: presente
Impegno impegno in Vertigine: assente
Tensione tensione in Vertigine: forte
Erotismo erotismo in Vertigine: forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Vertigine

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Vertigine (voti: 38 media: 3,97) 38

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La trama

Intorno a una donna, che tutti credono morta, arde la passione di tre uomini.

Laura, protetta da uno scrittore di successo, è entrata a far parte del gran mondo. Quando si innamora di un playboy da quattro soldi, la gelosia del suo pigmalione è immensa. Viene ritrovato il corpo di una donna con il volto sfigurato: è Laura? Il poliziotto che indaga si innamora a sua volta della defunta, soltanto guardandone il ritratto. Improvvisamente Laura ricompare... Capolavoro assoluto del film noir, sotto la sua suprema eleganza fa scorrere il fuoco della passione più inconfessabile, che solo i fantasmi possono suscitare. Gene Tierney è splendida e si conquista di diritto un posto privilegiato nell'immaginario maschile contemporaneo. Oscar alla fotografia, celebre la canzone "Laura di Mercer e Raskin. 

L'opinione più votata

Di Mr.Klein scritta il 05/02/2008 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

E’ lecito pensare che Vertigine non sia il più bello,il più avvincente,il più affascinante o riuscito noir degli anni ’40 ma,poiché dietro la macchina da presa c’è Otto Preminger,una definizione gli si può attagliare:è il più insidioso. Preminger,che non è Lang o Billy Wilder o John Huston,ha composto un’opera che,nonostante sia stata realizzata negli anni in cui il noir,con il melò,era il genere principe del cinema americano,sembra un canto del cigno,una morte di cui nessuno si accorge in tempo. Le caratteristiche peculiari del noir che costituiscono la spina dorsale del genere sono riprese tutte nella loro debolezza e,mentre quasi tutti gli altri titoli celebri presentano una labirinto in cui inseguirsi e in cui è facile perdersi,Vertigine appare più severamente come una lunga strada dritta in cui i personaggi sono prima o poi obbligati ad incontrarsi. Potremmo dire che il tono estremamente pacato riveli una mancanza di muscolatura,una stanchezza,una disillusione che sembra accaduta prima che la vicenda si sviluppasse,il vero mistero del film di cui non sapremo niente. Forse espresso in questo modo può sembrare che non meriti di essere visto:in realtà,se non un serie di pregi,quello elencato è un tentativo di convincere a vederlo rinunciando alle aspettative che sempre accompagnano questo tipo di film,perché Preminger,ancora una volta,ha realizzato il suo personale percorso di rinuncia a soddisfare il pubblico. Non è un difetto,ma bisogna rendersene conto per non sentire il bisogno di abbandonare la visione. Questo fa di Vertigine uno spettacolo privo di sangue,in cui la ragnatele sono diventati tessuti preziosi e di cui ci stupiamo perché non si può parteggiare per nessun personaggio,né che lo si ami,né che lo si detesti:nell’accezione meno pungente del termine,nessuno di loro ha molto da raccontare,e questo forse a Precinger sembrava la fonte di maggior divertimento:potremmo dire che tutti esprimono la banalità del male come pure quella del bene. Nei personaggi di Clifton Webb come in quello di Dana Andrews l’ossessione perde quasi subito,almeno ai nostri occhi,la connotazione di malattia,di sbilanciamento onirico verso una passione non terrena,per acquistare,nel primo caso,la forma della presuntuosa,astiosa gelosia di un pigmalione senza la virilità del possesso nei confronti dell’opera perfetta,non una materia creata da sé ma una persona che si vorrebbe inavvicinabile,negandole una vita,un’intelligenza esclusiva,facendone un proprio doppio più innocente,ma di cui non si prevede né si accetta il coraggio del desiderio;nel secondo invece,anche quando Mark si sente per un attimo scosso dall’inquietudine di non poter vivere il sentimento che sente crescere,ritorna esprimibile,affrontabile la possibilità di attrarre a sé Laura secondo la semplicità dichiarabile dell’amore. Anche l’umorismo che in altri film di Preminger guadagna affondi più consistenti,qui sembra essere disseminato con una forma più sbrigativa,più indolente,in grado produrre la malinconia che segue a una risata a denti stretti piuttosto che una pausa con cui tirare il fiato. Difficile dire quanto c’importi sapere chi sia stato ad assassinare chi,perché Vertigine contiene l’accidia che ci coglie quando una sbronza non ci ha tolto completamente la lucidità,mostra senza spiegarla una passione raffreddata,attraente come un delitto,e si perde come il racconto che un uomo solo fa a sé stesso per sentire comunque una compagnia.
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SI

Opinioni su Vertigine


8 dicembre 2011 Opinione di chribio1 su "Vertigine"
chribio1

Purtroppo come film non mi ha per nulla emozionato:dopo 30' ero gia' quasi assopito dal lento caracollare della storia,ma gia' sapevo che era una trama d'intrecci amorosi, pero' quanta melensita' e tristezza nei vari contorni esistenziali della protagonista. Poi,andando alla fine della storia,effettivamente avevo gia' assai capito chi poteva essere il colpevole ed infatti me lo sono proprio trovato davanti,quindi la pellicola in se' non mi ha affatto convinto con nessuna parte geniale o...

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Vertigine (1944)

4 commenti

9 marzo 2010 Opinione di luca826 su "Vertigine"
luca826

VOTO 8+ MORBOSO Noir eccezionale, per stile, per perversioni, per sceneggiatura (la comparsa di Laura fa ripartire praticamente il film da capo) e per gli interpreti. Preminger ha il coraggio di concentrare tutta l'opera sul personaggio della Tierney (bella come sempre), accettuando il carattere morboso della vicenda; lei è troppo bella, tutti la desiderano, lo stesso spettatore, sapendo che è morta all'inizio del film è a dir poco disperato. Ma disperato e stanco...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Vertigine (1944)



21 settembre 2009 Opinione di carlos brigante su "Vertigine"
carlos brigante

"Vertigine" non è il prototipo del noir in senso stretto. Il film, a mio avviso, può essere diviso in due parti. Nella prima sono più evidenti le connotazioni da film poliziesco e da giallo. Il marciume dell'ambiente circostante, il senso di torbido, sono tenuti alla larga da un bianco e nero "alla luce del sole"; e l'atmosfera è solcata da un sottile senso di humor. Nella seconda parte, invece, l'ambiguità e la morbosità prendono il sopravvento; la...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Vertigine (1944)

3 commenti
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2 settembre 2009 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "Vertigine"
Grace Margaret Mulligan

Non ci sono altri aggettivi per descrivere Vertigine se non erotico. Grande noir del periodo d'oro hollywoodiano, dark, nero nel senso più completo del termine. Il titolo italiano, più di quello americano, descrive il sentimento portante del film. Una vertigine dal sapore sensuale ma anche terribilmente drammatico. La tensione sale fino a livelli insostenibili del finale. Gene Tierney da mozzare il fiato, stupemda.

voto al film: Grace Margaret Mulligan assegna il voto buono a Vertigine (1944)



13 luglio 2009 Opinione di Estonia su "Vertigine"
Estonia

Congegnato in modo impeccabile ed elegante, un noir classico in cui l’ambiguità delle relazioni tra i personaggi rende l’atmosfera ancora più carica di mistero. Clifton Webb dà vita al personaggio più interessante: colto, cinico e raffinato, in realtà nasconde dietro una maschera di brillante conversatore e arguzia la sua gelosa quanto frustrata volontà di possesso nei confronti di Laura. Ma il suo interesse per lei ha più a che...

voto al film: Estonia assegna il voto buono a Vertigine (1944)

nessun commento
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5 febbraio 2008 Opinione di Mr.Klein su "Vertigine"
Mr.Klein

E’ lecito pensare che Vertigine non sia il più bello,il più avvincente,il più affascinante o riuscito noir degli anni ’40 ma,poiché dietro la macchina da presa c’è Otto Preminger,una definizione gli si può attagliare:è il più insidioso. Preminger,che non è Lang o Billy Wilder o John Huston,ha composto un’opera che,nonostante sia stata realizzata negli anni in cui il noir,con il melò,era il genere principe del cinema americano,sembra un canto del cigno,una morte di cui...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto buono a Vertigine (1944)

nessun commento
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10 gennaio 2008 Opinione di teaestefano su "Vertigine"
teaestefano

Grande noir, con la pioggia di notte, l'omicidio, e soprattutto l'intreccio di passioni e sentimenti. Il centro dell'azione è Laura, la quale attira su di sè le passioni di vari uomini ed è lei che muove la vicenda. Tuttavia credo che il vero protagonista sia l'uomo attempato che si innamora perdutamente di lei, anzi, più esattamente, si lascia travolgere da una passione che neppure vuole controllare. Egli proietta sulla pur affascinante donna tutto il suo desiderio frustrato di...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Vertigine (1944)


24 giugno 2007 Opinione di howard76 su "Vertigine"
howard76

capolavoro assoluto non solo del noir ma dell intera storia del cinema un film che ti cattura nella propria morsa e non ti molla piu preminger manovra sapientemente la storia mantiene un rigore stilistico necessario per materiale scottante quali sono le ossessioni dei protagonisti e si avvale di un cast perfetto in cui spicca la bellissima Gene ;un attrice splendida che illumina la scena con il suo volto perfetto e i meravigliosi occhi cosi che anche tu ti innamori di lei come i protagonisti...

voto al film: howard76 assegna il voto buono a Vertigine (1944)



16 settembre 2006 Opinione di Darjus su "Vertigine"
Darjus

Preminger mette in scena un giallo raffinato ed elegante che si sviluppa e si risolve grazie al tratteggio delle personalità dei protagonisti. Laura, magnetica e seducente è una vittima con influenze fatali; il suo mentore (un pungente Clifton Webb) un artista sottile, tagliente ed intuitivo, capriccioso e possessivo; il promesso sposo, un ereditiere squattrinato e bellimbusto, di modi spicci e di animo ambiguo; ed infine il detective, un uomo “bifronte”, intuitivo e meticoloso,...

voto al film: Darjus assegna il voto buono a Vertigine (1944)


23 luglio 2006 Opinione di fedeico winslet su "Vertigine"
fedeico winslet

Un film dove viene esaltata la spontaneità delle pulsioni umane,della gelosia,dell'ossessione,sino a rappresentare una tragica ma sensualissima debolezza dei rapporti umani.Preminger è astuto a guidare un cast di tale fascino e bravura,e la sua è una di quelle regie inaspettatamente perfette.Clifton Webb da oscar.

voto al film: fedeico winslet assegna il voto buono a Vertigine (1944)




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