Via dalla pazza folla (1967)
Con Julie Christie, Terence Stamp, Peter Finch, Alan Bates, Prunella Ransome
La trama
Betsabea Everdene gestisce una fattoria: di lei sono innamorati il pastore Oak e il proprietario terriero Boldwood. Betsabea sceglie però Troy, un ufficiale conosciuto e sposato quasi per caso. Il militare, dedito al gioco e ancora invaghito della fidanzata di un tempo, le rende la vita impossibile. Credendo il marito morto annegato, la donna si promette a Boldwood, ma improvvisamente Troy ritorna...
Schlesinger e lo sceneggiatore Frederic Raphael adattano fedelmente (forse con un eccesso di formalismo) il noto romanzo di Thomas Hardy. Bella e suggestiva la fotografia del futuro regista Nicolas Roeg; radiosa e brava - come sempre - la Christie.
L'opinione più votata
Di maso scritta il 30/12/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
La luminosa Julie Christie veste i panni dell'ereditiera Betsabea Everdine che intraprende il difficile compito di mandare avanti una grande fattoria nell'Inghilterra vittoriana, con tutti gli obblighi nei confronti del folto personale composto dalle famiglie di massari e fattori.
Durante il cammino icontrerà tre figure maschili disposte a sposarla: il buon fattore Gabriel Oak, che ha le sembianze del sempre valido Alan Bates e che rappresenta l'onestà e l'abnegazione, il ricco proprietario della fattoria confinante, William Boldwood interpretato da Peter Finch che incarna l'esperienza e la sicurezza, mentre il sergente Troy che ha il viso tagliente di Terence Stamp rappresenta l'avventura e la sregolatezza.
Non è difficile capire quale dei tre uomini farà breccia per primo nel cuore di Betsabea, ma bisognerà aspettare la fine della storia piena di colpi di scena per scoprire chi avrà per sempre al suo fianco la nostra eroina.
Oltre alla solita proverbiale stupenda direzione degli attori, il grande John sguaina una regia ricchissima di trovate, e consegna ai suoi ammiratori alcune delle scene più memorabili della sua carriera: la corsa del gregge impazzito verso il precipizio della scogliera, il rallenty su Betsabea che scaraventa in aria un piatto di semenze di bassa qualità suscitando l'interesse di Mr Boldwood, l'angosciante sequenza delle pecore ebbre d'erba salvate dall'intervento di Gabriel Oak e soprattutto la scena del corteggiamento di Betsabea ad opera del sergente Troy che la eccita eseguendo con la sua sciabola dei movimenti e degli affondi che le sfiorano il corpo, questa sequenza è composta da tante inquadrature montate con intelligente tempismo e ritmo serrato, forse la più bella e rappresentativa dell'intero film per costruzione, significato e impatto visivo.
Su tutto domina la campagna dell'Essex con i suoi colori caldi, in più c'è da sottolineare la descrizione perfetta degli ambienti e l'accuratezza dei costumi che favoriscono la ricostruzione storica del periodo, nel quale lo spettatore riesce a immergersi senza la benchè minima difficoltà.
Grandissimo film vergognosamente sottovalutato.
30 dicembre 2011 Opinione di maso su "Via dalla pazza folla"
Meraviglioso adattamento del bel romanzo di Thomas Hardy ad opera di un inspirato John Schlesinger che coadiuvato splendidamente dalle arti magiche alla fotografia di Nicholas Roeg ha letteralmente dipinto la pellicola con i colori della campagna dell'Essex. La luminosa Julie Christie veste i panni dell'ereditiera Betsabea Everdine che intraprende il difficile compito di mandare avanti una grande fattoria nell'Inghilterra vittoriana, con tutti gli obblighi nei confronti del folto...
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3 aprile 2009 Opinione di sasso67 su "Via dalla pazza folla"
Schlesinger depone per un attimo la grinta di giovane arrabbiato, per tuffarsi nell'Inghilterra del XIX secolo, tra le colline percorse da greggi di pecore, dove si contempla la storia d'amore ai tempi del colera (si fa per dire) tra l'ereditiera di una modesta fattoria Betsabea Everdene e il vigoroso ed onesto fattore Gabriel Oak, forte come un toro e saldo come una quercia (nomina sunt omina), nei confronti delle tempeste che costellano la sua vita. Prima del coronamento, la bella...
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10 agosto 2007 Opinione di bradipo68 su "Via dalla pazza folla"
E'vero magari in queste produzioni prevalgono quasi sempre gli aspetti figurativi a scapito della passione ma forse non è questo il caso.Incorniciato da una natura di bellezza abbacinante è un solido melodramma tratto da Hardy,con la sua bella dose di oscurita' e tragedia sempre causata dalla stupidita'umana.E'la storia di un amore sciocco e impossibile,una storia di paura e di orgoglio,di miseria che sfocia nella tragedia per poi ricominciare tutto daccapo.GLi attori sono...
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26 luglio 2006 Opinione di hupp2000 su "Via dalla pazza folla"
Voto 6,5. Gli aspetti positivi non mancano in questo film troppo lungo e dalla trama poco originale. Nell'Inghilterra vittoriana, una donna eredita una bella e grande fattoria. Sarà corteggiata dal ricco proprietario terriero suo vicino, da un fattore bello e coraggioso e da un militare falso e bugiardo. La stupidina sceglierà quest'ultimo, che la ingannerà e ucciderà il ricco vicino. Non le rimane che il bel coraggioso. In primo luogo, appare riuscita la ricostruzione della vita...
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7 febbraio 2006 Opinione di emmepi8 su "Via dalla pazza folla"
Ancora eravamo ai tempi che il regista girava in Inghilterra e quindi tempi di emotività raffinata, che in America, dopo alcune prove ottime (le prime) ha dovuto tralasciare fino ad arrivare nel finale (morto da poco) allo sfacelo. Qui è forte di una idea di cinema sostenuta da una fotografia mirabile di Nicholas Roeg, futuro ed interessante regista. E' un cinema che non si fa più, ma non perché il pubblico non lo accetta, anzi, è solo che non ci sono certe visioni di cinema se non, da...
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