Opinione di maghella su Videodrome
Con James Woods, Deborah Harry, Sonja Smits, Lee Carlson
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
“Gloria e vita alla nuova carne”, lo schermo di una vecchia televisione esplode viscere e interiora umane o di qualche vita pulsante organica davanti a Max Renn, Max ripete la frase appena vista e udita:”Gloria e vita alla nuova carne”, buio e colpo di pistola.
Questa l'ultima allucinante scena di “Videodrome” film manifesto dell'opera di David Cronenberg, che con questo film consacra il suo nuovo linguaggio e stile personalissimo. Dopo “Il demone sotto la pelle”, “Rabbid sete di sangue”,”Brood-La covata malefica” e “Scanners”, Cronenberg affonda il tiro e sconvolge tutti con “la nuova carne” ovvero una nuova riflessione sul rapporto che esiste tra i media e il corpo pensante e pulsante dei telespettatori.
Cronenberg concepisce il protagonista Max Renn, come un nuovo strumento di trasmissione che capta e ritrasmette, viene programmato ed esegue il suo film di morte, di morte e rinascita. Vi è una sorta di ricerca della realtà, nel distinguere cosa sia accaduto veramente e cosa sia solo il frutto di allucinazioni provocate dalle visioni dei programmi di Videodrome....
Impossibile capire quale sia il confine, il desiderio di verità al limite della sopportazione, e la voglia di essere assorbiti dalle proprie allucinazioni. Cronenberg le fa digerire al suo protagonista tramite ferite profonde nella pancia, così Max Renn “assorbe” nel proprio ventre una pistola, che verrà poi mutata in una pistola di carne, che Max sfodera dal proprio corpo ogni volta che vorrà porre fine a un programma della realtà che ormai non riesce più a distinguere.
Cosa è per Cronenberg la “nuova carne”? Un sorta di mutante, corpo e macchina, programmato per riprodursi in una nuova esistenza fatta di nuove visioni. Perciò sarà una televisione pulsante a godere di piacere, non più la sua donna che fino a poco prima aveva trovato seducente solo perchè indossava un vestito rosso, ora la sua visione deformata, torturata e distante ma che si avvicina con una protuberanza dal video lo seduce e lo coinvolge in pratiche al limite della ragione.
Ci sono dei risvegli di Max, durante il film, che sembrano voler riportare il tutto ad un livello di raziocino, ma che immancabilmente riprecipita nel delirio delle trasformazioni.
Dopo la visione di “Videodrome” ogni limite e travalicato, niente più è come prima, Cronenberg ha iniziato il suo processo di mutazione della nuova carne, che continuerà con "La mosca", “Il pasto nudo”,”inseparabili” ,“Crasch e ....
Bellissima la trovata della chiesa, la nuova chiesa catodica, che non dispensa cibi caldi ai poveri, ma trasmissioni televisive, questo è il nuovo nutrimento per Cronenberg, al quale nessuno si deve sottrarre, e il massimo sacerdote naturalmente parla solo da un video, non importa se lui è morto da tempo, ucciso proprio dal cancro generato dalle visioni di Videodrome, l'importante è che la sua immagine sia viva in video e trasmessa.
Nostalgiche appaiono oggi la presenza delle videocassete, elementi preistoriche nel 2011, ma così moderne e quasi indispensabili nel 1982 (uscita del film)...eppure anche queste note “antiche” non rendono per niente datato il film, che anzi acquista, a mio parere, un carattere quasi documentaristico, del tutto rispettabile. Perciò “gloria e vita alla nuova carne”, oggi siamo tutti un po' figli di quel colpo di pistola che risuona al buio dell'ultima scena di questo bellissimo e importante film.
Sulla trama
Max Renn è il produttore di una piccola rete televisiva, che vuole trasmettere video e programmi molto eccessivi e di effetto. Viene a conoscenza dell'esistenza di “Videodrome” un canale pirata che trasmette scene reali di torture e sevizie, in alcuni casi di morte. Max ne viene sedotto, e con la sua ragazza Nicki, cercano di saperne di più. Nicki viene così introdotta nel mondo di Videodrome, e inizierà la nuova seduzione tramite un video pulsante ed erotico. Max inizia ad avere visioni sconcertanti, il suo corpo muta, si espande e si apre letteralmente per incorporare una pistola. Da qui iniziano una serie di vicissitudini che includono anche una strana chiesa che dispensa video ai poveri, una serie di delitti per chiudere il cerchio del vecchio sistema di programmazione e la scena finale che ho già fin troppo descritta.
Commenti
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16 gennaio 2011, 14:34 di cheftony
Chapeau! Un'opinione così su "Videodrome", dopo la stroncatura della mi' ragazza (NOOOOOOOOOOOOOOO!!) mi ci voleva proprio...:-)
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16 gennaio 2011, 14:46 di maghella
Grazie chef...o come l'ha stroncato?...e perchè?...mhhh, portiamola a prendere un caffè da qualche parte, le diciamo due paroline...secondo me lo rivaluta...ci troviamo a metà strada ;)...Un saluto chef, e grazie davvero, questo film mi entusiasma sempre tanto e per me è una pietra miliare del cinema moderno e anche di una certa concezione di fare cinema. Seguo i film di Cronenberg da sempre, e la sua crescita di linguaggio mi lascia sempre senza fiato, anche quando non ho trovato i suoi film ai massimi livelli di cui è capace, rimane comunque un maestro nell'inventare con creatività un tipo di genere, che non è solo drammatico, horror, fantascienza ma tutto un insieme di questi.
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20 settembre 2011, 06:36 di Baliverna
L'ho rivisto ieri.... Devo dire che non è affatto esaurito, e che mi è piaciuto nuovamente. E' un film che ha un sacco di cose da dire, e che anzi bisogna seguire con attenzione per coglierne tutti i messaggi. Certamente è un film profetico, che ha visto molto presto gli effetti della tv sulle persone. Analizza anche il fascino morboso e malsano che purtroppo certi spettacoli hanno sulla gente, e la spregiudicatezza dei produttori nel sfruttare le più basse tendenze della natura umana per fare ascolti. Togliendo l'esagerazione (o meglio iperbole), lo spettacolo, gli effetti speciali, il discorso è molto realistico e fila perfettamente. Alla faccia di chi dice che la violenza in tv non avrebbe effetti sulle persone, o che farebbe addirittura bene.... (come spiega con qualunquismo e superficialità il protagonista, punito poi ironicamente da ciò che gli capita).
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20 settembre 2011, 16:40 di maghella
Grazie Baliverna...io ho sempre pensato che il lavoro di Cronenberg fosse imperniato proprio sugli effetti e le mutazioni, e "Videodrome" è l'esempio più calzante! C'è anche un discorso su chi si ciba di cosa, sull'essere nutrito e nutrire...La rinascita nella nuova carne! Decisamente un film che va visto e rivisto, non invecchia, ma paradossalmente, cambia e muta in continuazione. Ciao, e grazie ancora per il commento.
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