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La villeggiatura (1973)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La villeggiatura: assente
Ritmo ritmo in La villeggiatura: presente
Impegno impegno in La villeggiatura: forte
Tensione tensione in La villeggiatura: presente
Erotismo erotismo in La villeggiatura: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La villeggiatura

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La villeggiatura (voti: 2 media: 3,50) 2

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locandina di La villeggiatura

La trama

Il professor Rossini (Merli) si è rifiutato di giurare fedeltà al regime fascista e per questo viene mandato al confino su una piccola isola del Sud. La convivenza con gli altri confinati, quasi tutti proletari, è avvelenata da equivoci e incomprensioni, anche a causa delle premure dimostrate dal commissario (Celi) nei riguardi del protagonista. La vicenda adombra un'acuta analisi dei comportamenti della cultura italiana durante il fascismo, delle separazioni di classe, dell'intesa tra Chiesa e regime (con uno spostamento cronologico del Concordato). Un film lucido nella sua valenza politica, e ben interpretato. 

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L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 17/02/2012 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Leto ha lavorato per lo più per la televisione, a partire dalla fine degli anni '60; nei '70 fa una breve incursione sul grande schermo, cominciando con questo La villeggiatura, scritto da lui stesso insieme alla coppia (artistica e nella vita reale) Del Fra / Mangini. I due d'altronde erano già piuttosto competenti sul ventennio: oltre una decade prima (1962) avevano girato un interessante documentario intitolato All'armi siam fascisti, nel quale la boriosa  e altisonante retorica mussoliniana veniva ritratta con buona neutralità, in maniera da lasciarla ridicolizzarsi da sè. Qui siamo invece nel territorio della fiction e occorre quindi dare una forma più partecipe, più viva ai personaggi; ma è da sottolineare la scelta di aver dipinto un commissario di ferrea fede mussoliniana, come è quello interpretato da Adolfo Celi, senza scadere mai nella macchietta, concedendogli anzi un volto umano e tutt'altro che bieco. Sono le idee a fare la differenza fra gli uomini, è il loro peso che li fa pendere verso il generico bene o il generico male: in ciò si denota una ferma ed encomiabile volontà da parte degli autori di uscire dai soliti manicheistici schemi narrativi, incapaci di offrire un attendibile ritratto degli uomini e della società. Adalberto Maria Merli è un buon protagonista, ma la parte del leone finisce per farla proprio Celi, davvero memorabile in questo ruolo; attorno ai due ci sono altri nomi degni di nota come quelli di Milena Vukotic, Roberto Herlitzka (Erlitzka nei titoli di testa), Gianfranco Barra, John Steiner. Forse la scelta di fare concludere in maniera così prepotentemente ideologica il finale è l'unico neo palese della pellicola; musiche (apprezzabili) di Egisto Macchi. 6/10.
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SI

Opinioni su La villeggiatura


17 febbraio 2012 Opinione di mm40 su "La villeggiatura"
mm40

Leto ha lavorato per lo più per la televisione, a partire dalla fine degli anni '60; nei '70 fa una breve incursione sul grande schermo, cominciando con questo La villeggiatura, scritto da lui stesso insieme alla coppia (artistica e nella vita reale) Del Fra / Mangini. I due d'altronde erano già piuttosto competenti sul ventennio: oltre una decade prima (1962) avevano girato un interessante documentario intitolato All'armi siam fascisti, nel quale la boriosa  e altisonante retorica...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La villeggiatura (1973)

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