La visita (1963)
Con Sandra Milo, François Périer, Mario Adorf, Gastone Moschin
La trama
Pina ha 36 anni e vive sola a San Benedetto Po, nella Bassa Mantovana. Ha messo un annuncio matrimoniale sul giornale a cui ha risposto Adolfo, un commesso di Roma. Dopo una serie di lettere, l'uomo va a trovarla. Passano insieme una giornata durante la quale però Pina scopre che una vita in comune sarebbe impossibile.
Una delle commedie all'italiana più amare e cupe del periodo, uno spaccato atroce dell'Italia provinciale contadina e di quella del boom. Attori al meglio. Da un racconto di Carlo Cassola.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 04/05/2012 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Nella Visita si incontrano - e scontrano - due solitudini analoghe ed opposte: tanto sognatrice e carica di desideri impossibili la Pina (Aldo Viganò fa notare com,e in una delle prime scene, ella tenti di raddrizzare un'immagine della torre di Pisa appesa alla parete), quanto è cinico e prosaico, imbevuto di "cultura" ragionieristica e superficiale («il libro non l'ho letto, ma ne ho venduto trenta copie») il signor Adolfo. Intorno a questo incontro, destinato a risolversi in un'implosione più che in un'esplosione - delle relazioni e dei sentimenti - si muove un'umanità meschina, nella quale dominano la diffidenza (dei provinciali per il cittadino e viceversa), il sarcasmo (all'interno della libreria romana in cui Adolfo lavora) ed un gretto desiderio di profitto (lo stesso Adolfo mira alle proprietà della Pina e progetta di aprire una cartolibreria al paesello). E tuttavia Pietrangeli, all'interno di questa "massa" sulla quale non sembra nutrire soverchia fiducia, salva gli individui che, pur nelle loro piccinerie, sanno alla fine fare un esame di coscienza ed uscire dalla finzione che li ha imprigionati fino ad un attimo prima. Assumono la funzione di catalizzatori delle tensioni tra i due protagonisti due personaggi collaterali, ma fondamentali, come il matto del paese Cucaracha (un inquietante Mario Adorf), dotato di un animalesco fiuto per le persone, necessario a far esplodere i conflitti latenti, e il tenero camionista Busso Renato (bravissimo e sobrio Gastone Moschin), che li ricompone.
Il film si vale di due interpretazioni di grande valore, quella di Sandra Milo, probabilmente nella sua miglior prova d'attrice, e quella di un eccezionale François Périer (che replica, in certo qual modo, il personaggio del ragionier D'Onofrio già interpretato per Fellini in Le notti di Cabiria), il quale sa recitare anche con i nei del viso.
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4 maggio 2012 Opinione di sasso67 su "La visita"
Se il valore di un regista si deve giudicare dalla riuscita dei suoi film, allora sarebbe l'ora di rivedere al rialzo le quotazioni di Antonio Pietrangeli, che è riuscito a darci alcune opere fondamentali, pur in una carriera non lunghissima (morì, a 49 anni, nel luglio del 1968). La visita è una di queste opere, insieme quanto meno a La parmigiana e a Io la conoscevo bene. Nei suoi film, Pietrangeli non si è limitato ad offrire acuti ritratti femminili - qualità che gli è...
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29 novembre 2011 Opinione di barabbovich su "La visita"
Quando ancora non c'erano le chat lines esisteva il fermo posta. È lì che si scrivevano anonimi cuori solitari in cerca dell'anima gemella o di qualche avventura mordi e fuggi. Antonio Pietrangeli firma il suo film migliore con una storia piccolissima, tutta girata in unità di tempo e di luogo, su due persone che si sono conosciute scrivendosi e che finalmente hanno l'occasione per conoscersi direttamente. Lei (Milo) è una ragazzotta del ferrarese prossima alla quarantina, buona e...
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4 settembre 2011 Opinione di panflo su "La visita"
E' un film che vale molto di più delle pur positive opinioni che ne sono state fatte perché secondo me non è solamente una storia di due anime solitarie nel contesto del "boom" economico italiano è la storia di due anime solitarie universali la cui vicenda potrebbe svolgersi in qualunque parte del mondo. Le loro personalità sono eterne e le ritroviamo in tutte le letterature, dagli egiziani ai romanzi di appendice e forse proprio per questa caratteristica di ineluttabilità storica...
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28 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "La visita"
Un piccolo gioiello di Pietrangeli ed un’altra ottima analisi di animo femminile, con una Milo sfruttata in tutta la sua inadeguatezza, ma che Pietrangeli ha dimostrato diverse volte di sapere mettere al meglio i suoi difetti e il suo scarso talento. Un fotografia di una provincia che mette in risalto tutta la pochezza di un ambiente limitato; figure di persone nelle loro solitudini, simpaticamente messe in rilievo, ma con un certo amaro che non si vuole e non si...
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14 novembre 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "La visita"
(Attenzione, contiene spoiler) Che bel film, “La visita”. E che bravo regista era Antonio Pietrangeli. Un autore, quest’ultimo, che meriterebbe di essere ricordato e apprezzato maggiormente, dato che nel corso della sua – purtroppo breve – carriera ci ha regalato film bellissimi come “Io la conoscevo bene”, ritratto al vetriolo del mondo del cinema, e anche commedie leggiadre e deliziose quali “Fantasmi a Roma” e “Il magnifico cornuto”. Pure “La visita” è una...
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4 agosto 2009 Opinione di OGM su "La visita"
Pietrangeli stende lunghe pennellate di colore grigio sull'imbarazzato approccio tra due solitudini: quella di Adolfo, proveniente dal frustrante anonimato della metropoli, e quella di Pina, immersa nella deprimente desolazione della provincia. Il loro agire si impantana nella melma dei loro limiti e delle loro abitudini inveterate, depositate come incrostazioni sulla loro triste ordinarietà. Come in altre opere dello stesso autore, i personaggi sono definiti dal loro essere fuori posto,...
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23 novembre 2008 Opinione di bubuwest su "La visita"
Un film lucidissimo e impietoso verso le piccole squallidità della classe borghese dell'Italia del boom, che mescola sapientemente ironia e cinismo. Quella di Pietrangeli è forse la commedia all'italiana meno conosciuta e apprezzata, ma è senz'altro una delle espressioni più mature del cinema italiano dell'epoca, e questo film ne costituisce un perfetto esempio.
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11 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "La visita"
Commedia intrisa di pessimismo basata su due personaggi non facili e ben interpretati; i luoghi comuni di un'Italia bigotta, arrivista, qualunquista, geograficamente squilibrata vengono tutti a galla. Certo, la morale è un po' desolante, ma realistica all'eccesso: nella vita non c'è il grande amore - e probabilmente anche quelli piccoli sono pura sopportazione e adattamento.
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19 luglio 2007 Opinione di LorCio su "La visita"
Assolutamente deliziosa e straordinariamente amara, questa commedia di Antonio Pietrangeli rappresenta una pietra miliare del cinema degli anni sessanta per almeno tre motivi: è uno dei pochi film italiani che si schiera dalla parte di lei descrivendo argutamente la volgare laidità del maschio nostrano; è una delle cosiddette commedie all'italiana del periodo più tagliente ed agrodolci, forse accostabile, non per temi ma per caratteristiche, solo a "Il sorpasso" di Risi, che illustra...
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1 aprile 2007 Opinione di PP su "La visita"
Voto 7. Commedia amara molto originale e moderna. I temi della solitudine e dell’incomunicabilità sono trattati in modo sentito, ispirato e mai banale; il film si dimostra ancora oggi attualissimo. C’è anche grande attenzione alle caratterizzazioni dei personaggi, tutti approfonditi con genuina credibilità. Il personaggio di Adolfo Di Palma, in particolare, è davvero uno dei più meschini ed insopportabili di sempre. [01.04.2007]
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- sufficienti [1]
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