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Viva l'Italia (1961)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Viva l'Italia: assente
Ritmo ritmo in Viva l'Italia: presente
Impegno impegno in Viva l'Italia: presente
Tensione tensione in Viva l'Italia: minimo
Erotismo erotismo in Viva l'Italia: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Viva l'Italia

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Viva l'Italia (voti: 7 media: 3,00) 7

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La trama

L'epopea di Garibaldi nell'anno del centenario, secondo Rossellini.

Sbarcato a Marsala, Garibaldi con i suoi volontari passa di vittoria in vittoria contro le truppe borboniche. La battaglia decisiva avverrà sul fiume Volturno, quando ormai i Borboni hanno abbandonato Napoli e la popolazione è insorta dovunque. Piegati definitivamente i soldati fedeli al re di Napoli, Garibaldi si incontra con il re Vittorio Emanuele II e decide di non proseguire su Roma e Venezia come vorrebbero i suoi uomini; la gestione dell'unità nazionale avverrà sotto le insegne dei Savoia. Rossellini non è tanto a suo agio in questa fastosa ricostruzione storica: le cose migliori sono piccoli spunti su alcuni personaggi, rovinati però da un tantino di retorica. 

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 16/03/2011 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto sufficiente

"L'Italia di metà Ottocento [...] non era, come gli Stati Uniti della Guerra di Secessione, un paese largamente alfabetizzato ed avviato sulla strada della modernizzazione economica e sociale. Era, al contrario, un paese di contadini e contadine analfabeti; al Sud più che al Nord, ma in larga misura anche al Nord. Di fatto, questo vasto e maggioritario strato sociale fu escluso dalle dinamiche dell'unificazione, che coinvolsero invece in modo consistente i ceti medio-alti mentre parte del popolo urbano rimase fuori; non per ostilità preconcetta, ma piuttosto per l'incolmabile estraneità del proprio orizzonte mentale e delle proprie esigenze materiali rispetto ai progetti coltivati dai nazionalisti, tanto moderati quanto democratici. Il Nord sabaudo invadeva il Sud borbonico? Per molti versi sì, ma anche col consenso di una parte delle elite del Sud (e non solo di quelle conservatrici messe in scena nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa), desiderose di approdare ad un orizzonte liberale che la dinastia borbonica si mostrava restia a dischiudere. Nè, del resto, il brigantaggio fu in alcun modo, dopo l'unificazione, l'organica rappresentanza armata del popolo meridionale. Fuor di retorica, anche quest'ultimo ne patì le violenze e la ferocia. Resta però il fatto che la stessa violenza e la stessa ferocia vennero esercitate, in quegli stessi anni e in quegli stessi luoghi, dai rappresentanti delle nuove istituzioni nazionali, nel quadro di un drammatico contrasto tra le promesse di libertà e di progresso con le quali i Mille si erano presentati nel Mezzogiorno e l'esercizio antilibertario dello stato d'assedio, proclamato per sedare quella che non poteva essere definita altrimenti che come una guerra civile. Furono anni durante i quali gli ex-sudditi delle Due Sicilie ebbero, certamente, poche occasioni per compiacersi della propria, nuova condizione di regnicoli italiani".
[Marco Meriggi - Il vuoto sotto la nazione - estratto da La conquista - 1815-1870: l'unità italiana nell'era della borghesia - Vol. 1: Restaurazioni - Il Manifesto, 2010]

"Ad ogni terrazza una scarica, una corsa fremebonda sotto la mitraglia nemica, una mischia rapida, muta, disperata, un momento di riposo ai piedi della terrazza conquistata, e daccapo un'altra scarica, un'altra corsa, un'altra mischia, altri prodigi di valore, altro nobile sangue che gronda, altri italiani che uccidono italiani; finchè viene un punto in cui il coraggio avendo ragione del numero, e la costanza della morte, il nemico scacciato di altura in altura, abbandona il campo: ecco Calatafimi".
[da Giuseppe Guerzoni - La vita di Nino Bixio - 1875]

"Sono venuto al cinema carico di tutto il mito del cinema e dal mito del cinema ho cercato di uscire, un poco alla volta... Ora, una delle cose che mi preoccupa in modo fondamentale è l’onestà, cioè di non essere suggestivo, quindi di spogliare l’immagine di tutti i possibili ingredienti di suggestione, per rimanere alle cose". ESPANDI +
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SI

Opinioni su Viva l'Italia


16 marzo 2011 Opinione di FABIO1971 su "Viva l'Italia"
FABIO1971

"L'Italia di metà Ottocento [...] non era, come gli Stati Uniti della Guerra di Secessione, un paese largamente alfabetizzato ed avviato sulla strada della modernizzazione economica e sociale. Era, al contrario, un paese di contadini e contadine analfabeti; al Sud più che al Nord, ma in larga misura anche al Nord. Di fatto, questo vasto e maggioritario strato sociale fu escluso dalle dinamiche dell'unificazione, che coinvolsero invece in modo consistente i ceti medio-alti...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto sufficiente a Viva l'Italia (1961)

2 commenti
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14 febbraio 2011 Opinione di emmepi8 su "Viva l'Italia"
emmepi8

  Oggi meno che mai verrebbe in testa di fare un film come questo, anche se Noi Credevamo è sulla linea, ma in maniera diversa. Certo i tempi sono cambiati, ma diciamo pure che anche a quei tempi gli errori si vedevano lo stesso, non certo ideologici, ma certamente cinematografici. Il film fu fatto da Rizzoli per il centenario dell'Unità di Italia, propositi ottimi e di fatto fu preso del meglio per fare questa operazione: Sergio Amidei, Diego Fabbri, un appassionato...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Viva l'Italia (1961)



30 dicembre 2009 Opinione di sasso67 su "Viva l'Italia"
sasso67

Forse il primo dei film “didascalici” di Rossellini, che fornisce una versione corretta ed equilibrata di uno dei momenti fondamentali del Risorgimento, cioè la spedizione dei Mille di Garibaldi nel Regno delle due Sicilie. La necessità di sintesi, le condizioni politiche del 1961 (il centenario dell’Unità d’Italia si celebrò in pieno periodo democristiano) e forse le convinzioni personali del regista fanno sì che la lettura...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Viva l'Italia (1961)

nessun commento
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22 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Viva l'Italia"
mm40

Artificioso, retorico, teatrale in quella vasta gamma di primi piani di Garibaldi assorto a riflettere sui suoi nobili ideali; per la maggior parte si tratta di un'agiografia senza riserve, noiosa in quanto tale. Il resto sono scene epiche di battaglia, dalle città ai campi, con spreco di divise ed artiglieria. Polpettonaccio.

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Viva l'Italia (1961)




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