Opinione di carlos brigante su Un bacio e una pistola
Con Ralph Meeker, Albert Dekker, Cloris Leachman, Maxine Cooper, Wesley Addy
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Chi era quell'autostoppista vestita solo con un impermeabile che è stata caricata dall'investigatore privato Mike Hammer (Ralph Meeker)? Chi la braccava? E cosa nascondeva di tanto prezioso?
Qualcosa di dannatamente grosso bolle in pentola, visto che in molti ci stanno lasciando le penne. Per Hammer non è solo una questione di denaro. L'insaziabile curiosità di mettere luce ad un'intricata vicenda è parte del suo lavoro; è parte di lui!
Robert Aldrich ci consegna un'opera intrisa di violenza e carica di un persistente stato di insicurezza. Un'atmosfera pesante e soffocante come quella che si repirava nell'America in preda all'isterismo maccartista.
"Kiss me, Deadly" attinge dalla letteratura hard-boiled, ma si tinge di noir. Il marciume e l'ambiguità di una società malsana traboccano a più riprese, soprattutto in quelle profonde inquadrature dal basso di wellesiana memoria. Una mdp che in più occasioni non guarda, ma sbircia seminascosta da oggetti che occultano la visuale.
Le figure femminili rivestono un ruolo fondamentale. Sospese tra il loro essere tanto creature indifese, quanto ammaliatrici maghe Circe contemporanee, sono l'innesco che genera l'esplosione delle azioni; le nuove Pandora che riaprono il vaso da cui forse non era ancora uscito l'ultimo dei mali....
Ambigue e sottomesse, ma allo stesso tempo determinate e (incoscientemente) temerarie.
Sull'interpretazione di Ralph Meeker
Il suo detective Mike Hammer ricorda il Marlowe o il Sam Spades interpretato da H. Bogart: un duro a cui le donne cadono sempre ai piedi!
Cosa cambierei
8
Commenti
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17 dicembre 2009, 09:56 di spopola
La tua opinione è di quelle che dare un ulteriore contributo (non mio) ma citando Renato Venturelli dal suo "Ombre sul noir": "Per certi aspetti, Un bacio e una pistola può essere addirittura visto (e interpretato) come una riflessione sull'ommagine pulp, che sta già cominciando a condizionare il cinema. (...) Affrontando Spillane, Aldrich parte infatti da un'immagine da copertina paperback (una donna nuda sotto l'impermeabile, terrorizzata e in fuga, che di notte chiede un passaggio a un automobilista) e sviluppa poi un percorso tortuoso nelal violenza che porterà appunto all'esplosione finale. Buona parte della sua strategia, come abbiamo visto, passa attraverso l'illuminazione: forte e violenta, con luci abbaglianti che quasi deformano ciò che illuminano, allo stesso modo in cui il racconto dilania - attraverso scene dissonanti - le tradizionali psicologie umanistiche. Al posto degli interni oscuri che caratterizzano la tradizione del genere, troviamo così un minaccioso trionfo di ambienti luminosi, corrispettivo di una modernità proiettata verso il futuro: un modello apparentemente governato dalla ragione e dal progresso, dove le inquadrature vengono talvolta soffocatre proprio dall'asettica geometricità delle loro linee e delle scenografie. Nonostante la brutalità di certe singole scene, (il divincolamento delle gambe nude della ragazza, torturata a morte), la violenza maggiore del film risulterà in definitiva proprio quella espressa dalla luce, dalla minaccia iniziale dei fari delle automobili nel buio della strada notturna, fino appunto all'esplosione atomica che illumona definitivamente il mondo, abbagliandolo.
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17 dicembre 2009, 11:40 di carlos brigante
grazie valerio per questo contributo!! Dovrò assolutamente reperirmi questo prezioso libro: "Ombre sul noir"
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18 dicembre 2009, 14:25 di chemako
Forse alludete al libro "L'età del noir" di Renato Venturelli. Se sì, te lo presto io, caro Carlos
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18 dicembre 2009, 19:03 di carlos brigante
ti ringrazio chemako....anche se sarà difficile....proverò a cercarlo in rete o in una libreria....
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19 dicembre 2009, 05:59 di spopola
Si è proprio quello il libro... come al solito ho commesso uan imprecisione : L'età del noir.. ombre, incubi e delitti nel cinema americano, 1940-60 - Einaudi editore.
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