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Opinione di tinodeluca su West Side Story

[West Side Story, USA 1961, Musicale, durata 145']   Regia di Robert Wise
Con Natalie Wood, Richard Beymer, George Chakiris, Russ Tamblyn, Rita Moreno




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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05/09/2011 voto al film: voto buono

Sul film

West side story: tre parole. Un po' come vita, amore e morte. Perché in questi tre punti si snoda il percorso della tragedia classica. Il trittico fondamentale per l’esistenza dell’uomo, il cammino inevitabile, il recinto dell’umanità dentro il quale si srotolano le fragili vite. Tutto normale diremmo: in fondo si nasce, si vive, si ama, si muore. È il ciclo della vita, il cerchio che si chiude un secondo dopo averci fatto entrare in quel preciso istante, in quel particolare luogo, in quella singolare famiglia, in quella unica pelle che è quella che ci porteremo addosso per sempre.
Sempre? Se tutto è definito in questo angusto percorso, quale può essere il valore della parola sempre? «Io Anton, prendo te Maria». «Io Maria, prendo te Anton». «In ricchezza e povertà, in malattia e in salute, per amarti e onorarti da ogni alba a ogni tramonto, da ogni giorno a ogni giorno, per ora e per sempre». Questa è la promessa d’amore che si fanno Tony e Maria nel film del 1961 di Jerome Robbins e Robert Wise, tratto dall’omonimo musical di Broadway del 1957.
È una sfida, dunque, un duello. La prova d’abilità in una qualsiasi promessa d’amore consiste nel superare ogni ostacolo, nell’unire le forze, nel rinunciare a se stessi, nel vivere in doppio: doppia ricchezza, doppia povertà, doppia salute, doppia malattia. Nel caso di Tony e Maria si tratta di una sfida nella sfida, perché loro dovranno affrontare il pregiudizio di coloro che non credono nell’unione tra un nativo e un’immigrata. Il mondo attorno a loro li avversa e li contrasta perché tutto ciò che non è omogeneo si oppone alle regole del gruppo, del branco, della comunità. Così è sempre stato e così sarà, per sempre. Nei secoli dei secoli.
E poi, perché fai questo? «La vita è già dura così». «Sono innamorato». «E non hai paura?». «E perché dovrei averne?». Loro sono i Capuleti e noi i Montecchi: tra Sharks e Jets questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai.
Tra le due bande rivali occorre stabilire le regole per la sfida: da mani nude ad armi pari, il passo è breve, anzi brevissimo. Le lame dei coltelli scintillano nel buio dei vicoli e la morte miete le sue vittime. Erano giovani virgulti che danzavano leggeri, come per sbarazzarsi da un eccesso di vitalità. Erano giovani e forti e sono morti.


SI

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