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Bagdad Café (1987)

[Out of Rosenheim, Germania 1987, Commedia, durata 108']   Regia di Percy Adlon
Con Marianne Sägebrecht, CCH Pounder, Jack Palance



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Bagdad Café: forte
Ritmo ritmo in Bagdad Café: presente
Impegno impegno in Bagdad Café: assente
Tensione tensione in Bagdad Café: minimo
Erotismo erotismo in Bagdad Café: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Bagdad Café

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Bagdad Café (voti: 37 media: 3,89) 37

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La trama

Jasmin è una grassa signora tedesca che, durante un viaggio turistico negli Usa, viene abbandonata dal marito. Trova alloggio in uno sgangherato motel, chiamato Bagdad, di cui Brenda è la regina. All'inizio Jasmin prova repulsione per il luogo e per i suoi abitanti, ma poi, lentamente, entra in sintonia con loro. Scaduto il visto di permanenza, Jasmin deve tornare in Germania, ma ormai il suo cuore rimane lì, al Bagdad Café. 

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L'opinione più votata

Di sasso67 scritta il 01/01/2012 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Il film di Adlon è una parabola che inizia quasi come una comica del muto, ripresa da una macchina da presa fuori asse. La protagonista, rimasta da sola in mezzo al deserto, combatte la tentazione di risalire in macchina con il detestabile marito, e si avvia a piedi verso il luogo abitato più vicino. Giunge a piedi, con abbigliamento improbabile, culminante in un cappellino bavarese con tanto di penna, al microcosmo del Bagdad Cafè, dominato, ma non controllato, dall'esasperata Brenda, che ha appena cacciato l'ignavo marito Sal. Funziona poco o niente al Bagdad Cafè: non si riesce neppure ad avere un caffè o una birra. L'unico caffè, peraltro buono, che si può bere nel locale di Brenda, proviene dal thermos di Jasmin, come una sorta di miracolo del vino alle nozze di Cana. Senza che nessuno glielo chiedesse e senza che ella ne pretenda una ricompensa, Jasmin comincia l'opera di riassetto del Bagdad Cafè, ormai liberata definitivamente dalla presenza del marito. Piano piano riporta nel locale un'armonia che non c'era e se ne va l'unica persona che sembra rappresentare il male: Debbie, la donna dei tatuaggi, che fa le valigie scornata. Jasmin è arrivata al motel di Brenda con in mano la valigia sbagliata, quella che contiene i vestiti del marito, e una borsetta con i trucchi del prestigiatore. Nel locale si esibisce nei giochetti di magia e addirittura canta e balla, in abiti maschili, insieme a Brenda: quest'ultima è senza marito dopo l'uscita di scena di Sal, mentre la tedesca ha abbandonato herr Münchgstettner, per cui è la signora tedesca che ormai funge da uomo di casa. Tanto che, quando alla fine il pittore Rudi Cox, che l'ha ritratta anche nuda, chiede a Jasmin di sposarlo, questa non dice di essere già sposata, ma di dover chiedere il permesso a Brenda (che nel frattempo ha riabbracciato Sal). Nel frattempo, Jasmin, che era stata portata via dallo sceriffo per scadenza del suo permesso turistico, inspiegabilmente ricompare, come in una sorta di mistero della Risurrezione. Una presenza, dunque, illuminante (sottolineata, quasi ossessivamente, dalla canzone Calling You di Jevetta Steele in colonna sonora), che ha riportato grazia e salvezza in un posto che sembrava abbandonato da Dio. Ottima la regia del bavarese Percy Adlon, che mi pare abbia qui qualche debito con la pittura di Edward Hopper. Notevole la prestazione di Marianne Sägebrecht, anche spiritosamente sensuale, ma anche quella di CCH Pounder, giustamente esagitata.
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SI

Opinioni su Bagdad Café


1 gennaio 2012 Opinione di sasso67 su "Bagdad Café"
sasso67

Il film di Adlon è una parabola che inizia quasi come una comica del muto, ripresa da una macchina da presa fuori asse. La protagonista, rimasta da sola in mezzo al deserto, combatte la tentazione di risalire in macchina con il detestabile marito, e si avvia a piedi verso il luogo abitato più vicino. Giunge a piedi, con abbigliamento improbabile, culminante in un cappellino bavarese con tanto di penna, al microcosmo del Bagdad Cafè, dominato, ma non controllato, dall'esasperata Brenda,...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)

1 commento
[utile per 4 utenti]

13 settembre 2011 Opinione di will kane su "Bagdad Café"
will kane

Percy Adlon realizzò delle piccole commedie d'essai che piacquero non poco alla critica a cavallo tra gli anni Ottanta ed i Novanta,come "Rosalie va a fare la spesa",ma il suo titolo di maggior successo è stato senza dubbio "Bagdad cafè",ambientato in una sperduta località texana,in cui in mezzo al niente del deserto sorge una sgangherata caffetteria-tavola calda condotta da una nera delusa dalla vita,con figli a carico che gestisce a malapena,un bizzarro pittore...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


28 settembre 2010 Opinione di mariaelenaz su "Bagdad Café"
mariaelenaz

Un film ormai vecchiotto, ma se lo trovate in cineteca ve lo consiglio caldamente: assai poco conosciuto, è un gioiellino. La colonna sonora, poi, da sola vale la pena di essere ascoltata.

voto al film: mariaelenaz assegna il voto ottimo a Bagdad Café (1987)


1 febbraio 2010 Opinione di emmepi8 su "Bagdad Café"
emmepi8

Un film di culto anche sottovalutato, ma che prende in crescendo  durante la visione. Si il femminismo si fa sentire, ma è sempre un’operazione  cinematografica a tutto tondo, con un’interprete che spazia oltre che fisicamente anche come importanza. Il racconto rende il calore dell’atmosfera stessa, e parte come un’operazione tedesca in trasferta. Il sapore è del cinema indipendente a tutti gli effetti e la musica rimarrà come...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)



1 febbraio 2010 Opinione di emmepi8 su "Bagdad Café"
emmepi8

Un film di culto anche sottovalutato, ma che prende in crescendo  durante la visione. Si il femminismo si fa sentire, ma è sempre un’operazione  cinematografica a tutto tondo, con un’interprete che spazia oltre che fisicamente anche come importanza. Il racconto rende il calore dell’atmosfera stessa, e parte come un’operazione tedesca in trasferta. Il sapore è del cinema indipendente a tutti gli effetti e la musica rimarrà come...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)

1 commento

21 giugno 2009 Opinione di perunavolta su "Bagdad Café"
perunavolta

L'ho visto una prima volta molti anni fa. Non mi era piaciuto, pero' avevo notato che mi era rimasto in mente per parecchio. L'ho rivisto mesi fa una seconda volta e la mia opinione sul film, era decisamente migliorata. L'ho rivisto in questi giorni. Lo trovo, ora, delizioso: è una bellissima fiaba moderna.

voto al film: perunavolta assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)



14 dicembre 2008 Opinione di xxgiancarloxx su "Bagdad Café"
xxgiancarloxx

mi è molto piaciuto

voto al film: xxgiancarloxx assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)


20 ottobre 2008 Opinione di bradipo68 su "Bagdad Café"
bradipo68

L'avevo visto anni fa questo film e mi era piaciuto anche se leggermente del secondo me fenomenale Sugarbaby di cui protagonista assoluta era sempre Marianne Sagebrecht.Ora l'opulenza della suddetta se in Sugarbaby era una caratterisitica peculiare(il bel tramviere aveva una storia con lei nonostante avesse una bellissima ragazza al suo fianco)qui è solo un dettaglio:la storia è quella di una donna di mezza eta'tedesca abbandonata in questo bar motel dal nome ora sinonimo di guerra e non...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)



29 novembre 2007 Opinione di guanda su "Bagdad Café"
guanda

Ieri sera ho visto in dvd un vecchio film del 1987, Bagdad Café. Lo avevo già visto molto tempo fa e non mi ricordavo quasi nulla tranne i colori, virati verso il rosso del tramonto, e le atmosfere da luogo di frontiera. Ho ritrovato entrambe le caratteristiche e ne ho scoperte di altre. Innanzitutto la musica, la colonna sonora vinse l'Oscar con la canzone Calling You. E poi l'atmosfera di magia che attraversa tutto il film in modo sotteraneo e attraverso la protagonista, una stupenda...

voto al film: guanda assegna il voto buono a Bagdad Café (1987)


12 novembre 2007 Opinione di movieman su "Bagdad Café"
movieman

Probabilmente un tantino sopravvalutato. Carino lo è, ma è di quel carino che è anche lezioso, quel suo voler essere edificante, universale, pre-globalizzazione, corretto, buonista, tenero, lo rende anche un film stupidino.

voto al film: movieman assegna il voto sufficiente a Bagdad Café (1987)




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