Opinione di sammy314 su Zelig
Con Woody Allen, Mia Farrow, John Buckwalter
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Lo chiamano uomo camaleonte o uomo lucertola, è Leonard Zelig, protagonista di uno dei capolavori di Woody Allen. " Zelig" oltre a essere un film ironico e metaforico è, tecnicamente, una vera e propria lezione di cinema: trattasi di un documentario fittizio in cui si susseguono ricostruzioni d'epoca in bianco e nero e testimonianze a colori, narrato come se fosse un cinegiornale d'altri tempi. E' una parabola (s)velatamente critica nei confronti di una società di massa soverchiante e alienante: Leonard Zelig è un personaggio privo di un equilibrio, prima eclissa la sua persona e si trasforma in altri, per essere accettato, per diventare l'uno, nessuno, centomila della massa, e poi, da individuo insicuro e nevrotico attraverso il lavoro di una splendida Mia Farrow riuscirà a riacquistare l'identità perduta, a riconoscersi come Leonard Zelig, autentico. " Zelig" è un film sull'identità all'interno della massa, in questo senso è il film più "problematico" di Allen: nel secolo dove la massificazione la fa da padrona e la repressione della persona in quanto identità singola, diversa e irripetibile, viene attuata attraverso l'omologazione, l'indirizzamento del desiderio e la sua sublimazione, la "cura" di Zelig rappresenta la rivincita della persona e la sconfitta del personaggio ( nel senso Pirandelliano dei termini). Allen vede nella brama d'amore, d'affetto e di riconoscimento il catalizzatore della costruzione di un personaggio. Zelig diventa ciò che la società vuole che sia per essere accettato, per essere dunque "riconosciuto". L'eclissi dell'identità, ossia l'omologazione avviene, infatti, per desiderio di riconoscimento. Allen ci mostra una vera e propria catarsi, una sorta di "redenzione sociale" permessa grazie al personaggio di Mia Farrow: da manichino alienato a persona autentica, da fenomeno da baraccone a uomo. Con l'intelligenza e la raffinatezza che gli sono propri Woody Allen rappresenta uno dei suoi migliori personaggi, in bilico tra conformismo e autenticità. " Zelig" è una pellicola causticamente metaforica, condita di battute, gag e situazioni geniali, degne del miglior Allen ( indimenticabile, ad esempio, la scena con Zelig dietro ad Adolf Hitler durante il comizio nazista). E' d'obbligo ricordarne almeno una battuta:
" Ho 12 anni entro in una sinagoga chiedo al rabbino il senso della vita, lui mi spiega il senso della vita, ma le lo spiega in ebraico, ma io non capisco l’ebraico. Poi vuole 600 dollari per darmi lezioni di ebraico"
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