Ossessione (1943)
Con Massimo Girotti, Clara Calamai, Juan De Landa, Dhia Cristiani
04/04/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Speranza (1)
Un bambino!!Avremo un bambino.Inebriante. E’ sparita persino la paura sottile che mi attanagliava la gola da quando ho visto quell’uomo in attesa e ho capito che...
di spopola
La trama
Gino capita per caso nello spaccio di Bragana e si innamora di sua moglie Giovanna. Lei vuole liberarsi del marito. Organizzano un finto incidente di macchina, ma il finale sarà diverso. Esordio folgorante di Visconti in pieno fascismo. E' il punto di arrivo di una riflessione sul realismo cominciata sulle pagine della rivista "Cinema", ed ha alle spalle il realismo poetico francese (Visconti era stato assistente di Renoir) e del realismo sociale americano (il film è ispirato a "Il postino suona sempre due volte" di James Cain). Due divi dell'epoca usati in un contesto di crudo realismo, un uso assolutamente innovativo dei set naturali (il delta del Po). Il film fu proibito dal fascismo ed uscì in versione mutilata.
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 24/11/2009 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
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9 aprile 2012 Opinione di sasso67 su "Ossessione"
Preso alternativamente per la prima pietra del Neorealismo (p. es. Sadoul) o per la sua antitesi (p. es. Di Giammatteo), Ossessione fu indubbiamente un'opera di rottura nel panorama asfittico e ingessato del cinema italiano, ristretto tra i canoni irrealistici dei "telefoni bianchi" e la retorica del superomismo italico (i vari Scipione, Ettore Fieramosca eccetera) e come tale il fil film di Visconti fu percepito alla sua uscita, almeno da parte della critica meno allineata con il regime. A...
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25 febbraio 2011 Opinione di Utente rimosso (pgll) su "Ossessione"
Per formazione culturale non conosco molto bene la cinematografia italiana e per gusto personale quella che conosco non la amo. Ma "Ossessione" è senza dubbio un capolavoro. Di una modernità quasi imbarazzante, per le tematiche affrontate e per come esse vengano sviluppate (l'attrazione/repulsione, la sensualità, il rimorso ..); con una crudezza nell'esposizione dei sentimenti, ed una dinamica repressione/scoppio che mi hanno rimandato sì al neorealismo...
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27 gennaio 2011 Opinione di millertropico su "Ossessione"
Questa è una pellicola davvero "fondamentale" per il rinnovamento e l'evoluzione del linguaggio della nostrana cinematografia troppo a lungo mortificata dal poco salubre clima dei "telefoni bianchi". I meriti (e i pregi del risultati raggiunti) sono tutti attribuibili alle straordinarie capacità di Luchino Visconti, qui alla sua opera prima, dopo i produttivi anni di apprendistato in francia alla scuola di Carné e soprattutto di Renoir. Insieme al realismo...
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24 novembre 2009 Opinione di hallorann su "Ossessione"
1942, anno ventesimo dell’era fascista di Benito Mussolini, l’Italia è in guerra da due anni, il nobile comunista Luchino Visconti, ex assistente alla regia di Jean Renoir, debutta sul grande schermo con OSSESSIONE, tratto da IL POSTINIO SUONA SEMPRE DUE VOLTE di James Cain, scrittore americano proibito dal regime. Gino è un vagabondo che per caso si ferma in una stazione di servizio-locanda, con fare spavaldo si introduce nella cucina attirato da una voce di donna,...
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20 settembre 2009 Opinione di jonas su "Ossessione"
“Il film con cui tradizionalmente si fa iniziare il neorealismo” (Mereghetti): un giudizio che forse merita qualche distinguo. I punti di riferimento di questo noir padano sembrano il realismo americano (la trama ricalca quella de Il postino suona sempre due volte) e quello francese degli anni ’30 (Visconti aveva lavorato come assistente di Renoir): il fatto che nel 1943, con il fascismo e la sua politica culturale autarchica ancora in piedi (sia pure per poco), un regista...
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23 marzo 2009 Opinione di mm40 su "Ossessione"
Effettivamente è l'ossessione la reale protagonista del film, esordio di Visconti, piuttosto elegante, abbastanza lungo (due ore e un quarto per una mole non eccessiva di avvenimenti) e con una buona coppia di attori nei due ruoli principali (Girotti-Calamai). E' anche una parabola sul destino, che riesce sempre e comunque a raggiungere e punire i colpevoli. L'origine, è noto, è quella romanzesca del Postino suona sempre due volte, ma si tratta più di un adattamento che di una...
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8 gennaio 2009 Opinione di marl0we su "Ossessione"
è un film che lascia il segno, che non viene cancellato dalla memoria al primo colpo di spazzola prima di andare a dormire. un film che trasuda impegno, conoscenza del "dark side", cultura. una storia apparentemente semplice e scontata (per noi oggi) che al tempo aveva una carica eversiva tale da far interessare addirittura pavolini (ministro della cultura nell'italia fascista) alla sua stesura prima e alla sua realizzazione poi. una tessitura sinuosa ci catapulta da subito nella...
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29 settembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Ossessione"
Un esordio fragoroso dietro la macchina da presa quello del milanese Visconti che,memore della lezione realista francese(soprattutto quella di Renoir di cui era aiuto regista)trae da una fonte letteraria americana un noir in salsa padana che ha il merito storico di aver creato un genere,quello del neorealismo.Gia'l'idea di adattare un classico noir americano ad un ambientazione che è quanto di piu'lontano si possa immaginare è un colpo di genio inoltre questo film sorprende ad ogni...
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17 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Ossessione"
Memorabile esordio del regista milanese ispirato al Postino suona sempre due volte di James Cain, è il film che, per la sua brusca rottura con gli standard cinematografici in voga nell'Italia fascista, aprì la strada al neorealismo, di cui risulta un antesignano non privo, comunque, di influenze culturali ed estetiche alquanto eterogenee (il "noir" americano e il cosiddetto "realismo poetico" francese). Ritratto fortemente pessimista di una passione destinata a generare distruzione e...
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4 luglio 2008 Opinione di OGM su "Ossessione"
Ossessione è ciò che sovrasta, che domina incontrastato la nostra mente. Visconti qui ci propone il quadro di un sentimento possessivo e diabolico che si scatena all’improvviso, in uno scenario sonnolento e anodino, e si rivela subito troppo più grande dei protagonisti, mostruoso e gigantesco rispetto a quella provincia tartassata dalla miseria e dalla guerra. Questo film è un esempio splendido e coraggioso di realismo dell’anima, che viaggia su un livello diverso dal realismo...
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