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I gangsters (1946)

[The Killers, USA 1946, Poliziesco, durata 105', b/n]   Regia di Robert Siodmak
Con Burt Lancaster, Edmond O'Brien, Ava Gardner, Albert Dekker



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I gangsters: assente
Ritmo ritmo in I gangsters: forte
Impegno impegno in I gangsters: assente
Tensione tensione in I gangsters: forte
Erotismo erotismo in I gangsters: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a I gangsters

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a I gangsters (voti: 29 media: 4,38) 29

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locandina di I gangsters

La trama

Due killer arrivano in città e uccidono un tizio da tutti conosciuto con il soprannome di "Svedese". Potrebbe sembrare un regolamento di conti ma un agente delle assicurazioni si mette a indagare sul passato della vittima. Scopre così che lo svedese, un tempo ottimo boxeur, si unì a una gang capeggiata dal criminale Colfax. E con lui commise un imperdonabile errore, innamorandosi della moglie.  

Tratto da un fulminante racconto di Hemingway, un noir poderoso, dalle atmosfere piene di inquietudine, tutto costruito sulla dialettica tra passato e presente (flashback strepitosi). John Huston collaborò alla sceneggiatura. Rifatto anni dopo da Don Siegel.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 05/01/2011 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto ottimo

Un noir a cui le personalità dei protagonisti donano un’aura straordinariamente vivida: l’ombra è accesa dalle passioni, dalle sfumature del carattere, dal bagliore delle intuizioni e dal lampo del sospetto, in un gioco di luci che trasferisce, sullo schermo, l’originale complessità delle situazioni. La sceneggiatura trae spunto dall’opera The Killers di Ernest Hemingway, di cui riprende, nella prima parte, l’inquietante trama: due sconosciuti giungono in una piccola città americana per uccidere un ex puglie svedese, che scampa per puro caso all’agguato, tesogli dai sicari nel bar presso il quale egli è solito cenare.  Il racconto di Hemingway finisce qui, senza risolvere il mistero del movente, né rivelare gli ulteriori sviluppi del piano criminale; è a questo punto che il film di Siodmak (sceneggiato da  Anthony Veiller, Richard Brooks e John Huston), prende il via, ricostruendo, attraverso un’acrobatica successione di flashback inscatolati uno dentro l’altro, i retroscena dell’oscuro antefatto.  La storia si dispiega poco a poco, come una carta geografica spacchettata sul tavolo, che diventa leggibile solo quando, fra diritti e rovesci, è stata completamente distesa. L’indagine condotta dall’investigatore Reardon scava nel passato della vittima seguendo un percorso zigzagante tra realtà ed apparenza, in cui la simulazione e il sotterfugio sono, simultaneamente, armi di attacco e di difesa. La verità è stratificata, e la sua profondità è riprodotta, nelle inquadrature, grazie a magistrali effetti di chiaroscuro, e ad una accuratissima disposizione dei soggetti, che, con la decisiva complicità del bianco e nero, riescono a creare plasticità e tridimensionalità.  Le scene sono come scolpite con la macchina da presa: sono come figure marmoree immerse in una variegata emulsione di chiazze traslucide, che, secondo il movimento, rivelano, nascondono, attenuano ed accentuano i dettagli di persone e cose. La superficie dello schermo assume, talvolta, il profilo di un paesaggio lunare, morbidamente ondulato dai contorni di avvallamenti, montagne, crateri,  altre volte assume l’aspetto di un gioco teatrale di scenari che scorrono su piani paralleli, di figure sovrapposte che, benché piatte, trasmettono il senso della prospettiva. A questi rari pregi formali si aggiunge, in questo film, una grande attenzione per il contenuto narrativo, assicurata dalla costante presenza di uno sguardo scrutatore che, però, non diventa mai invasivo, mantenendosi sempre – come il visitatore di una mostra, o l’osservatore davanti a una finestra panoramica – rispettosamente al di qua del “vetro”.
 
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SI

Opinioni su I gangsters


16 aprile 2012 Opinione di alfatocoferolo su "I gangsters"
alfatocoferolo

Noir molto piacevole e scorrevole in cui si può ammirare l'esordio di un già trentenne Burt Lancaster che veste perfettamente i panni del boxeur dalla sberla facile, dal cuore tenero e dalla poca arguzia. Tutto parte dalla fine, dall'omicidio inspiegabile dello Svedese e dall'ancor più inspiegabile intestazione della sua assicurazione ad una donna praticamente sconosciuta; questo desta la curiosità di uno zelante agente assicurativo che un pezzo alla volta scoperchierà una vicenda dai...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a I gangsters (1946)

nessun commento
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5 gennaio 2011 Opinione di OGM su "I gangsters"
OGM

Un noir a cui le personalità dei protagonisti donano un’aura straordinariamente vivida: l’ombra è accesa dalle passioni, dalle sfumature del carattere, dal bagliore delle intuizioni e dal lampo del sospetto, in un gioco di luci che trasferisce, sullo schermo, l’originale complessità delle situazioni. La sceneggiatura trae spunto dall’opera The Killers di Ernest Hemingway, di cui riprende, nella prima parte, l’inquietante trama: due...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a I gangsters (1946)

2 commenti
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29 giugno 2010 Opinione di jonas su "I gangsters"
jonas

Due killer arrivano in una cittadina e uccidono un uomo che, sebbene sia stato avvertito del pericolo imminente, neanche prova a scappare. Un investigatore dell’assicurazione indaga e riporta alla luce la storia di una rapina e di una refurtiva fatta sparire. Noir dal meccanismo splendidamente congegnato, che ricostruisce la verità usando i numerosi flashback (raccontati dal punto di vista dei vari personaggi) come pezzi di un puzzle che alla fine si ricompone: nonostante i...

voto al film: jonas assegna il voto buono a I gangsters (1946)

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7 dicembre 2009 Opinione di will kane su "I gangsters"
will kane

Considerato un caposaldo del noir americano, prima ancora che si chiamasse tale, "I gangsters" è tratto da un racconto di Ernest Hemingway: imperniato su un racconto a flashbacks,tra l'altro molto fluidi nell'inserimento nella narrazione, il film racconta di un regolamento di conti, di un ex pugile non particolarmente intelligente perduto d'amore per una bellissima del giro sbagliato, dell'ineluttabilità del Fato. Robert Siodmak, che vanta perlomeno una manciata di film da...

voto al film: will kane assegna il voto buono a I gangsters (1946)



11 giugno 2008 Opinione di bradipo68 su "I gangsters"
bradipo68

Anche questo è un film che all'epoca riscrisse le regole del genere e fece assurgere il genere poliziesco a genere nobile utile non solo per narrare materiale pulp.E'un film la cui struttura ricorda parecchio quella di Citizen Kane di Welles,la frase pronunciata in punto di morte,la struttura a flashback,la spiegazione della storia del protagonista(un Lancaster splendido al suo esordio).E'una gioia per gli occhi col suo bianco e nero squillante con la disperazione che lo attanaglia,col...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a I gangsters (1946)


3 giugno 2008 Opinione di Dalton su "I gangsters"
Dalton

La struttura narrativa a flashback è orgogliosamente debitrice di CITIZEN KANE, in più c'è una rapina ripresa con un formidabile piano sequenza e la morale misogena tipica dell'autore John Huston. Un classico dell'epoca, che lanciò Lancaster e la Gardner al vertice del cielo stellato di Hollywood. Tratto da un racconto di Hemingway.

voto al film: Dalton assegna il voto buono a I gangsters (1946)



7 aprile 2008 Opinione di joseba su "I gangsters"
joseba

"'Ho commesso un errore una volta': sono le ultime parole che ha detto a Nick. Che significa: 'Ho commesso un errore una volta?". Con questa frase inizia l'indagine di Jim Reardon (Edmond O'Brien), agente delle assicurazioni inviato a Brentwood per far luce sulla morte di Ole Anderson detto "Lo Svedese" (Burt Lancaster). Freddato da due sicari arrivati nel piccolo paese del New Jersey apposta per lui, Lo Svedese ha lasciato come beneficiaria della sua polizza una donna semisconosciuta di...

voto al film: joseba assegna il voto buono a I gangsters (1946)

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22 febbraio 2008 Opinione di carlos brigante su "I gangsters"
carlos brigante

Uno dei più grandi noir della storia! Il racconto parte dall'arrivo di due gangsters in un'anonima cittadina e all'uccisione dell'altrettanto anonimo (in apparenza) benzinaio, lo Svedese. Da questo punto si diparte un incastro a flash back per capire cos'è successo, chi è e cosa ha fatto costui? Non siamo però in un mero film poliziesco; il punto centrale non è solo trovare la soluzione, ma semmai ciò serve da apripista all'analisi/scoperta dei vari personaggi che vi si muovono,...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a I gangsters (1946)



9 luglio 2007 Opinione di old boy su "I gangsters"
old boy

Tra i cinque noir migliori di sempre. O'Brien perfetto (e sottovalutato), la Gardner brilla di luce propria (come sempre), Lancaster miracolato (e all'esordio), Dekker insegna. Fanta-cinema.

voto al film: old boy assegna il voto buono a I gangsters (1946)


6 ottobre 2004 Opinione di emmepi8 su "I gangsters"
emmepi8

Il racconto di Hemyngway è cortissimo ma efficace, il film quindi si è sviluppato su un'idea ed ha continuato con mordente ed efficacia.Siodmak era al suo masimo, nella carriera americana. Ha dalla sua la scoperta di Lancaster e della Gardner, coppia bellissima e poi, peccato, non più usata..Facevano scintille di bellezza e recitazione. La fisicità di questi due attori aiuta il film, anche se sostenuto da un'ottima sceneggiatura curata anche da Huston

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a I gangsters (1946)




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