Quattro passi tra le nuvole (1942)
Con Gino Cervi, Adriana Benetti, Giuditta Rissone, Carlo Romano
La trama
Un brav'uomo accetta di fingersi il marito per aiutare una ragazza-madre.
Paolo Bianchi, commesso viaggiatore sposato con una donna sgradevole, incontra la giovane Maria che torna al paesello, terrorizzata di dover confessare in casa di essere stata messa incinta da un uomo che l'ha poi lasciata. Paolo accetta di fingersi per poche ore il marito di Maria, e riesce a farla perdonare dai severi parenti quando l'inganno viene scoperto. Poi torna alla sua grigia esistenza. Fresco e gradevolissimo, ben recitato e narrato con elegante levità pur nella sua problematica tutt'altro che frivola, il film viene considerato come un antesignano del filone neorealistico. Uno degli esiti migliori del cinema italiano dell'epoca.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 22/02/2012 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
22 febbraio 2012 Opinione di sasso67 su "Quattro passi tra le nuvole"
Francamente, l'anticipazione - se non flebilissima - del neorealismo non ce la vedo ed anche l'apporto di Zavattini in sede di sceneggaitura mi sembra rivelarsi più sul versante del surreale (il nonnetto che si mangia, letteralmente, le pedine della dama) che non su quello del realismo vero e proprio. Viene spontaneo porsi una domanda: dov'è, qui, la guerra? È pur vero che nel 1942 il conflitto non era ancora arrivato pesantemente in Italia, ma qui, da questo punto di vista, siamo al (si...
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18 novembre 2011 Opinione di antonio de curtis su "Quattro passi tra le nuvole"
Grande film di Blasetti con un grande Cervi(nel remake sarà sostituito dal suo compare Fernandel)
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5 agosto 2008 Opinione di emmepi8 su "Quattro passi tra le nuvole"
Film adorabile con giustezza del tocco e Blasetti è stato un maestro in tutto questo. Qui siamo in piena commedia sentimentale, che anticipa di non poco i tempi; da un soggetto di Tellini e Zavattini, di cui sentiamo il sapore, ma che Blasetti in campo di sceneggiatura è riuscito a limare alla perfezione, nonché scegliendo un attore come Cervi che è stata la sicurezza vera di tutta l'operazione. La storia poteva scadere nel melodrammatico, perché la storia cadeva in via naturale lì...
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29 luglio 2006 Opinione di hupp2000 su "Quattro passi tra le nuvole"
Voto 8. Non pochi sono i pregi di questo film, anche se dimostra tutti i suoi anni. Definirlo "datato" sarebbe superficiale. La vicenda di un uomo che si finge marito di una ragazza incinta per farla riammetere presso la famiglia non è per nulla scontata nella filmografia dell'Italia ancora fascista. Inoltre, Blasetti elabora una convincente ricostruzione della vita rurale dell'epoca, della mentalità imperante, della forza soffocante della famiglia tradizionale. Gino Cervi offre una grande...
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17 maggio 2004 Opinione di IVANSELVA su "Quattro passi tra le nuvole"
Grande blasetti,un vero anticipatore del cinema.
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6 febbraio 2003 Opinione di zio_ulcera su "Quattro passi tra le nuvole"
Questo film è bellissimo per molti motivi. E' un affresco di vita contadina realistico e idilliaco al tempo stesso. Celebra la bellezza e la durezza della vita di campagna prima della fuga di massa verso le città. Crea il neorealismo. Affronta un tema (il nostro Ed_Wood giustamente lo definisce insolito) inaffrontabile in un'epoca storica in cui l'adulterio era un reato. E' curatissimo persino nei dialoghi e nelle caratterizzazioni inessenziali allo svolgimento del dramma. E' un ritratto...
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21 gennaio 2003 Opinione di ed wood su "Quattro passi tra le nuvole"
un'anno prima dell'Ossessione di Visconti, Blasetti "lancia" il neorealismo, con un prodotto lontano anni luce dalla retorica gonfia e superficiale del cinema fascista, attraverso la quotidianita' di situazioni difficili
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8 ottobre 2002 Opinione di woody su "Quattro passi tra le nuvole"
Agrodolce e fugace evasione nella genuina vita agreste - in chiara contrapposizione al grigiore cittadino - per uno sventurato commesso viaggiatore in crisi coniugale. In un epoca segnata da ben altri rigidi proclami e celebrazioni, non è poco. Certo, risente ancora di un certo sentimentalismo di maniera, ma il fatto di essere manifestamente in anticipo sui tempi con quel latente sentimento d'angoscia e di esistenza destabilizzata - e per i desolanti aspetti che si scorgono sullo sfondo -...
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