Mean Streets (1972)
Con Robert De Niro, Harvey Keitel, Amy Robinson, David Proval
La trama
Vita e morte di piccoli delinquenti in una spietata e sanguinosa Little Italy.
Johnny Boy è un teppistello scombinato che accumula debiti e inimicizie. Il suo migliore amico Charlie, nipote di un mafioso, è ossessionato dalla religione e dal sesso. Un altro, Tony, gestisce un bar malfamato. Una lite e il successivo regolamento di conti mettono fine alle loro vite. Finisce male anche per la sorella epilettica di Johnny...
Granguignolesca, straordinaria ricostruzione della Little Italy che il regista ha conosciuto nella sua infanzia. Il terzo lungometraggio di Scorsese sviluppa un tema che innerverà molte delle sue opere maggiori: quello della città come inferno, in cui i personaggi vivono un calvario tutto terreno.
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 2011-01-05 16:40:23 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
- negative [9]
- sufficienti [2]
- positive [36]
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2012-01-19 23:05:28 Opinione di scafoide su "Mean Streets"
Scorsese condivide, sceneggiandole per il cinema, queste pagine della sua infanzia. Per quanto sia un film tecnicamente decente, è una sequela di tristezza umane colorate con una certa italianità, per rappresentare le quali non ci vuole una grande maestria o talento, giacché la quotidianità mediatica e personale ne offre già in abbondanza; visionarle in un film può risultare assai masochistico. Un salto filmografico nei bassifondi newyorkesi, ricco di stereotipi italo-napoletani veri...
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2011-10-14 19:15:40 Opinione di Simon Hackman su "Mean Streets"
ll terzo film di Martin Scorsese, ma sicuramente il suo primo notevole da poter essere menzionato dove ci viene mostrato per la prima volta il suo marchio di fabbrica mostrandoci i suoi tipici tratti stilistici che l'hanno consacrato nelle sue grandi e più famose opere precedenti a questo! Il film può essere definito come un autobiografia del regista-italoamericano durante la sua adolescenza a Little Italy dove come risultato finale lo si può valutare come un buon film gangster,...
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2011-09-19 11:35:51 Opinione di maso su "Mean Streets"
Non riesco veramente a capire cosa la gente ci trova di bello in questo film. In primo luogo la storia è praticamente inesistente, Scorsese cerca in qualche modo di dargliene una ma in realtà è solo un pretesto per riprendere i luoghi dove è cresciuto, la luce è veramente scadente e poco m'importa che sia un film a basso costo, ha il colore di una felpa blu cobalto messa in candeggina per una settimana, De Niro è acerbo ed il suo personaggio non è ne interessante ne divertente, mi è...
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2011-01-06 05:49:48 Opinione di millertropico su "Mean Streets"
Siamo a Little Italy, la piccola Italia di New York: la banda suona la Marcia reale o Faccetta nera, mentre i juke-box rimandano le note di Malafemmina o di Maruzzella e le processioni religiose riempiono le strade in un tripudio di bandiere tricolori appese alle finestre dei palazzi. Qualcuno ha scritto che si ha quasi l'impressione di assistere a un film antropologico: è una tesi che sposo in pieno e faccio mia. Ma c'è qualcosa di più, perchè qui (ed è...
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2011-01-05 19:45:58 Opinione di Snaporaz68 su "Mean Streets"
Tra le prime opere del regista italo americano, Mean Streets è forse quella che meglio rappresenta la poetica del contrasto tra i desideri di redenzione dell’eroe post esistenzialista e la grande illusione di un ambiente sociale circostante opprimente e castrante, in cui l’adattamento presuppone una sorta di patto di sangue col diavolo. Questi temi verranno analizzati e sviluppati nei successivi film di Scorsese, Taxi Driver, Toro Scatenato, Quei Bravi Ragazzi,...
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2011-01-05 16:40:23 Opinione di maghella su "Mean Streets"
Ho rivisto questo film dopo moltissimi anni, ed è stato un po' come rivederlo la prima volta: meraviglioso! Scorsese con questa seconda opera, già si rivela per quel grande regista che sarà negli anni a venire. Il film racconta la storia di Charlie (Harvey Keitel), nipote di un boss di quartiere, nella New York anni '70, che vuole far carriera, ma è affascinato dall'amicizia di un balordo attaccabrighe, Johnny Boy (e qui scatta l'applauso per il perfetto Robert...
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2010-05-04 09:07:19 Opinione di luisasalvi su "Mean Streets"
Ispirato a Fellini, in particolare a I vitelloni, forse attraverso la mediazione di Altman; non facile da apprezzare, perché privo di storia, fatto di rievocazione di ambiente. Forse aiuta qualche informazione biografica, se Scorsese era entrato in seminario per farsi prete e ne è stato espulso a causa delle sue amicizie non regolari: come qui Charlie (Keitel) vuole ottenere un ristorante dallo zio più o meno mafioso (ma nulla lo denuncia apertamente come tale) ma deve...
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2010-04-06 12:05:48 Opinione di hallorann su "Mean Streets"
“I peccati non si scontano in chiesa, si scontano per strada, si scontano a casa…il resto è una balla e lo sanno tutti”. Così esordisce Charlie, il protagonista di MEAN STREETS, il quale nella prima scena si sveglia di botto, si alza e si guarda allo specchio, per poi ricoricarsi e asciugarsi gli occhi, sullo sfondo si sentono i rumori della città mentre parte BE MY BABY sui titoli di testa. Forse un incubo ha turbato il sonno di Charlie o forse ha...
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2010-03-25 06:52:12 Opinione di danilodac su "Mean Streets"
Scorsese descrive, con ammirevole puntiglio da antropologo, la tormentata vita di un quartiere affollato da personaggi nevrotici, ambiziosi, estremi. L’asse portante della narrazione è affidato a Charlie (Harvey Keytel), piccolo gangster eternamente in conflitto con la propria coscienza umana e religiosa, smanioso di scoprire una maniera con la quale pagare i suoi “debiti”. E’ un film ruvido, affidato molto alle improvvisazioni degli interpreti e alla loro...
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2009-10-16 14:26:26 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Mean Streets"
Bel film, che introduce con semplicità ma fermezza quasi tutti gli argomenti che Scorsese affronterà nella sua carriera : la mafia italo - americana, i sobborghi infernali dell' America anni Sessanta, i quartieri abitati da folli e giustizieri dove la legge si compra coi soldi e l' unico modo per restare vivi è girare armati, il conflitto interiore tra uomo e Dio, il gioco e il tentativo di fare del bene a tutti i costi. De Niro e Keitel nel periodo di gloria sono...
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