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Opinione di OGM su Il maratoneta

[Marathon Man, USA 1976, Thriller, durata 120']   Regia di John Schlesinger
Con Dustin Hoffman, Laurence Olivier, Roy Scheider, Marthe Keller




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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09/09/2010 voto al film: voto buono

Sul film

La visione cinematografica, nelle mani di John Schlesinger, è un colore da stendere ora con pennellate violente, ora con la delicata precisione di un pennino: l’effetto è comunque quello di un tratto graffiante, che lacera la superficie degli eventi creando stelle filanti di emozioni, penetranti come il dolore di una tortura e allucinanti come una manciata di diamanti gettata al vento. La vicenda de Il maratoneta squarcia il velo della normalità per scoperchiare il demone del male che cova sotto la storia, attraverso gli anni, e porta gli incubi del passato a riemergere in mezzo alla tranquilla apparenza del presente. Un ex-criminale nazista che circola indisturbato tra la folla di New York incarna la minaccia infernale che può colpire chiunque a tradimento, trascinando  anche la persona più comune ed innocente in un vortice di crudeltà, falsità ed ingordigia.  Nei confronti di Thomas “Babe” Levy, un universitario dedito unicamente alle passioni tipicamente giovanili come lo studio, lo sport e l’amore, l’arma del destino è una lente di ingrandimento, che lo punta ingigantendo a dismisura la sua fragile figura di uomo qualunque: è la potenza di una sfortuna particolarmente spietata a forgiare gli eroi, ossia quei personaggi la cui umanità, da passivo attributo,  diviene un’energia combattente, spremuta fino all’ultima goccia per la sopravvivenza del cuore. Questa storia di spionaggio è un quadro inquieto e vivo, le cui trame non sono solo l’intreccio di un thriller,  ma sono un sistema vibrante che attraversa le fibre dei legami affettivi, facendone sfumare i contorni e facendone esplodere l’anima in una pioggia di sudore, lacrime e sangue.


SI

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