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Nel regno di Napoli (1978)

[Neapolitanische Geschwister, RFT, Italia 1978, Drammatico, durata 131']   Regia di Werner Schroeter
Con Ida Di Benedetto, Romeo Giro, Antonio Orlando, Tiziana Ambretti, Maria Antonietta Riegel



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Nel regno di Napoli: assente
Ritmo ritmo in Nel regno di Napoli: presente
Impegno impegno in Nel regno di Napoli: presente
Tensione tensione in Nel regno di Napoli: presente
Erotismo erotismo in Nel regno di Napoli: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Nel regno di Napoli

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Nel regno di Napoli (voti: 8 media: 3,13) 8

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La trama

Trent'anni di vita partenopea in due storie emblematiche di donne.

Maria Pagano, moglie di un disoccupato, mette al mondo Vittoria e Massimo, per poi morire quando sembra iniziare per Napoli e, di conseguenza, anche per la famiglia della donna, un periodo di prosperità. Più tardi, Vittoria, dopo molte vicissitudini, deve provvedere al padre e al fratello che è diventato un fervente comunista, convinto che il partito possa risolvergli i suoi annosi problemi.  

Pluripremiato in vari festival, il film è forse più ricco di ambizioni che di autentica validità, piuttosto schematico nella presentazione del quadro sociale e politico in cui agiscono i personaggi. Molto interessante, però, lo stile narrativo dell'autore.

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 02/02/2012 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Poco più che trentenne, ma già attivo da una decade (soprattutto con cortometraggi), Schroeter gira Nel regno di Napoli con la ferma intenzione di fare un film alla Wertmuller: e ci riesce perfettamente. Il nucleo della pellicola, scritta dal regista in collaborazione con Gerardo D'Andrea (anche aiuto regista) e Wolf Wondratschek, sta tutto in un affresco sociopolitico che attraversa trentacinque anni di storia italiana vista attraverso le personali vicende di un gruppetto di personaggi. Umanissimi, ricchi (perchè in essi costituiscono senz'altro ricchezza) di difetti, capaci di imparare dagli errori oppure di perseverare, mentre un serrato cadenzare di eventi ci ricorda - spesso didascalicamente, con l'intervento di scritte e voce del narratore fuori campo - che il tempo sta passando. Eventi importanti o che non hanno lasciato grande ricordo di sè, avvenimenti di portata internazionale o semplicemente legati a Napoli e ai personaggi della storia; dal microscopico al macroscopico, le disavventure dei protagonisti finiscono per assumere una portata ben più ampia, come fossero in sostanza rappresentanti di una intera generazione (quella coetanea del regista, peraltro), vissuta fra momenti eccezionali fin dalla sua nascita, che coincide con la fine del secondo conflitto mondiale. Oltre a rappresentare un progetto di grande ambizione e ad essere uno dei rarissimi film che raccontano l'Italia per mano di un cineasta straniero, Nel regno di Napoli è anche opera encomiabile per la recitazione in dialetto (quasi sempre comprensibile, a ogni modo) di un cast per lo più italiano e non completamente composto da professionisti. Musiche 'senza infamia e senza lode' di Roberto Pregadio, che però fino a quel momento non si era distinto per le grandi collaborazioni: aveva infatti scritto per la serie B e soprattutto C del cinema nostrano (da qualche film con Franco e Ciccio a SS lager 5, da Quella età maliziosa a Sesso in testa e via dicendo). La durata deve assecondare la vasta mole di materiale narrativo e supera di qualche minuto le due ore; il ritmo non è omogeneo e il rischio cui si va legittimamente incontro è quindi che centotrenta minuti siano troppi. 6/10.
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SI

Opinioni su Nel regno di Napoli


2 febbraio 2012 Opinione di mm40 su "Nel regno di Napoli"
mm40

Poco più che trentenne, ma già attivo da una decade (soprattutto con cortometraggi), Schroeter gira Nel regno di Napoli con la ferma intenzione di fare un film alla Wertmuller: e ci riesce perfettamente. Il nucleo della pellicola, scritta dal regista in collaborazione con Gerardo D'Andrea (anche aiuto regista) e Wolf Wondratschek, sta tutto in un affresco sociopolitico che attraversa trentacinque anni di storia italiana vista attraverso le personali vicende di un gruppetto di personaggi....

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Nel regno di Napoli (1978)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

22 gennaio 2010 Opinione di jonas su "Nel regno di Napoli"
jonas

Vicende di un gruppo di personaggi a Napoli dall’ultimo anno di guerra agli anni ’70, fra timide speranze e puntuali delusioni. In particolare vengono seguite le vite parallele di un fratello e una sorella (il titolo originale significa appunto “Fratelli napoletani”): l’uno sembra condannato a un’esistenza squallida nonostante i suoi sforzi per cambiare, l’altra studia le lingue da autodidatta e riesce a diventare una hostess. Strano film,...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Nel regno di Napoli (1978)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


22 settembre 2009 Opinione di joe cavana su "Nel regno di Napoli"
joe cavana

Il film è molto caotico e alla fine non tutto è chiaro allo spettatore. Inoltre la lunghezza e la lentezza del film non sono d'aiuto. Le immagini di Napoli sono suggestive e la rendono affascinante (come di fatto è), ma un film non è un cartolina. Voto: 5.

voto al film: joe cavana assegna il voto mediocre a Nel regno di Napoli (1978)


8 febbraio 2009 Opinione di eucas70 su "Nel regno di Napoli"
eucas70

sceneggiata in stile teutonico

voto al film: eucas70 assegna il voto sufficiente a Nel regno di Napoli (1978)



7 novembre 2008 Opinione di emmepi8 su "Nel regno di Napoli"
emmepi8

La didascalia fa parte del concetto stesso del film, l'ideologia è evidente, ma diciamo pure che i vari pezzi sceneggiati, non sono male,anche il racconto, volutamente didascalico, li affastella in maniera pedante. Gli attori e la recitazione è ben distruibuita e questa volontà di rendere artificioso il film risulta solo un limite presuntuoso, che fa perdere peso alla operzione

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Nel regno di Napoli (1978)


30 maggio 2008 Opinione di OGM su "Nel regno di Napoli"
OGM

Uno spaccato, fedele nei dati storici e nelle connotazioni regionali, della società napoletana, rimasta ancorata a quegli apparati locali originariamente costituiti dal popolo per tamponare l'influenza del maltollerato regime borbonico. Queste microstrutture si sostituiscono alle istituzioni, in famiglia, in politica e nel mondo del lavoro, creando aree di potere personificato che, in quanto tali, troppo facilmente diventano teatro di abusi, sfruttamento e prevaricazioni. Ne sono vittime...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Nel regno di Napoli (1978)




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