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Banditi a Milano (1968)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Banditi a Milano: assente
Ritmo ritmo in Banditi a Milano: forte
Impegno impegno in Banditi a Milano: minimo
Tensione tensione in Banditi a Milano: forte
Erotismo erotismo in Banditi a Milano: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Banditi a Milano

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Banditi a Milano (voti: 33 media: 3,82) 33

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locandina di Banditi a Milano

La trama

Quattro banditi, inseguiti dalla polizia dopo un colpo in banca, sparano sulla folla. Lizzani prende lo spunto da un fatto di cronaca e realizza un poliziesco pieno di suspense, ben fotografato e con qualche autentico pezzo di bravura (la fuga in automobile). 

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 07/05/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

"Banditi a Milano"di Carlo Lizzani trae spunto da un tragico fatto di cronaca. La rapina al Banco di Napoli di largo Zandonai a Milano ad opera della banda di Pietro Cavallero (Piero nel film, interpretato da Gian Maria Volontè) che si concluse con un inseguimento che provocò la morte di tre persone e gettò la città nel panico più totale. La rapina rappresentò l'atto finale delle azioni della banda, che per oltre tre anni si specializzò con successo nella "tripletta" (o "doppietta" nei giorni di "magra"), ovvero, nella rapina consecutiva di tre banche in uno stesso giorno. Insieme al capo indiscusso Pietro Cavallero, gli altri esponenti della banda erano Sante Notarnicola (Sandro nel film, interpretato da Don Backy), Donato Lopez detto Tuccio (Ray Lovelock) ed Adriano Rovoletto detto Bartolini (Ezio Sancrotti). A dargli la caccia che culminerà con l'arresto graduale di ognuno è il commissario Basevi (Tomas Milian). Il film parte con un taglio decisamente documentaristico, come se si trattasse di un inchiesta a carattere sociologico tesa ad indagare sulla recrudescenza della violenza cittadina, sulle nuove modalità d'azione del crimine organizzato e sul legame tra le bande criminali e l'estremismo politico. Poi assume le fattezze più consone ad un film poliziesco, con la presenza congiunta di tutti gli ingredienti tipici che lo connotano (rapine, sparatorie, inseguimenti, indagini di polizia) e una buona dose di spettacolarità a fare il resto. Tutto però è dosato per far si che la cifra spettacolare del film, più che diventarne l'elemento preponderante, sia funzionale a un discorso più generale e profondo sull Italia degli anni sessanta e sulla "politicizzazione" delle rapine. Carlo Lizzani calibra a dovere tutti gli ingredienti riuscendo a conferire al film uno spessore autoriale che lo pone ben oltre la semplice catalogazione ad un genere. Ritengo che un aspetto assai interessante di "Banditi a Milano" sia la netta percezione di un legame preciso tra la morfologia della metropoli meneghina (o di qualsiasi altra grande città) e le azioni criminose di questi banditi, tra la brulicante e industriosa quotidianità cittadina, fatta di facce anonime che si rincorrono senza mai guardarsi negli occhi, e la messa a punto di piani criminali che si perfezionano facendo appunto leva sulla possibile contrazione spazio-temporale della vita cittadina. Le distanze e i tempi di percorrenza possono essere calcolati con estrema precisione, si possono perfezionare le vie di fuga imparando gli incroci, i tempi dei semafori e tutti gli ostacoli possibili. L'imponderabile può essere assorbito dal fattore sorpresa che contraddistingue il come e il quando fare una rapina o da una raffica di mitra. La città diventa la geometria del crimine. Emblematica a mio avviso è la contrapposizione emotiva dei volti, tra quelli serafici di chi ha con la città un rapporto scandito dalle solite incombenze di ogni giorno, e quelli spavaldi di chi ostenta una sicurezza da padrone della situazione, che Lizzani, ad un certo punto del film, incomincia ad alternare con una certa insistenza, fino al momento in cui tutte entrano in un unico vortice della paura, chi per incontrare la morte e chi per conoscere il terrore panico della resa definitiva. Il culmine del film è rappresentato dalla superba sequenza dell'inseguimento per le vie di Milano, che chissà quanti "epigoni" non accreditati ha partorito, in Italia e nel mondo. Insomma, un buon film, con una solidità stilistica che lo fa reggere dignitosamente all'usura del tempo, con Gian Maria Volontè e Tomas Milian a duellare in bravura a distanza (con il primo che vince sempre) e una serie di piccoli e grandi caratteristi a reggere ottimamante il gioco ( gli altri componenti della banda naturalmente, ma anche Carla Gravina e Piero Mazzarella). Da rinverdire spesso.
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SI

Opinioni su Banditi a Milano


7 novembre 2011 Opinione di mm40 su "Banditi a Milano"
mm40

Signore e signori, il poliziesco all’italiana nasce qui. Uno dei generi più popolari (il più popolare addirittura?) degli anni ’70 si forma in questo piccolo gioiello della produzione di un cineasta perennemente sottovalutato come Carlo Lizzani. Di Leo, Lenzi, Massi e tanti altri: prenderanno tutti spunto da questo lavoro. Lizzani, per la sua natura di sperimentatore di generi e stili, ha spesso toppato (a volte anche senza scusanti), ma non gli si può non riconoscere una curiosità,...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)

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19 settembre 2011 Opinione di barabbovich su "Banditi a Milano"
barabbovich

Milano, settembre 1967: 4 rapinatori guidati da Piero Cavallero (Volontè) seminano il panico per la città dopo avere compiuto una serie di rapine. La polizia li insegue e loro si mettono a sparare all'impazzata, colpendo più di un passante. Consuntivo pessimo: 4 morti e decine di feriti. Appena 7 mesi dopo Carlo Lizzani gira un instant-movie su quei fatti che scossero profondamente la città, raccontandoli in un film adrenalinico a metà tra fiction e inchiesta sociologica. Ne esce...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)

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29 luglio 2011 Opinione di Paul Hackett su "Banditi a Milano"
Paul Hackett

Splendido instant-movie sulle gesta criminali della cosiddetta Banda Cavallero, un gruppo di anarchici che terrorizzò Milano verso la metà degli anni '60 con una serie di clamorose rapine in banca che costarono la vita a diversi innocenti. Partendo da fatti reali di cronaca, Carlo Lizzani realizzò un notevole "film di malavita", con una prima parte (davvero molto bella) di tipo documentaristico (che oggi ci restituisce un interessantissimo reportage "in diretta" dagli...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)

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29 luglio 2011 Opinione di cheftony su "Banditi a Milano"
cheftony

In un'intervista si cerca di ripercorrere l'evoluzione della malavita milanese nel corso degli anni e i crimini della banda Cavallero costituiscono una tappa obbligatoria. Cavallero (Gian Maria Volonté), Sante (Don Backy) e Bartolini, tre uomini comuni ed incensurati residenti a Torino, mettono su una gang specializzata nelle rapine in banca per ambire ad una piccola rivoluzione proletaria, alla quale l'unico a credere fermamente è proprio Cavallero, che in pubblico si diverte...

voto al film: cheftony assegna il voto sufficiente a Banditi a Milano (1968)

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7 maggio 2011 Opinione di Peppe Comune su "Banditi a Milano"
Peppe Comune

"Banditi a Milano"di Carlo Lizzani trae spunto da un tragico fatto di cronaca. La rapina al Banco di Napoli di largo Zandonai a Milano ad opera della banda di Pietro Cavallero (Piero nel film, interpretato da Gian Maria Volontè) che si concluse con un inseguimento che provocò la morte di tre persone e gettò la città nel panico più totale. La rapina rappresentò l'atto finale delle azioni della banda, che per oltre tre anni si specializzò con...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)

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9 febbraio 2011 Opinione di Tarabas su "Banditi a Milano"
Tarabas

La drammatica storia della Banda Cavallero, protagonista di alcune sanguinose rapine alla fine degli Anni Sessanta, raccontata quasi in tempo reale (il film uscì meno di un anno dopo l'arresto dei banditi) e con sufficiente onestà intellettuale. Volontè gigioneggia, anche se gli atteggiamenti sono presi dall'originale, che tentò di rivendicare alle proprie azioni criminali una qualche motivazione ideologica. Purtroppo assai verosimile la scena dalla fuga dopo la...

voto al film: Tarabas assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)

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24 gennaio 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Banditi a Milano"
Carlo Ceruti

C'è qualche buco nella sceneggiatura, ma nel complesso è un poliziesco mozzafiato ricco di suspense, sangue e ritmo. Grande Volonté. Un minimo d'impegno civile non manca. Tabellino dei punteggi di Film tv ritmo:3 impegno:1 tensione:3

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)


1 dicembre 2010 Opinione di jonas su "Banditi a Milano"
jonas

Dopo un’introduzione semidocumentaristica, che descrive il clima di diffusa insicurezza dell’epoca, il film si concentra sulle imprese di una banda di rapinatori capeggiata da un folle megalomane (nella realtà Pietro Cavallero, qui i nomi sono modificati), di cui rievoca l’ultimo sanguinoso colpo e la successiva caccia all’uomo nelle campagne della Brianza. Ricorda un po’ il primo Germi, per il modo in cui guarda i modelli americani ma anche per i limiti...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Banditi a Milano (1968)

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21 ottobre 2010 Opinione di wang yu su "Banditi a Milano"
wang yu

Mi è piaciuto molto questo film, per la capacità del regista di rappresentare sia i semplici fatti che la mentalità dei banditi. Lo stile del film è qualcosa da vedere. Si vira selvaggiamente da approccio narrativo classico al Verite stile documentario,  La fotografia è ricco e imponente, ed i momenti di azione e di violenza sono veramente notevoli per quell'epoca.

voto al film: wang yu assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)

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28 settembre 2010 Opinione di emmepi8 su "Banditi a Milano"
emmepi8

  Un road movie, sempre sorprendente e dire che è stato Lizzani a realizzarlo, e a pensare a quello che ha realizzato negli ultimi venti anni e passa questo regista, mi sento male. Aveva avuto un intuito fortissimo sia nella scelta del casta che nella realizzazione, coordinando insieme fiction e indagine giornalistica, con un discreto impegno iniziale del flash back, Con Volontè aveva fatto già un altro magnifico film sulla storia di cronaca del moneto come...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Banditi a Milano (1968)

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