Banditi a Milano (1968)
Con Gian Maria Volonté, Don Backy, Tomas Milian, Ray Lovelock
La trama
Quattro banditi, inseguiti dalla polizia dopo un colpo in banca, sparano sulla folla. Lizzani prende lo spunto da un fatto di cronaca e realizza un poliziesco pieno di suspense, ben fotografato e con qualche autentico pezzo di bravura (la fuga in automobile).
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 07/05/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [4]
- positive [21]
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7 novembre 2011 Opinione di mm40 su "Banditi a Milano"
Signore e signori, il poliziesco all’italiana nasce qui. Uno dei generi più popolari (il più popolare addirittura?) degli anni ’70 si forma in questo piccolo gioiello della produzione di un cineasta perennemente sottovalutato come Carlo Lizzani. Di Leo, Lenzi, Massi e tanti altri: prenderanno tutti spunto da questo lavoro. Lizzani, per la sua natura di sperimentatore di generi e stili, ha spesso toppato (a volte anche senza scusanti), ma non gli si può non riconoscere una curiosità,...
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19 settembre 2011 Opinione di barabbovich su "Banditi a Milano"
Milano, settembre 1967: 4 rapinatori guidati da Piero Cavallero (Volontè) seminano il panico per la città dopo avere compiuto una serie di rapine. La polizia li insegue e loro si mettono a sparare all'impazzata, colpendo più di un passante. Consuntivo pessimo: 4 morti e decine di feriti. Appena 7 mesi dopo Carlo Lizzani gira un instant-movie su quei fatti che scossero profondamente la città, raccontandoli in un film adrenalinico a metà tra fiction e inchiesta sociologica. Ne esce...
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29 luglio 2011 Opinione di Paul Hackett su "Banditi a Milano"
Splendido instant-movie sulle gesta criminali della cosiddetta Banda Cavallero, un gruppo di anarchici che terrorizzò Milano verso la metà degli anni '60 con una serie di clamorose rapine in banca che costarono la vita a diversi innocenti. Partendo da fatti reali di cronaca, Carlo Lizzani realizzò un notevole "film di malavita", con una prima parte (davvero molto bella) di tipo documentaristico (che oggi ci restituisce un interessantissimo reportage "in diretta" dagli...
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29 luglio 2011 Opinione di cheftony su "Banditi a Milano"
In un'intervista si cerca di ripercorrere l'evoluzione della malavita milanese nel corso degli anni e i crimini della banda Cavallero costituiscono una tappa obbligatoria. Cavallero (Gian Maria Volonté), Sante (Don Backy) e Bartolini, tre uomini comuni ed incensurati residenti a Torino, mettono su una gang specializzata nelle rapine in banca per ambire ad una piccola rivoluzione proletaria, alla quale l'unico a credere fermamente è proprio Cavallero, che in pubblico si diverte...
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7 maggio 2011 Opinione di Peppe Comune su "Banditi a Milano"
"Banditi a Milano"di Carlo Lizzani trae spunto da un tragico fatto di cronaca. La rapina al Banco di Napoli di largo Zandonai a Milano ad opera della banda di Pietro Cavallero (Piero nel film, interpretato da Gian Maria Volontè) che si concluse con un inseguimento che provocò la morte di tre persone e gettò la città nel panico più totale. La rapina rappresentò l'atto finale delle azioni della banda, che per oltre tre anni si specializzò con...
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9 febbraio 2011 Opinione di Tarabas su "Banditi a Milano"
La drammatica storia della Banda Cavallero, protagonista di alcune sanguinose rapine alla fine degli Anni Sessanta, raccontata quasi in tempo reale (il film uscì meno di un anno dopo l'arresto dei banditi) e con sufficiente onestà intellettuale. Volontè gigioneggia, anche se gli atteggiamenti sono presi dall'originale, che tentò di rivendicare alle proprie azioni criminali una qualche motivazione ideologica. Purtroppo assai verosimile la scena dalla fuga dopo la...
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24 gennaio 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Banditi a Milano"
C'è qualche buco nella sceneggiatura, ma nel complesso è un poliziesco mozzafiato ricco di suspense, sangue e ritmo. Grande Volonté. Un minimo d'impegno civile non manca. Tabellino dei punteggi di Film tv ritmo:3 impegno:1 tensione:3
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1 dicembre 2010 Opinione di jonas su "Banditi a Milano"
Dopo un’introduzione semidocumentaristica, che descrive il clima di diffusa insicurezza dell’epoca, il film si concentra sulle imprese di una banda di rapinatori capeggiata da un folle megalomane (nella realtà Pietro Cavallero, qui i nomi sono modificati), di cui rievoca l’ultimo sanguinoso colpo e la successiva caccia all’uomo nelle campagne della Brianza. Ricorda un po’ il primo Germi, per il modo in cui guarda i modelli americani ma anche per i limiti...
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21 ottobre 2010 Opinione di wang yu su "Banditi a Milano"
Mi è piaciuto molto questo film, per la capacità del regista di rappresentare sia i semplici fatti che la mentalità dei banditi. Lo stile del film è qualcosa da vedere. Si vira selvaggiamente da approccio narrativo classico al Verite stile documentario, La fotografia è ricco e imponente, ed i momenti di azione e di violenza sono veramente notevoli per quell'epoca.
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28 settembre 2010 Opinione di emmepi8 su "Banditi a Milano"
Un road movie, sempre sorprendente e dire che è stato Lizzani a realizzarlo, e a pensare a quello che ha realizzato negli ultimi venti anni e passa questo regista, mi sento male. Aveva avuto un intuito fortissimo sia nella scelta del casta che nella realizzazione, coordinando insieme fiction e indagine giornalistica, con un discreto impegno iniziale del flash back, Con Volontè aveva fatto già un altro magnifico film sulla storia di cronaca del moneto come...
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