Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

In nome della legge (1948)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in In nome della legge: assente
Ritmo ritmo in In nome della legge: presente
Impegno impegno in In nome della legge: presente
Tensione tensione in In nome della legge: forte
Erotismo erotismo in In nome della legge: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a In nome della legge

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a In nome della legge (voti: 26 media: 3,96) 26

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di In nome della legge

Acquista In nome della legge

Scegli tra i formati disponibili

In nome della legge disponibile in DvdIn nome della legge non disponibile in Blu-RayIn nome della legge non disponibile in Umd

La trama

Un magistrato di primo pelo arriva in un paese della Sicilia intenzionato a combattere contro la mafia. Soltanto un ragazzo di nome Paolino sta dalla sua parte. A causa della diffusa omertà i risultati sono scarsi anche perché gli uomini del paese sono in pugno del barone Lo Verso, padrone della solfatara che dà lavoro a tutti. Quando il barone chiude la miniera, il giudice pensa seriamente di andarsene. In seguito all'omicidio di Paolino egli si rende conto che il suo dovere è quello di restare.  

Western sudista: la Sicilia come la Panoramic Valley di Ford, e la lotta tra mafiosi e la legge come quella tra banditi e sceriffi. Sulla scia di un bel romanzo di Giuseppe Lo Schiavo, una regia ariosa e avvincente di Germi, che pur nella sua prospettiva singolare riesce a non essere troppo superficiale e folcloristico. Grandi attori.

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 08/07/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Germi nella sua carriera è stato un superbo cesellatore di generi spaziando molto da un genere all'altro senza per questo acccusare cedimenti.In questo caso rilegge il genere americano per eccellenza ,il western,ibridandolo con schemi cari al gangster movie e al cinema di impegno civile anticipando di parecchio il cinema di denuncia degli anni a venire.La sceneggiatura è scritta tra gli altri da Fellini e da Monicelli e il regista Mastrocinque appare nella parte del barone.E'evidente il porsi a debita distanza  dal neorealismo che all'epoca era considerato genere nobile.Qualche influsso c'è soprattutto nella volontà di usare attori del luogo,non professionisti ma la messa in scena di Germi è superba,molto ben rifinita arrivando a vette di raffinatezza che erano rifuggite per principio dai film neorealisti.Usa gli spazi a perdita d'occhio della Sicilia,il suo paesaggio ciottoloso quasi a mimare il suolo lunare per accentuare la sensazione di solitudine del pretore arrivato nella paesotto,un giovane impetuoso armato di orgoglio e di codici legali.Ma trova una realtà ben diversa da quella che si aspettava.E scopre tutto un modo sotterraneo di amministrare la legge e l'ordine,un continuo prevaricare i deboli e il calpestio sistematico di quella che è la legge dello Stato.Addirittura la mafia  è arrivata a un accordo con il barone del luogo per cercare di fermare i continui omicidi che si susseguivano. Molti hanno fatto il nome di John Ford per questa pellicola ed è senza dubbio ben visibile la sua influenza ma guardando questo film mi  è venuto sovente di accostarlo a Giorno maledetto di John Sturges in cui c'è la stessa lotta di un uomo solo contro l'aperta ostilità della comunità.Qualche dubbio questo film lo solleva nel volere a tutti i costi inserire una parentesi sentimentale(tra il pretore e la baronessa) in una narrazione così pungente e se vogliamo schematica e allo stesso modo sono rimasto piuttosto perplesso dal finale:scenograficamente le campane a martello che convocano tutti nella piazza principale del paese e il discorso accorato(e anche retorico) che il pretore fa alla cttadinanza hanno la loro indubbia efficacia.Ma il fatto che la mafia locale si allinei alla legge(e a questo punto non si sa poi chi si allinea a chi,se la mafia alla legge o la legge alla mafia) mi suona piuttosto ambiguo.E'come se non si fosse voluto infierire sui problemi della Sicilia.E se alla maniera di Rosi avesse vinto un'altra volta la mafia?Ecco probabilmente forse sarei qui  a parlare di capolavoro...
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su In nome della legge


15 maggio 2011 Opinione di lorenzodg su "In nome della legge"
lorenzodg

Quando il cinema italiano veniva scritto dai 'grandi' le pellicole avevano un humus di dignità morale, di speranza e di legami forti con la vita. Quando Pietro Germi si faceva aiutare da Pinelli e Fellini e quando le sceneggiature si immergevano nello 'scorrere' della nostra storia. Un mondo fatto di vera cultura e di indignazione 'politica': si cresceva tra le macerie, le miserie umane, le vigliccherie ma si scardinava la diga della facile retorica 'acclamata'. Un Germi d'inizio...

voto al film: lorenzodg assegna il voto buono a In nome della legge (1948)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

11 marzo 2011 Opinione di chribio1 su "In nome della legge"
chribio1

vabbe' il buon intento di fare all'epoca un film sulla mafia siciliana,ma qua c'e' da salvare solo la storia d'amore fra i 2 giovani attori e basta. Da segnalare appunto anche la presenza della bella e dolce Nadia Niver (Bastianedda).voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a In nome della legge (1948)



26 settembre 2010 Opinione di ethan su "In nome della legge"
ethan

Fino a qualche decennio fa' Pietro Germi era considerato da alcuni critici un mestierante, un artigiano, nel senso spregiativo del termine. Per fortuna questo regista ora è considerato per quello che è, vale a dire un autore che, prima attraverso il dramma poi tramite la commedia dai toni grotteschi, ha saputo mettere alla berlina i vizi (molti) e le virtù (poche) dell'italiano medio nella secondà metà del secolo scorso. In questa sua opera del 1948...

voto al film: ethan assegna il voto buono a In nome della legge (1948)


15 settembre 2010 Opinione di ed wood su "In nome della legge"
ed wood

Film di epoca neorealista, ma anti-neorealista nella stile. E' un western nel segno dell'idealismo fordiano, pervaso dall'indignazione del cinema italiano d'impegno civile (sorto ufficialmente una decina d'anni dopo con Rosi e da Germi precorso). Un film di genere, quindi, un po' come l'esordio di Lizzani, "Achtung Banditi", era film di guerra, d'azione, degno dei film USA di Walsh o Wellman: che poi il genere bellico servisse per veicolare un messaggio anti-fascista, è un altro...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a In nome della legge (1948)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


22 agosto 2010 Opinione di Accidenti su "In nome della legge"
Accidenti

Francesco Messana in nome della legge ti dichiaro in arresto. In nome della legge   Questa terra, questa sconfinata solitudine schiacciata dal sole è la Sicilia, che non è soltanto irridente giardino, aranci, fiori, ulivi, che voi conoscete o credete di conoscere, ma è anche terra nuda e bruciata, muri calcinati di un biancore accecante, uomini ermetici dagli antichi costumi che il forestiero non comprende, un mondo misterioso e splendido, di una tragica ed aspra...

voto al film: Accidenti assegna il voto buono a In nome della legge (1948)


8 luglio 2010 Opinione di bradipo68 su "In nome della legge"
bradipo68

Germi nella sua carriera è stato un superbo cesellatore di generi spaziando molto da un genere all'altro senza per questo acccusare cedimenti.In questo caso rilegge il genere americano per eccellenza ,il western,ibridandolo con schemi cari al gangster movie e al cinema di impegno civile anticipando di parecchio il cinema di denuncia degli anni a venire.La sceneggiatura è scritta tra gli altri da Fellini e da Monicelli e il regista Mastrocinque appare nella parte del...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a In nome della legge (1948)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


26 aprile 2010 Opinione di sasso67 su "In nome della legge"
sasso67

Quasi un western siciliano, dove il giovane magistrato, affiancato soltanto dalla debole autorità della legge (rappresentata da un paio di Carabinieri coraggiosi), si scontra con un groviglio inestricabile di poteri (i politici, i ricchi, i nobili, la “cupola” mafiosa), tra i quali non si riesce a scegliere il più pericoloso né il più viscido. In tutto questo, il risultato è che la vita di un uomo vale quanto la preda di una cacciata e la legge...

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a In nome della legge (1948)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

26 settembre 2008 Opinione di mm40 su "In nome della legge"
mm40

Edificante e allo stesso tempo sconcertante quadro di una situazione tristemente nota, quella della malavita al sud, che Germi ritrae con garbo e lucidità. Qualche banalità (vedi il finale moralista, con l'assassinio del ragazzino esattamente quando il protagonista si sta incamminando fuori dalla città) di troppo, ma nel complesso un'opera attenta alla realtà sociale del suo tempo e, pur con i suoi limiti di romanzo, coraggiosamente di denuncia. Girotti in formissima.

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a In nome della legge (1948)



25 ottobre 2007 Opinione di Mr.Klein su "In nome della legge"
Mr.Klein

Quando un film si identifica completamente con un volto,quello di Massimo Girotti che qui,più che in Ossessione e forse ancor più che in Cronaca di un amore,ottiene qui il suo film,il suo palcoscenico e rinnova la certezza su come la differenza fra attori sia più spesso di fortuna che non solo di talento. Il suo arrivo nel minuscolo paese siciliano è la cifra specifica attraverso la quale affrontare il film,un western pensoso e ruvido accompagnato da angosce che non sono...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto buono a In nome della legge (1948)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

6 luglio 2007 Opinione di augustedupin su "In nome della legge"
augustedupin

Non convenzionale, un trionfo del paesaggio, un confronto tra uomini. Strepitosa la sequenza in cui il maresciallo guarda dentro le canne della doppietta che il mafioso gli punta al viso

voto al film: augustedupin assegna il voto buono a In nome della legge (1948)




scrivi la tua opinione su In nome della legge


Voti a In nome della legge


login

hai dimenticato la password?