In nome della legge (1948)
Con Massimo Girotti, Jone Salinas, Charles Vanel, Camillo Mastrocinque
La trama
Un magistrato di primo pelo arriva in un paese della Sicilia intenzionato a combattere contro la mafia. Soltanto un ragazzo di nome Paolino sta dalla sua parte. A causa della diffusa omertà i risultati sono scarsi anche perché gli uomini del paese sono in pugno del barone Lo Verso, padrone della solfatara che dà lavoro a tutti. Quando il barone chiude la miniera, il giudice pensa seriamente di andarsene. In seguito all'omicidio di Paolino egli si rende conto che il suo dovere è quello di restare.
Western sudista: la Sicilia come la Panoramic Valley di Ford, e la lotta tra mafiosi e la legge come quella tra banditi e sceriffi. Sulla scia di un bel romanzo di Giuseppe Lo Schiavo, una regia ariosa e avvincente di Germi, che pur nella sua prospettiva singolare riesce a non essere troppo superficiale e folcloristico. Grandi attori.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 08/07/2010 - utile per 4 utenti
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15 maggio 2011 Opinione di lorenzodg su "In nome della legge"
Quando il cinema italiano veniva scritto dai 'grandi' le pellicole avevano un humus di dignità morale, di speranza e di legami forti con la vita. Quando Pietro Germi si faceva aiutare da Pinelli e Fellini e quando le sceneggiature si immergevano nello 'scorrere' della nostra storia. Un mondo fatto di vera cultura e di indignazione 'politica': si cresceva tra le macerie, le miserie umane, le vigliccherie ma si scardinava la diga della facile retorica 'acclamata'. Un Germi d'inizio...
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11 marzo 2011 Opinione di chribio1 su "In nome della legge"
vabbe' il buon intento di fare all'epoca un film sulla mafia siciliana,ma qua c'e' da salvare solo la storia d'amore fra i 2 giovani attori e basta. Da segnalare appunto anche la presenza della bella e dolce Nadia Niver (Bastianedda).voto.5.
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26 settembre 2010 Opinione di ethan su "In nome della legge"
Fino a qualche decennio fa' Pietro Germi era considerato da alcuni critici un mestierante, un artigiano, nel senso spregiativo del termine. Per fortuna questo regista ora è considerato per quello che è, vale a dire un autore che, prima attraverso il dramma poi tramite la commedia dai toni grotteschi, ha saputo mettere alla berlina i vizi (molti) e le virtù (poche) dell'italiano medio nella secondà metà del secolo scorso. In questa sua opera del 1948...
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15 settembre 2010 Opinione di ed wood su "In nome della legge"
Film di epoca neorealista, ma anti-neorealista nella stile. E' un western nel segno dell'idealismo fordiano, pervaso dall'indignazione del cinema italiano d'impegno civile (sorto ufficialmente una decina d'anni dopo con Rosi e da Germi precorso). Un film di genere, quindi, un po' come l'esordio di Lizzani, "Achtung Banditi", era film di guerra, d'azione, degno dei film USA di Walsh o Wellman: che poi il genere bellico servisse per veicolare un messaggio anti-fascista, è un altro...
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22 agosto 2010 Opinione di Accidenti su "In nome della legge"
Francesco Messana in nome della legge ti dichiaro in arresto. In nome della legge Questa terra, questa sconfinata solitudine schiacciata dal sole è la Sicilia, che non è soltanto irridente giardino, aranci, fiori, ulivi, che voi conoscete o credete di conoscere, ma è anche terra nuda e bruciata, muri calcinati di un biancore accecante, uomini ermetici dagli antichi costumi che il forestiero non comprende, un mondo misterioso e splendido, di una tragica ed aspra...
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8 luglio 2010 Opinione di bradipo68 su "In nome della legge"
Germi nella sua carriera è stato un superbo cesellatore di generi spaziando molto da un genere all'altro senza per questo acccusare cedimenti.In questo caso rilegge il genere americano per eccellenza ,il western,ibridandolo con schemi cari al gangster movie e al cinema di impegno civile anticipando di parecchio il cinema di denuncia degli anni a venire.La sceneggiatura è scritta tra gli altri da Fellini e da Monicelli e il regista Mastrocinque appare nella parte del...
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26 aprile 2010 Opinione di sasso67 su "In nome della legge"
Quasi un western siciliano, dove il giovane magistrato, affiancato soltanto dalla debole autorità della legge (rappresentata da un paio di Carabinieri coraggiosi), si scontra con un groviglio inestricabile di poteri (i politici, i ricchi, i nobili, la “cupola” mafiosa), tra i quali non si riesce a scegliere il più pericoloso né il più viscido. In tutto questo, il risultato è che la vita di un uomo vale quanto la preda di una cacciata e la legge...
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26 settembre 2008 Opinione di mm40 su "In nome della legge"
Edificante e allo stesso tempo sconcertante quadro di una situazione tristemente nota, quella della malavita al sud, che Germi ritrae con garbo e lucidità. Qualche banalità (vedi il finale moralista, con l'assassinio del ragazzino esattamente quando il protagonista si sta incamminando fuori dalla città) di troppo, ma nel complesso un'opera attenta alla realtà sociale del suo tempo e, pur con i suoi limiti di romanzo, coraggiosamente di denuncia. Girotti in formissima.
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25 ottobre 2007 Opinione di Mr.Klein su "In nome della legge"
Quando un film si identifica completamente con un volto,quello di Massimo Girotti che qui,più che in Ossessione e forse ancor più che in Cronaca di un amore,ottiene qui il suo film,il suo palcoscenico e rinnova la certezza su come la differenza fra attori sia più spesso di fortuna che non solo di talento. Il suo arrivo nel minuscolo paese siciliano è la cifra specifica attraverso la quale affrontare il film,un western pensoso e ruvido accompagnato da angosce che non sono...
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6 luglio 2007 Opinione di augustedupin su "In nome della legge"
Non convenzionale, un trionfo del paesaggio, un confronto tra uomini. Strepitosa la sequenza in cui il maresciallo guarda dentro le canne della doppietta che il mafioso gli punta al viso
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