Barry Lyndon (1975)
Con Ryan O'Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Krüger
La trama
In Irlanda, verso la fine del regno di Giorgio II, il giovane Redmond Barry crede di aver ucciso in duello un rivale in amore e si vede costretto ad andarsene. Si arruola nell'armata inglese e combatte in Prussia durante la Guerra dei Sette Anni, poi diserta e, scoperto, è costretto ad arruolarsi tra i prussiani. Fuggito in Inghilterra, riesce a sposare una gran dama e diventa un uomo potente. Ma ha contro il figliastro nato dal primo matrimonio della moglie.
Da un romanzo di Thackeray un ennesimo capolavoro di Stanley Kubrick, amara riflessione sulla storia e il potere. Memorabile il lavoro sulla luce e sul colore, ottenuti utilizzando illuminazioni naturali in alcuni casi anche a "lume di candela". Fiasco al botteghino, ma Oscar alla fotografia, all'adattamento musicale, alla scenografia e ai costumi.
L'opinione più votata
Di Scotty scritta il 17/03/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
S’accrescono, s’abbelliscono / Ancor più attivi / Ché non si son più incrociati / Allo stesso punto s’uniscono.
I limiti della razionalità umana
L’indagine che Kubrick ha condotto sulla razionalità umana e sui suoi limiti si snoda lungo tutta la sua opera, ma è soprattutto in Barry Lyndon (e in 2001: Odissea nello spazio) che il pessimismo del regista e la sua sfiducia nell’uomo emergono in modo più marcato. Dopo averci mostrato la sua visione del futuro, Kubrick, con il suo caratteristico procedere per contrasto, ci accompagna in un affascinante viaggio nel passato. L’epoca prescelta non poteva che essere il ‘700, il Secolo dei Lumi, quello che ha visto il progressivo affermarsi della ragione come principale motore dell’agire umano.
Ebbene, pur in questo contesto fortemente razionale, l’uomo si mostra in tutto e per tutto fallibile e, soprattutto, incapace di determinare in modo autonomo e consapevole la propria esistenza. La vita di Barry Lyndon, un po’ come quella teorizzata da Machiavelli per il suo principe, è una mistura di caso e virtù che solo in parte può essere controllata. Anzi, per come vanno le cose, è spesso il caso a prendere il sopravvento, conducendo l’uomo verso lidi sconosciuti e a volte tempestosi così come accade ad una nave senza controllo in balia delle onde dell’oceano.
In quest’ottica, dunque, l’individualità dell’uomo finisce col perdere di senso, riducendosi l’essere umano a mero ingranaggio di un qualcosa, che potremmo definire Storia, di cui è vittima piuttosto che artefice. Emblematica, a questo proposito, è la frase di chiusura del film: “Ricchi e poveri, buoni e cattivi, ora sono tutti uguali”. Come a dire che tutto ciò che si è ritenuto importante, tutto ciò per cui si è combattuto, una volta coperto dal nero mantello della morte finisce col perdere di significato.
Permettetemi di dissentire da Kubrick: se le cose stessero proprio così, ora non saremmo qui a parlare di lui a più di dieci anni dalla sua morte…
Lo stile
In Barry Lyndon, come in molti altri film di Kubrick, lo stile e la storia formano un tutt’uno impossibile da districare. Lo stile non è un semplice elemento di contorno né un mero fattore estetico, ma si fa latore di significato che arricchisce la percezione che complessivamente si ha del film. A questo proposito, almeno tre riflessioni (ma ovviamente potrebbero essere molte di più) mi sembrano interessanti.
Fedele alla vena documentaristica già manifestata in 2001: Odissea nello spazio (che qualcuno ha definito “documentario fantascientifico”), anche in Barry Lyndon Kubrick si pone l’obiettivo di ricreare atmosfere e ambientazioni il più possibile fedeli a quelle dell’epoca. A questo proposito, uno degli aspetti più importanti e certamente quello più conosciuto è il ricorso alla sola luce delle candele nelle riprese in interno. ESPANDI +
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22 maggio 2012 Opinione di Argan su "Barry Lyndon"
Film stupendo, probabilmente nessun regista sarebbe in grado di descrivere così meticolosamente e meravigliosamente la vita di un uomo, dal punto di vista fisico, sociale e soprattutto psicologico, l'evoluzione o degradazione graduale a cui va in contro il protagonista viene descritta in modo sublime, non concede allo spettatore un attimo di noia, egli è sempre costantemente incollato allo schermo empaticamente con la pellicola, sarebbe stato obbrobrioso non attribuire 5 stelle ad un...
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18 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Barry Lyndon"
Stanley Kubrick (ma non occorre che ripeta ciò che è stato detto da migliaia di cinefili esperti) è il genio (dopo Charles Chaplin) del cinema.La sua maniacalità, il suo perfezionismo, la sua scansione fotografica di ogni singolo fotogramma di ogni sua pellicola è semplicemente celestiale ed ammirevole.Il viaggio delle "sciarade" continua, e con esso l'addentramento sempre più profondo di Kubrick all'interno dell'animo umano ( benchè esso sia stato già portato a compimento).
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17 marzo 2012 Opinione di Scotty su "Barry Lyndon"
I cuori l’un dall’altro attirati / Si comunicano la loro sostanza / Come due specchi ardenti / Concentrano la luce e la riflettono / I raggi volta a volta raccolti …divisi / Moltiplicandosi S’accrescono, s’abbelliscono / Ancor più attivi / Ché non si son più incrociati / Allo stesso punto s’uniscono. I limiti della razionalità umana L’indagine che Kubrick ha condotto sulla razionalità umana e sui suoi limiti si snoda lungo tutta la sua opera, ma è soprattutto in...
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12 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Barry Lyndon"
Bellissimo film che anche se lungo non annoia mai.
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20 luglio 2011 Opinione di davide69 su "Barry Lyndon"
Ritenuto per lungo tempo un film "minore" del grande Kubrick è, invece, a mio modesto parere, il suo capolavoro e uno dei più grandi film mai realizzati. Le vicende di un avventuriero del '700 come metafora dell'esistenza umana, soprattutto nei suoi risvolti negativi: l'ambizione, l'opportunismo, l'apparenza del ruolo in un mondo ingessato, l'artificiosità delle relazioni, la specularità tra caduta sociale e declino fisico ....
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9 maggio 2011 Opinione di Gulliver76 su "Barry Lyndon"
Bellissimo, uno fra i migliori capolavori di Stanley Kubrick, da non perdere. Appassionante, speciale, coinvolgente, ben fatto, ben diretto e ben recitato.
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29 marzo 2011 Opinione di XANDER su "Barry Lyndon"
Nonostante l'eccessiva durata è un magnifico affresco raccontato da Kubrick in maniera eccezionale. Regia, fotografia, costumi, colonna sonora, scenografie sono magnifiche e proprio per questo ne fanno un vero e proprio capolavoro e premetto che l'epoca in cui si svolge non mi piace ma Kubrick è riuscito ad emozionarmi. Da vedere a tutti i costi
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19 febbraio 2011 Opinione di wang yu su "Barry Lyndon"
Un opera d'arte che racconta una storia di un uomo che non è affatto né eroe né cattivo, ma anche un film che non ha fretta e si prende il tempo per ogni dettaglio per sprofondare nella mente e nel cuore dello spettatore. Alcune delle immagini sceniche in "Barry Lyndon" sono di per sé opere d'arte, resi con una passione per i paesaggi e le strutture artificiali al loro interno. Trasmette un senso di un realistico ritratto dell'epoca, il 18 ° secolo e il...
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17 febbraio 2011 Opinione di braddock su "Barry Lyndon"
Polpettone drammatico che per i primi 3/4 della sua durata mi aveva veramente entusiasmato. La regia di Kubrick e gli attori sono ottimi, perfette le atomosfere create e la colonna sonora e stupende le scenografie e i costumi che fanno sembrare quadri ogni singolo fotogramma, indovinata poi anche la scelta della voce narrante fuoricampo. Un vero peccato che il tutto venga completamente rovinato nell' ultima parte, eccessivamente drammatica e lenta al punto da...
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