I bassifondi di San Francisco (1949)
Con George Macready, John Derek, Humphrey Bogart, Allen Roberts
28/10/2010
Unforgettable Ray
Vedete, vi sono certi film che, a torto o a ragione, magari mediocri e non dei capolavori, che vi seguono, si affiancano a te per qualche mese e poi, magari, scompaiono per un po' per poi...
di fixer
La trama
Nick, figlio di poveri immigrati siciliani che ha già conosciuto la galera, viene accusato dell'assassinio di un poliziotto. Il giovane vuol essere difeso dall'avvocato Morton, il quale conosce bene la miseria dei bassifondi perché vi è cresciuto. L'avvocato crede all'innocenza del suo cliente.
Dura pellicola di Nicholas Ray prodotta e interpretata da Humphrey Bogart. Celebre la frase di John Derek: "vivi di corsa, muori giovane e lascia un bel cadavere". Gran realismo sociale, quasi un precursore dei film sulla gioventù bruciata. Negli anni '60 venne realizzato dall'anonimo Philip Leacock una specie di remake, "Che nessuno scriva il mio epitaffio", assai meno rilevante.
L'opinione più votata
Di fixer scritta il 27/10/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
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27 ottobre 2010 Opinione di fixer su "I bassifondi di San Francisco"
Vedete, vi sono certi film che, a torto o a ragione, magari mediocri e non dei capolavori, che vi seguono, si affiancano a te per qualche mese e poi, magari, scompaiono per un po' per poi riapparire, più smaglianti che mai. Sono i film della vita, quelli almeno della mia. Sono i film che, in un modo o nell'altro, ti segnano, ti colpiscono per qualche particolare e non ti lasciano più. Essi rimangono dentro di te e sono parte di te. Il film in questione, ormai introvabile da...
voto al film: 
14 dicembre 2009 Opinione di luca826 su "I bassifondi di San Francisco"
VOTO 7/8 PROFONDO Appassionante e coinvolgente opera di ambientazione sociale carica di impegno civile. Il film resta sempre in bilico tra thriller giudiziario e il dramma sociale, scegliendo di percorrere ambedue le strade Ray rischia, ma raggiunge livelli insospettati di profondità narrativa. L'ambiguità della personalità umana, dove il bene ed il male convivono costantemente e la predestinazione fatalistica della vita sono alla base della storia, che con il gran...
voto al film: 
4 maggio 2003 Opinione di Mark Elliott su "I bassifondi di San Francisco"
Uno dei miei totem, insieme a Strada Sbarrata di Wyler
voto al film: 
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