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I bassifondi di San Francisco (1949)

[Knock on any Door, USA 1949, Azione, durata 100', b/n]   Regia di Nicholas Ray
Con George Macready, John Derek, Humphrey Bogart, Allen Roberts



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I bassifondi di San Francisco: assente
Ritmo ritmo in I bassifondi di San Francisco: presente
Impegno impegno in I bassifondi di San Francisco: forte
Tensione tensione in I bassifondi di San Francisco: presente
Erotismo erotismo in I bassifondi di San Francisco: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a I bassifondi di San Francisco

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I bassifondi di San Francisco (voti: 7 media: 3,71) 7

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locandina di I bassifondi di San Francisco

28/10/2010

Unforgettable Ray

Vedete, vi sono certi film che, a torto o a ragione, magari mediocri e non dei capolavori, che vi seguono, si affiancano a te per qualche mese e poi, magari, scompaiono per un po' per poi...

di fixer

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La trama

Nick, figlio di poveri immigrati siciliani che ha già conosciuto la galera, viene accusato dell'assassinio di un poliziotto. Il giovane vuol essere difeso dall'avvocato Morton, il quale conosce bene la miseria dei bassifondi perché vi è cresciuto. L'avvocato crede all'innocenza del suo cliente.  

Dura pellicola di Nicholas Ray prodotta e interpretata da Humphrey Bogart. Celebre la frase di John Derek: "vivi di corsa, muori giovane e lascia un bel cadavere". Gran realismo sociale, quasi un precursore dei film sulla gioventù bruciata. Negli anni '60 venne realizzato dall'anonimo Philip Leacock una specie di remake, "Che nessuno scriva il mio epitaffio", assai meno rilevante.

L'opinione più votata

Di fixer scritta il 27/10/2010 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

Vedete, vi sono certi film che, a torto o a ragione, magari mediocri e non dei capolavori, che vi seguono, si affiancano a te per qualche mese e poi, magari, scompaiono per un po' per poi riapparire, più smaglianti che mai. Sono i film della vita, quelli almeno della mia. Sono i film che, in un modo o nell'altro, ti segnano, ti colpiscono per qualche particolare e non ti lasciano più. Essi rimangono dentro di te e sono parte di te. Il film in questione, ormai introvabile da molto tempo (le tv e le home video lo avevano cancellato dai palinsesti o dai loro progetti), è stato pubblicato recentemente in dvd home video dalla Sinister film regalando ai suoi estimatori un dono preziosissimo. Diciamo subito che non si tratta di un capolavoro. A mio avviso, però, è un film che non sfigura nella filmografia di Nicholas Ray. La vicenda narrata è quella di un caso giudiziario in cui un giovane viene accusato e condannato a morte per l'assassinio di un poliziotto dopo aver commesso una rapina. Il protagonista è un ottimo Humphrey Bogart e il giovane in questione è John Derek alla sua prima apparizione sullo schermo nei panni di Nick Romano. Il valore del film sta soprattutto nel coinvolgimento sociale che è alla base dell'evoluzione delinquenziale di Romano. Una vita segnata dalla miseria, dalla frequentazione di ambienti degradati e cattive compagnie, porta Romano a delinquere in modo sempre più grave fino all'assassinio. Morton, l'avvocato, è nato pure lui nella stessa zona di San Francisco, nota come bassifondi. Egli però è riuscito a uscirne e diventare avvocato. Su Romano invece pare che la sfortuna si accanisca: il padre muore in carcere, accusato di un reato minore per il quale Morton non si è impegnato come doveva, delegando la difesa a un collega mediocre. Inizia qui una china senza fine che si conclude sulla sedia elettrica. La conclusione sembra suggerire che se è vero che Romano è colpevole, come in effetti lo è, lo è altrettanto una società che nulla fa per migliorare le condizioni ambientali, educative e lavorative di fasce di popolazione lasciate a loro stesse. Ma la conclusione è anche un ammonimento che, fatte tutte le debite giustificazioni sociologiche, la responsabilità penale è sempre personale, pilastro, questo, di ogni costituzione appartenente a un Paese civile. Il tema sociale, elemento chiaro ed evidente, toccava un punto nevralgico nella società americana di quegli anni (del secondo dopoguerra), in cui si stava sviluppando un aspro dibattito sulle crescenti istanze sociali che, secondo le voci più reazionarie, erano fomentate a non precisate cellule comuniste che intendevano sovvertire le istituzioni democratiche americane. Erano gli anni della famosa "caccia alle streghe", scatenata dal senatore repubblicano McCarthy, il cui scopo era individuare, condannare ed emarginare i sobillatori comunisti da tutte i luoghi nevralgici e sensibili della nazione. Ray compie un lavoro onesto indirizzando correttamente lo spettatore verso il vero nodo del problema. La delinquenza., se non estirpata, potrebbe perlomeno essere drasticamente ridotta qualora le istituzioni prendessero coscienza del problema e attuassero politiche di risanamento sociale, sostegno alle classi meno abbienti e serio impegno educativo e professionale. Tutto questo però non sarebbe sufficiente per fare un buon film: un grande attore come Bogart potrebbe essere di aiuto, ma ciò che veramente rende questo film apprezzabile è la regia che si avvale di un un indovinatissimo e lungo flash back che non banalizza la storia e la rende anzi più avvincente e, non da ultimo, il grande lavoro di sceneggiatura di Daniel Taradash e Monks: i dialoghi sono agili, precisi e affilati come lame di coltello. davvero un ottimo lavoro che poi si esalta nell'arringa finale di Morton e nelle sconsolate parole che lo stesso pronuncia davanti ad un giudice che ha ormai deciso quale sentenza pronunciare. Un film che per me resta indimenticabile.
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SI

Opinioni su I bassifondi di San Francisco


27 ottobre 2010 Opinione di fixer su "I bassifondi di San Francisco"
fixer

Vedete, vi sono certi film che, a torto o a ragione, magari mediocri e non dei capolavori, che vi seguono, si affiancano a te per qualche mese e poi, magari, scompaiono per un po' per poi riapparire, più smaglianti che mai. Sono i film della vita, quelli almeno della mia. Sono i film che, in un modo o nell'altro, ti segnano, ti colpiscono per qualche particolare e non ti lasciano più. Essi rimangono dentro di te e sono parte di te. Il film in questione, ormai introvabile da...

voto al film: fixer assegna il voto buono a I bassifondi di San Francisco (1949)

2 commenti
[utile per 8 utenti]

14 dicembre 2009 Opinione di luca826 su "I bassifondi di San Francisco"
luca826

VOTO 7/8 PROFONDO Appassionante e coinvolgente opera di ambientazione sociale carica di impegno civile. Il film resta sempre in bilico tra thriller giudiziario e il dramma sociale, scegliendo di percorrere ambedue le strade Ray rischia, ma raggiunge livelli insospettati di profondità narrativa. L'ambiguità della personalità umana, dove il bene ed il male convivono costantemente e la predestinazione fatalistica della vita sono alla base della storia, che con il gran...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a I bassifondi di San Francisco (1949)



4 maggio 2003 Opinione di Mark Elliott su "I bassifondi di San Francisco"
Mark Elliott

Uno dei miei totem, insieme a Strada Sbarrata di Wyler

voto al film: Mark Elliott assegna il voto nd a I bassifondi di San Francisco (1949)



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