A casa, dopo l'uragano (1959)
Con Eleanor Parker, Robert Mitchum, George Peppard, Luana Patten, Eleanor Parker
La trama
Wade Hunnicut (Mitchum), ricco proprietario terriero, è sposato con Hannah (Parker), ma il matrimonio è stato, fin dall'inizio, un fallimento. Il loro figlio Theron si innamora di Libby, ma il padre di lei si oppone al matrimonio. Rimasta incinta, Libby non dice nulla a Theron e il fratellastro di lui, Rafe, che Wade ha avuto da un'altra donna, si offre di sposarla.
Finale con tragedia. Il tono melodrammatico è tipico di un certo ritratto del Sud sanguigno e dalle forti tensioni, come da una ben nota letteratura. Buona tenuta narrativa, ottimi interpreti (specie Mitchum) in una cornice di convincente evidenza drammatica.
L'opinione più votata
Di panflo scritta il 03/11/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Il merito di Minnelli è di non forzare sul melodramma (come ama fare Sirk) ma di approfondire la lotta psicologica interna dei protagonisti inserendola nella cornice di un Sud inesorabile nelle sue brutali leggi di vita ; e quì si crea lo spettacolo per lo spettatore, con descrizioni di vita di paese, caccia al cinghiale, amori contrastati dai genitori. Due ore e mezzo di visione , ma ne vale la pena.
3 novembre 2010 Opinione di panflo su "A casa, dopo l'uragano"
E' un film sulla forza d'animo ; il padre lotta per mantenere il suo prestigio di "maschio" del sud ; la madre da diciotto anni (nascita del figlio) non ha rapporti sessuali con lui per punirlo dalle scappatelle con tutte le donne del paese, il figlio cerca di resistere alle soffocanti attenzioni della madre e vorrebbe essere come il padre ; il figlio naturale , ma non riconosciuto, lotta sin da piccolo (quando morì la madre) per non farsi prendere dall'odio verso...
voto al film: 
2 ottobre 2009 Opinione di FABIO1971 su "A casa, dopo l'uragano"
Teso e rabbioso melodramma familiare di ambientazione sudista girato da Minnelli dopo l'ottimo Qualcuno verrà e scritto da Harriet Frank Jr. e Irving Ravetch (che già, in tandem, avevano firmato i copioni di La banda dei dieci, All'ombra del patibolo, La lunga estate calda e L'urlo e la furia e a cui ne faranno seguire un'altra dozzina abbondante, prevalentemente per Martin Ritt) sulla base dell'omonimo romanzo di William...
voto al film: 
15 marzo 2009 Opinione di teaestefano su "A casa, dopo l'uragano"
Buon dramma familiare, che cresce di tensione mentre procede. Il perno della vicenda e il nucleo tematico (anche se non tutti se ne accorgono) è il problema dei figli nati fuori dal matrimonio. E' proprio questo elemento che dirige la vicenda e che innesca una scia di rivalità, odio, non perdono, e persino omicidi. Il problema di per sé non sarebbe grave: frutto di un momento di sbandamento, questi figli dovrebbero essere comunque riconosciuti, amati, e rispettati. Ma il perbenismo di...
voto al film: 
26 febbraio 2009 Opinione di jonas su "A casa, dopo l'uragano"
Un patriarca sudista, con la passione per la caccia (di animali e di donne, indifferentemente), fa diventare la vita sua e dei familiari un inferno di ricatti e vendette incrociate; la vicenda di una ragazza madre abbandonata si ripete, con modalità ed esito diversi, a distanza di una generazione. Film troppo lungo, troppo discontinuo e con troppe scene madri; peccato. Mitchum giganteggia, ma si apprezza anche la rabbia trattenuta di Peppard e la soffusa amarezza della Parker.
voto al film: 
2 settembre 2006 Opinione di sasso67 su "A casa, dopo l'uragano"
Quando ho iniziato a guardare questo film ho pensato che fosse l'ennesimo melodramma sudista a lieto fine, condito da una buona dose di machismo del laborioso uomo del sud degli Stati Uniti. E invece era tutto l'opposto: il machismo è messo sotto accusa, a cominciare dalla stanza dei trofei del capofamiglia, le cui pareti pullulano di trofei di caccia e di fucili, per non parlare dei suoi più o meno esibiti trofei sessuali. E il lieto fine... be', c'è, se si vuole chiamare tale un finale...
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5 maggio 2006 Opinione di scream su "A casa, dopo l'uragano"
Dramma familiare dalle tinte forti, che fa da sfondo alla crescita di un adolescente. Ottimo cast e storia che non annoia per questo melodramma dai toni mai troppo enfatici.
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6 luglio 2005 Opinione di riccardo III su "A casa, dopo l'uragano"
Pur con qualche lentezza nella prima parte, è uno di quei gran drammoni anni Cinquanta che sono un vero piacere... Bella sceneggiatura, in particolare di culto assoluto il dialogo tra il padre e il figlio legittimo a proposito del "bastardo" Rafe, in cui il figlio smaschera completamente l'ipocrisia e l'aridità paterna: "Per quanto mi riguarda, c'è solo un bastardo in questa casa, e non mi riferisco a Rafe". Grandioso!
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15 giugno 2005 Opinione di emmepi8 su "A casa, dopo l'uragano"
Minnelli è stato un grande nel Musical e nel melodramma, diverso da Sirk, in una maniera meno torbida, ma ha saputo cogliere il sentimentalismo americano, nella maniera migliore. Si è sempre servito di attori portanti, il che ha aiutato molto la sua idea di dramma. Qui ha dovuto fare i conti con le pressioni da parte di certe produzioni ed ha dovuto scegliere attori poco consistenti fra i giovani che non hanno avuto un grande domani, giustamente, come George Hilton, suo unico mestiere...
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