Il verdetto (1982)
Con Paul Newman, James Mason, Charlotte Rampling, Jack Warden
La trama
Frank Galvin (Newman) è un avvocato alcolizzato che ha dovuto abbandonare la carriera perché coinvolto in un caso di corruzione. Oggi s'è ridotto a correre dietro alle cause di risarcimento relative agli incidenti automobilistici. Finché un vecchio collega che gli affida un caso complesso: la difesa di una donna che, operata in un ospedale cattolico, per un errore degli anestesisti ha perso vista e parola e ormai è in coma da quattro anni. Newman interpreta il ruolo di Galvin con grande carica e drammaticità. Charlotte Rampling è perfetta in un ruolo subdolo e ingrato. Ma anche il resto del cast è eccellente, dal grande James Mason, avvocato della difesa, al vecchio Jack Warden. Nonostante l'apparente lieto fine, Lumet è amaro, attento, più che ai fatti, alle atmosfere e alle circostanze amare nelle quali si muovono i personaggi. La sceneggiatura è di David Mamet.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 10/06/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
[H. L. Mencken]
L'omonimo romanzo dell'ex-avvocato Barry Reed (1980) si apre con questa citazione da Henry Louis Mencken, il "saggio di Baltimora", linguista, giornalista e scrittore affascinato da Nietzsche, Conrad e Twain: è l'uomo che lapidariamente descrisse la democrazia americana come "l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari". Aveva fondato e dirigeva, insieme al critico teatrale George Jean Nathan, The American Mercury, illustre rivista letteraria che nel 1926 gli causò non pochi problemi. Intollerante (pur con qualche scheletro nell'armadio) verso la stupidità e l'ignoranza, le frodi legalizzate, il conservatorismo della chiesa cattolica, si fece, infatti, deliberatamente arrestare (scherzetto che gli costò 20000 dollari di spese legali) per aver venduto un numero della rivista a Boston, dove era stata censurata perchè contravveniva alle leggi Comstock sulla pornografia e le oscenità. Deve essersene ricordato anche Barry Reed, bostoniano, prendendone spunto per la sua disamina, nelle forme del legal thriller, tutt'altro che rosea delle storture compiute e sottaciute dalle alte sfere ecclesiastiche cittadine. E ancor meglio del romanzo, la sceneggiatura di Il verdetto firmata da David Mamet ne evidenzia con veemenza le istanze di denuncia, inscrivendole nella vicenda disperata di Frank Galvin (Paul Newman), avvocato sul viale del tramonto che trascorre le sue giornate nei bar ubriacandosi e giocando a flipper, ridotto a cercarsi qualche cliente spulciando i necrologi sui quotidiani. L'occasione di una redenzione gli si presenta quando gli capita tra le mani un tragico caso di malasanità: i suoi avversari in tribunale sono il principe del foro Ed Concannon (James Mason) e la sua imponente equipe di legali, chiamati a difendere gli interessi ed il buon nome dell'arcidiocesi di Boston e del Saint Catherine Laboure Hospital, ovvero il più prestigioso ospedale cattolico della città. Ad essere accusati di negligenza sono i medici e gli infermieri che hanno somministrato una dose errata di anestetico alla sua cliente, una giovane donna partoriente che ora ha perso il bambino e si ritrova in coma irreversibile, ridotta ormai ad un vegetale. Con l'aiuto dell'amico Mickey (Jack Warden), Galvin si scrolla la polvere di dosso e riscopre in se stesso la forza e la costanza per fronteggiare quei soprusi contro cui si era sempre battuto ("i deboli devono avere chi combatte per loro, perciò esiste la corte. La corte non esiste per dargli giustizia. La corte esiste proprio per dargli un'occasione di giustizia"), rifiutando l'offerta di 210000 dollari propostagli dal vescovo e portando in giudizio la causa contro la direzione sanitaria dell'ospedale ed i vertici dell'arcidiocesi. Affidato alla regia di Sidney Lumet, che qui raggiunge gli esiti più felici della sua produzione anni Ottanta, Il verdetto si rivela opera ispirata e rigorosa nell'evitare con cura gli stereotipi ritriti e le meccaniche narrative consolidate del court room drama in cui è sospesa la disillusione iniziale del suo protagonista. Lumet immerge la messinscena nei colori crepuscolari dell'autunno, governando il crescendo drammaturgico del dibattimento processuale con incisività di toni ed atmosfere, sorretto dallo script di ferro di Mamet e da un cast d'interpreti strepitoso (senza contare la sontuosa veste spettacolare, dalla splendida fotografia del fidato Andrzej Bartkowiak alla pudica ed efficace discrezione della colonna sonora di Johnny Mandel), scagliando dardi appuntiti contro i privilegi del corporativismo sociale (clero, medici, avvocati, giudici), trasfigurati con passione, pur con qualche schematismo di troppo nella caratterizzazione dei personaggi, in un'esemplare e simbolica lezione di etica civile. "Non esistono altre cause, c'è questa causa!".
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [11]
- leggi tutte le opinioni
3 gennaio 2012 Opinione di vincenzo carboni su "Il verdetto"
Paul Newman è morto solo da pochi giorni. Oggi (16 ottobre 2008) ho comprato il DVD de ‘Il verdetto’. Naturalmente l’avevo registrato dalla TV molto tempo fa, poi avevo comprato il VHS, quindi letto il libro di Barry Reed da cui è tratto, e ora –ho pensato- mi piacerebbe rivederlo in lingua orginale. Torno a casa in serata e in attesa che l’acqua per la pasta si metta a bollire, inserisco il DVD. Pensando ai primi 80 secondi de ‘Il verdetto’ ho sempre un brivido. Nella mente...
voto al film: 
11 aprile 2011 Opinione di barabbovich su "Il verdetto"
Frank Galvin (Newman), un avvocato di mezza età dal passato brillante ma dal presente davvero poco edificante che lo tiene perennemente attaccato alla bottiglia, ha la grande occasione per riscattarsi: citare in giudizio una rinomata clinica cattolica di Boston i cui medici hanno ridotto in fin di vita una donna durante il parto. Contro i titani della clinica, peraltro legati a doppio filo con la Chiesa, Galvin sembra avere scarsissime chance, tanto più che una donna...
voto al film: 
3 marzo 2011 Opinione di chribio1 su "Il verdetto"
Per 1h. buona di visione non succede niente di ecclatante poi,ci sono un 20' di processo abbastanza godibile ma anche un po' noioso e poi torniamo a dormire.voto.4.
voto al film: 
10 giugno 2010 Opinione di FABIO1971 su "Il verdetto"
Anche il più piccolo atomo di verità rappresenta l'aspra fatica e l'agonia di qualche uomo; per ogni ponderabile briciola di esso c'è un mucchietto di cenere, tomba solitaria di un intrepido cercatore della verità, e c'è un'anima che arrostisce all'inferno. [H. L. Mencken] L'omonimo romanzo dell'ex-avvocato Barry Reed (1980) si apre con questa citazione da Henry Louis Mencken, il "saggio di Baltimora", linguista, giornalista e scrittore...
voto al film: 
29 aprile 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Il verdetto"
“Noi per lo più nella vita ci sentiamo smarriti, diciamo: "Ti prego, Dio, dicci che cos'è giusto, dicci che cos'è vero". E non esiste giustizia. Il ricco vince e il povero è impotente. Ci sentiamo... stanchi di sentire le menzogne della gente. E con il tempo diventiamo morti. Un po’ morti, sì... considerando noi stessi... come vittime. E ci diventiamo vittime. Diventiamo... diventiamo deboli. Dubitiamo di noi, di ogni nostro principio. Dubitiamo delle nostre istituzioni. E dubitiamo...
voto al film: 
19 ottobre 2009 Opinione di bradipo68 su "Il verdetto"
Tutti hanno la possibilità di riscattarsi,Basta volerlo.Già col suo memorabile esordio di 25 anni prima quel La parola ai giurati perfetto esempio di coivolgente film processuale Lumet si dimostrò autorevole esponente del genere.Ora con questo Il verdetto si riconquista il posto che gli spetta con un film con grandi attori e che assicura un totale coinvolgimento da parte dello spettatore.Racconta la solita storia di Davide contro Golia dove il primo è...
voto al film: 
22 gennaio 2008 Opinione di frankwalker su "Il verdetto"
“Il verdetto” di Sidney Lumet, sceneggiatura di David Mamet, è la storia di una redenzione. Ne è protagonista Frank (Paul Newman, in una delle sue migliori interpretazioni), un avvocato che per sfortuna e vicissitudini personali ha affogato la propria anima in un bicchiere. Un’eccellente occasione di riscatto professionale, e prima ancora morale, gli viene offerta da un caso di negligenza medica: Frank è subito convinto di avere ottime possibilità, ma ci si mette qualche imprevisto...
voto al film: 
12 giugno 2007 Opinione di Ethan Edwards su "Il verdetto"
Piccolo gioiello targato Mamet-Lumet-Newman. Una sceneggiatura perfetta senza sbrodolature che il regista traspone in immagini con grande stile e soprattutto ritmo. Davvero da manuale, con tutte le regole e i crismi rispettati, ma - cosa difficilissima - senza farti accorgere di niente. Piccoli dettagli mai enfatizzati, come alla fine Galvin che beve caffè e non più alcool. E, per chi più sotto ha dubitato (ma io dubito di loro), guardarsi come in due scene da un minuto l'una, il terzetto...
voto al film: 
22 maggio 2007 Opinione di emmepi8 su "Il verdetto"
Abbiamo una sceneggiatura di autore: David Mamet ed una regia specializzata in film processuali. Un film con personaggi crepuscolari, e che riescono a colpire al cuore. Non è la solita storia dell'avvocato alcolizzato, che si riprende al momento culminate, ma è un seguire la strada difficile e perdente di un uomo alla deriva e senza scampo; il finale stesso è superficialmente positivo. L'arringa stessa è antiprocessuale al massimo, da non ricordare, e volutamente, i mille films di...
voto al film: 
5 dicembre 2005 Opinione di Darjus su "Il verdetto"
Frank Calvin (Newman, sempre convincente) è un avvocato in crisi (cerca clienti ai funerali) che ha smarrito il suo senso etico e la fiducia nella giustizia, così come in se stesso. Si riscatterà grazie ad una causa apparentemente banale che egli si rifiuta di risolvere con una mera transazione economica. Lumet, mettendo in scena (con una regia asciutta e sobria, potente ma non retorica) una bella sceneggiatura di David Mamet affronta i concetti di etico, giusto e legittimo. Il primo è...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [11]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:


























