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Il ventaglio di Lady Windermere (1925)

[Lady Windermere's Fan, USA 1925, Commedia, durata 80', b/n]   Regia di Ernst Lubitsch
Con Irene Rich, May McAvory, Ronald Colman, Bert Lyttel



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il ventaglio di Lady Windermere: presente
Ritmo ritmo in Il ventaglio di Lady Windermere: forte
Impegno impegno in Il ventaglio di Lady Windermere: minimo
Tensione tensione in Il ventaglio di Lady Windermere: presente
Erotismo erotismo in Il ventaglio di Lady Windermere: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il ventaglio di Lady Windermere

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il ventaglio di Lady Windermere (voti: 4 media: 4,75) 4

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La trama

Poiché crede che il marito, Mr. Windermere, la tradisca con una certa Mrs. Erllynne, la moglie è pronta a rendergli la pariglia. Ma Mrs. Erlynne è invece la madre di Lady Windermere, che l'aveva abbandonata bambina. Salvato una volta il matrimonio della figlia, lo salverà una seconda, pur costretta per questo a svelare la propria identità e ad allontanarsi per sempre, sperando nell'oblio. Dall'omonima commedia di Oscar Wilde, Lubitsch trae il miglior film del proprio periodo americano prima del sonoro. Cinica e feroce, una lezione di messinscena. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 30/08/2010 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto ottimo

Tradurre in sole immagini, per il cinema muto, un’opera di Oscar Wilde, la cui forza risiede nell’uso filosoficamente arguto della parola, può sembrare un’impresa paradossale, artisticamente improponibile, esteticamente criminosa.  A meno di non saper estrarre, da quella sapiente mistura di chiacchiericcio da salotto e dialogo intimista, la vera essenza morale della storia, la particolare gradazione aromatica assunta, in questa vicenda, dall’ennesima provocazione antiborghese del famoso drammaturgo.  La paura della verità è il terreno da cui, in questa pièce, si sviluppa, in molteplici forme, l’impenetrabile giungla dell’ipocrisia: il non dover sapere, il non voler vedere, il non poter parlare. I  segreti resistono, e le apparenze rimangono intatte, in questo racconto in cui il tutto per bene assurge a necessità vitale: ecco allora che il silenzio e gli atteggiamenti esteriori divengono le dimensioni espressive più acconce a presentare un’umanità variamente recitante, impegnata in un melodramma di facciata, in cui la finzione è un’autentica sfida per la sopravvivenza. L’assenza del sonoro crea quell’atmosfera acquatica in cui i gesti e la mimica si dilatano e si deformano per assumere le sembianze viscide e molli dell’ambiguità, tra  pensieri trattenuti, azioni accennate, parole affiorate sulle labbra e subito estinte. Tutto è elegantemente sfumato, come il confine tra cattiveria e bontà, che i canoni sociali cercano invano di trasformare in un fossato, mentre la realtà dei sentimenti continua tranquillamente a transitare,  invisibile ed indisturbata, da una sponda all’altra. In questo film il leggendario tocco alla Lubitsch è un diteggiare ritmico, e quasi musicale, che si posa sui personaggi per accendere e spegnere le loro figure, facendole apparire e scomparire, decretandone il successo o la disgrazia, il prestigio o il disonore, azionando un interruttore che con un clic fa volgere ogni cosa nel suo contrario. Questa magia registica è un autentico prodigio di saggezza, prudenza ed equilibrio, ed è una raffinata ventata di armonia che non ci fa rimpiangere, del testo originale, le memorabili boutade (“So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”) e le geniali metafore sulla vita (“Noi tutti abitiamo nello stesso mondo, e il bene e il male, il peccato e l’innocenza lo attraversano tenendosi per mano. Chiudere gli occhi su una metà della vita per vivere in sicurezza è come accecarsi per poter camminare più sicuri in una terra di fosse e precipizi.”)
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SI

Opinioni su Il ventaglio di Lady Windermere


30 agosto 2010 Opinione di OGM su "Il ventaglio di Lady Windermere"
OGM

Tradurre in sole immagini, per il cinema muto, un’opera di Oscar Wilde, la cui forza risiede nell’uso filosoficamente arguto della parola, può sembrare un’impresa paradossale, artisticamente improponibile, esteticamente criminosa.  A meno di non saper estrarre, da quella sapiente mistura di chiacchiericcio da salotto e dialogo intimista, la vera essenza morale della storia, la particolare gradazione aromatica assunta, in questa vicenda, dall’ennesima...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Il ventaglio di Lady Windermere (1925)

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